giovedì 16 aprile 2015

Pericolo stoccaggio di pet coke al Garigliano, un tavolo di confronto per analizzare il problema




Pericolo stoccaggio di pet coke al Garigliano, un tavolo di confronto per analizzare il problema

SESSA AURUNCA – Il Comune di Sessa Aurunca e Legambientepromuovono un tavolo di confronto che si terrà venerdì 10 aprile alle ore 16.00 presso la sala del Consiglio Comunale in Piazza Castello per discutere del problema dello stoccaggio di Pet Coke(il petroleum coke ovvero il carbone ottenuto attraverso la carbonizzazione delle frazioni avvenute ad elevata temperatura di ebollizione e prodotte durante la distillazione del petrolio) nei pressi del fiume Garigliano, proprio nel territorio di Sessa.
Un problema annoso, legato al rispetto dell’ambiente ed alla salute pubblica, messa a repentaglio dallo stoccaggio fatto a cielo aperto in una zona coltivata ad alberi da frutto e soprattutto nei pressi di allevamenti di bufale il cui latte rappresenta una risorsa economica e lavorativa importantissima per il territorio campano.
Nello specifico, si parlerà proprio del deposito di stoccaggio del Pet Coke del magazzino Interport s.a.s. di Gaeta da cui proviene il materiale e sito sulla via Appia al km 158,400 e sulle metodologie di tale pratica e salvaguardia ambientale, anche dal punto di vista sanitario, legale e istituzionale. Già un anno fa il Comune di Sessa Aurunca aveva richiesto la bonifica dell’area a causa della presenza di polveri di carbone riscontrate durante alcuni controlli. Sempre nel 2014 Generazione Aurunca aveva denunciato la presenza di un’enorme quantità di  pet coke che aveva invaso il ciglio della strada, i canali di scolo, il manto stradale, i segnali e parte della campagna adiacente, formando una sorta di patina nera granulosa ovunque.
Residui di Pet Coke per le strade di Sessa
Residui di Pet Coke per le strade di Sessa
Il pet-coke è l’ultimo prodotto delle attività di trasformazione del petrolio e viene considerato l’ultima fase dello scarto petrolifero, ma va trattato con la massima attenzione per via della sua composizione che comprende, oltre ad IPA (in particolare benzopirene), metalli pesanti come nichel, cromo e vanadio. Va pertanto movimentato con cura per evitare di sollevare polveri respirabili e il trattamento di carico, scarico e deposito del pet-coke deve seguire le regole dettate dal decreto del Ministero della Sanità 28 aprile 1997 concernente il trasporto di sostanze pericolose.
All’incontro saranno presenti il sindaco di Sessa Aurunca Luigi Tommasino, l’assessore Ambiente della Provincia di Caserta Giuseppe Rocco, il presidente di Legambiente Campania onlus Michele Buonomo, l’assessore Ambiente Regione Campania Giovanni Romano e il Comandante Generale del Corpo Forestale dello Stato Sergio Costa. Sarà Giulia Casella del Circolo Legambiente “A Petteruti” di Sessa Aurunca a moderare questo tavolo di confronto che si spera possa portare a qualcosa di concreto e fattibile in tempi brevi, per la sicurezza di tutti, cittadini e consumatori in primis.

Gaeta / Il ministero decide sul futuro del ciclo del petcoke





GAETA – Il futuro del ciclo del petcoke, il carbone sintetico scaricato nel porto di Gaeta per essere stoccato presso il deposito Intergroup di Sessa Aurunca sarà discusso domani presso il Ministero dello Sviluppo Economico. Ne da notizia l’attivista di Formia Paola Villa (Un’altra Città). Le operazioni di movimentazione sono attualmente sospese a causa del fermo del deposito campano. Alla riunione ministeriale non parteciperanno i comitati ambientalisti, non convocati. Di qui l’appello diretto a tutte le forze politiche rappresentate in parlamento, riportato di seguito in versione integrale. Il porto è già stato oggetto di una ispezione dei parlamentari del movimento 5 stelle.
“Domani 16 Aprile al Ministero dello Sviluppo Economico è stato organizzato un tavolo tecnico per la “questione del petcoke”, il suo trasporto, stoccaggio ed utilizzo. Parteciperanno all’incontro: l’Assessore all’Ambiente della Regione Campania, dott. Romano; un responsabile dell’A.G.C. sviluppo economico settore regolazione mercati della regione Campania; il Sindaco di Sessa Aurunca, dott. Tommasino; il capo settore ambiente e assetto del territorio del Comune di Sessa, Pasquale Sarao; il responsabile per AssoCarboni, Rinaldo Sorgenti; l’AITEC, l’Associazione Italiana Tecnico Economica del Cemento; l’Amministratore delegato della Intergroup S.p.A., dott. Nicola Di Sarno.
Al tavolo non ci saranno i rappresentanti dei comitati (comitato a tutela del Golfo di Gaeta, comitato contro le polveri, Assemblea popolare del Golfo) e delle associazioni (Legambiente) che hanno documentato in modo dettagliato il problema, che hanno sollevato la questione petcoke, che operano sul territorio da anni. Come si vede chiaramente il tavolo è sbilanciato in favore di chi fa business sul petcoke e sul cemento.
Facciamo un appello a tutti e deputati e i senatori affinché le decisioni non vengano prese a porte chiuse, affinché si portino al tavolo i dati sui sversamenti di petcoke, sulle malattie cancerogene legate a questo prodotto di scarto del petrolio, sugli affari del cemento e la criminalità organizzata.
Facciamo un appello a tutte le testate giornalistiche, i blog e i mezzi di comunicazione affinché non rimanga nel silenzio questo ennesimo furto di democrazia e partecipazione”.
Gaeta / Il ministero decide sul futuro del ciclo del petcoke




Pericolo stoccaggio di pet coke al Garigliano, un tavolo di confronto per analizzare il problema

Gaeta / Il ministero decide sul futuro del ciclo del petcoke

Gaeta / Il ministero decide sul futuro del ciclo del petcoke





GAETA – Il futuro del ciclo del petcoke, il carbone sintetico scaricato nel porto di Gaeta per essere stoccato presso il deposito Intergroup di Sessa Aurunca sarà discusso domani presso il Ministero dello Sviluppo Economico. Ne da notizia l’attivista di Formia Paola Villa (Un’altra Città). Le operazioni di movimentazione sono attualmente sospese a causa del fermo del deposito campano. Alla riunione ministeriale non parteciperanno i comitati ambientalisti, non convocati. Di qui l’appello diretto a tutte le forze politiche rappresentate in parlamento, riportato di seguito in versione integrale. Il porto è già stato oggetto di una ispezione dei parlamentari del movimento 5 stelle.
“Domani 16 Aprile al Ministero dello Sviluppo Economico è stato organizzato un tavolo tecnico per la “questione del petcoke”, il suo trasporto, stoccaggio ed utilizzo. Parteciperanno all’incontro: l’Assessore all’Ambiente della Regione Campania, dott. Romano; un responsabile dell’A.G.C. sviluppo economico settore regolazione mercati della regione Campania; il Sindaco di Sessa Aurunca, dott. Tommasino; il capo settore ambiente e assetto del territorio del Comune di Sessa, Pasquale Sarao; il responsabile per AssoCarboni, Rinaldo Sorgenti; l’AITEC, l’Associazione Italiana Tecnico Economica del Cemento; l’Amministratore delegato della Intergroup S.p.A., dott. Nicola Di Sarno.
Al tavolo non ci saranno i rappresentanti dei comitati (comitato a tutela del Golfo di Gaeta, comitato contro le polveri, Assemblea popolare del Golfo) e delle associazioni (Legambiente) che hanno documentato in modo dettagliato il problema, che hanno sollevato la questione petcoke, che operano sul territorio da anni. Come si vede chiaramente il tavolo è sbilanciato in favore di chi fa business sul petcoke e sul cemento.
Facciamo un appello a tutti e deputati e i senatori affinché le decisioni non vengano prese a porte chiuse, affinché si portino al tavolo i dati sui sversamenti di petcoke, sulle malattie cancerogene legate a questo prodotto di scarto del petrolio, sugli affari del cemento e la criminalità organizzata.
Facciamo un appello a tutte le testate giornalistiche, i blog e i mezzi di comunicazione affinché non rimanga nel silenzio questo ennesimo furto di democrazia e partecipazione”.
Gaeta / Il ministero decide sul futuro del ciclo del petcoke

domenica 12 aprile 2015

Piano Regione Sicilia Tutela Qualità Aria: IN SICILIA FRANANO LE AUTOSTRADE E LE STRADE TRA P...

IN SICILIA FRANANO LE AUTOSTRADE E LE
STRADE TRA PIOGGE E INCURIA DI STATO E REGIONE

GIULIO AMBROSETTI
[11 APR 2015 |




IERI È TOCCATO A UN TRATTO DELLA PALERMO-CATANIA.
LE STRADE E LE AUTOSTRADE DELLA SICILIA SI SBRICIOLANO IN PARTE PER MANCANZA DI
MANUTENZIONE (CIOÈ MANCANZA DI SOLDI) E, IN PARTE, PERCHÉ, IN ASSENZA DI
RIMBOSCHIMENTO, FRANANO COLLINE E MONTAGNE. LA FINE INGLORIOSA DELL’AZIENDA
FORESTE DEMANIALI    

FRANANO LE STRADE
PROVINCIALI ABBANDONATE DALLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI SENZA SOLDI E INZUPPATE
DALLE PIOGGE CHE IN SICILIA NON DANNO TREGUA ANCHE AD APRILE. FRANANO LE STRADE
A SCORRIMENTO VELOCE E, ADESSO, COMINCIANO A CADERE A PEZZI ANCHE LE AUTOSTRADE
DELL’ISOLA. E’ SUCCESSO IERI LUNGO L’AUTOSTRADA PALERMO-CATANIA, TRA SCILLATO E
TREMONZELLI. GIÀ QUESTO TRATTO AUTOSTRADALE È FUNESTATO DAI MISTERI DELLA
GALLERIA DI TREMONZELLI, DOVE I MOTORI DELLE AUTOMOBILI SI SPENGONO
IMPROVVISAMENTE CAUSANDO INCIDENTI E PROBLEMI ENORMI A TANTI CITTADINI (L’ELETTROMAGNETISMO,
IN SICILIA, TRA ESERCITAZIONI MILITARI, MUOS E QUANT’ALTRO ORMAI IMPERVERSA).
ORA IN QUESTO TRATTO DI AUTOSTRADA GIÀ PROBLEMATICO È VENUTO GIÙ ANCHE UN
PILONE AL CHILOMETRO 61.

IMMAGINATE UN PO’ CHE COSA
SUCCEDE DA IERI, LUNGO QUEST’AUTOSTRADA FREQUENTATA OGNI GIORNO DA MIGLIAIA DI
AUTOMOBILISTI. AUTOSTRADA CHIUSA PER CONSENTIRE AI TECNICI DELL'ANAS - CHE SI
OCCUPANO DELLA MANUTENZIONE - DI ESEGUIRE I SOPRALLUOGHI. IL TRATTO DI
AUTOSTRADA È STATO CHIUSO IN ENTRAMBE LE DIREZIONI. CON GLI AUTOMOBILISTI
COSTRETTI A DEVIAZIONI. CON RITARDI QUANTIFICATI OTTIMISTICAMENTE IN UN’ORA. IN
REALTÀ, SE SI FORMANO LE FILE I TEMPI SI ALLUNGANO. IL CAOS.

A PROVOCARE IL CEDIMENTO DEL
PILONE DEL VIADOTTO
HIMERA
È STATA UNA FRANA CHE HA
TRABALLARE IL VIADOTTO IN ENTRAMBE LE CARREGGIATE. PER FORTUNA, QUANDO IL
PILONE HA CEDUTO, NON TRANSITAVANO MEZZI. INSOMMA, IL FATO, QUESTA VOLTA, HA
RISPARMIATO GLI INCIDENTI. ANCHE SE TANTI AUTOMOBILISTI SONO RIMASTI BLOCCATI
NEL TRATTO DI AUTOSTRADA COLPITO DALLA FRANA.
A QUANTO PARE, LA FRANA HA
COINVOLTO ALMENO
TRE PILE DEL VIADOTTO
. I TECNICI DELL’ANAS, COME GIÀ RICORDATO, SONO
SUL POSTO. IN QUESTE ORE È IN CORSO IL MONITORAGGIO. PERCHÉ GLI EFFETTI DELLA
FRANA POTREBBERO NON ESSERSI ESAURITI.
LA PARTE DEI TERRENI
INTERESSATI DALLA FRANA ANDATA IN SCENA IERI ERA SOTTO MONITORAGGIO DA ALMENO
DIECI ANNI. FINO A DUE ANNI FA ERA TENUTA SOTTO CONTROLLO DAI TECNICI DELLA
PROVINCIA DI PALERMO. DUE ANNI FA IL PARLAMENTO SICILIANO HA PROVATO AD ABOLIRE
LE NOVE PROVINCE
SICILIANE, COMMISSARIANDOLE E LASCIANDOLE SENZA SOLDI
. COSÌ LE NOVE
AMMINISTRAZIONI PROVINCIALI DELL’ISOLA, PRIVATE DELLE RISORSE ECONOMICHE, HANNO
ABBANDONATO LE STRADE PROVINCIALI (CHE DA DUE ANNI CADONO A PEZZI NEL SILENZI
GENERALE). TRA LE AREE ABBANDONATE GIOCOFORZA DALLE PROVINCE (IN QUESTO CASO
DALLA PROVINCIA DI PALERMO)  C’È ANCHE QUESTO TRATTO DI COLLINA CHE IERI,
COMPLICE LE PIOGGE DEGLI ULTIMI TEMPI, SI È SBRICIOLATA ED È VENUTA GIÙ,
TRASCINANDOSI NELLA FRANA UN PAIO DI PILONI DI QUESTO TRATTO DI AUTOSTRADA.

LE CRONACHE REGISTRANO UNA
DICHIARAZIONE AL GIORNALE DI SICILIA DELL’ASSESSORE REGIONALE ALLE
INFRASTRUTTURE, GIOVANNI PIZZO. “ABBIAMO CHIESTO AL GOVERNO NAZIONALE LO STATO
D'EMERGENZA. LA SITUAZIONE È VERAMENTE GRAVE. NON SONO LE STRADE A CEDERE: SONO LE NOSTRE
MONTAGNE CHE STANNO CROLLANDO A POCO A POCO
. OGGI UN FRONTE FRANOSO
DI UN CHILOMETRO È SCESO A VALLE, COLPENDO UN PILONE DELL'AUTOSTRADA
PALERMO-CATANIA. QUELLO CHE STA ACCADENDO IN SICILIA È DRAMMATICO. SONO GLI EFFETTI DEL
CAMBIAMENTO CLIMATICO: LA MONTAGNA D'ACQUA CHE QUEST'INVERNO SI È ABBATTUTA
SULLA NOSTRA REGIONE È PROBABILMENTE LA CAUSA DEI DISSESTI CHE SI STANNO
VERIFICANDO. NON SI TRATTA DI ASSOLVERE QUALCUNO, E TOCCHERÀ AI TECNICI
STABILIRE LE CAUSE E - SE CI DOVESSERO ESSERE - LE EVENTUALI RESPONSABILITÀ. MA
È CHIARO CHE SIAMO DI FRONTE A UN'EMERGENZA DA AFFRONTARE CON ESTREMA SERIETÀ”.

PIZZO RACCONTA LA CLASSICA
MEZZA VERITÀ. CORRETTO IL RICHIAMO AL CAMBIAMENTO CLIMATICO. IN SICILIA, NEGLI
ULTIMI DIECI ANNI, IL CLIMA, DA SUB-TROPICALE ARIDO È DIVENTATO SUB-TROPICALE
UMIDO. NON È UNA NOVITÀ: ERA COSÌ ANCHE TRA LA FINE DELL’800 E I PRIMI DEL
‘900, QUANDO IN SICILIA SI COLTIVAVA IL RISO PROPRIO COME AVVIENE NELLA
‘MARCITE LOMBARDE’ (NON È UN CASO CHE, IN ALCUNE AREE DELL’ENNESE, GRAZIE ALLE ABBONDANTI
PIOGGE, SI STA PROVANDO A COLTIVARE IL RISO). IL PROBLEMA È CHE IL CAMBIAMENTO DEL
CLIMA, IN SICILIA, STA COINCIDENDO CON ALCUNE SCELTE AMMINISTRATIVE SBAGLIATE E
CON UNA CRISI ECONOMICA E FINANZIARIA CHE IMPEDISCE ALLE PUBBLICHE
AMMINISTRAZIONI DI OCCUPARSI DELLA VIABILITÀ.

NELLE SCORSE SETTIMANE
DECINE DI SINDACI DI PICCOLI COMUNI SICILIANI HANNO DENUNCIATO L’ABBANDONO
DELLE STRADE PROVINCIALI. NESSUNO NE PARLA, MA CENTINAIA - AVETE LETTO BENE:
CENTINAIA! - DI STRADE PROVINCIALI CADONO A PEZZI. BUCHE PICCOLE E GRANDI,
STERPAGLIE CHE INVADONO LA CARREGGIATA, FRANE, SMOTTAMENTI DI TERRENO. TUTTO
QUESTO AVVIENE DA DUE ANNI. IL PARLAMENTO SICILIANO, OLTRE DUE ANNI FA, SU
PROPOSTA DEL GOVERNO REGIONALE DI ROSARIO CROCETTA (E SU INPUT DEL GOVERNO NAZIONALE
CHE HA ABOLITO LE PROVINCE PER RISPARMIARE) HA COMMISSARIATO LE NOVE PROVINCE
REGIONALI. LA RIFORMA, PERÒ, NON È STATA COMPLETATA. ANZI, APPENA QUALCHE
GIORNO FA, IL COMPLETAMENTO DELLA RIFORMA, PERALTRO MOLTO DISCUTIBILE, È STATO
‘BOCCIATO’ DALLO STESSO PARLAMENTO DELL’ISOLA.

IL RISULTATO DI QUESTO
IMMOBILISMO È CHE, DA DUE ANNI, I DIPENDENTI DELLE NOVE PROVINCE REGIONALI NON
RIESCONO PIÙ A LAVORARE. PRENDONO LO STIPENDIO (MA NON SI SA FINO A QUANDO), MA NON
SVOLGONO ALCUNA ATTIVITÀ. IN QUESTA FOLLIA TUTTA SICILIANA NE STANNO FACENDO LE
SPESE LE GIÀ CITATE STRADE PROVINCIALI, TOTALMENTE ABBANDONATE, E NATURALMENTE
I CITTADINI.

ALL’ABBANDONO DELLE STRADE PROVINCIALI SI SOMMA L’ABBANDONO DI
INTERI VERSANTI COLLINARI DELL’ISOLA. LA SICILIA È UNA REGIONE DOVE PREVALGONO
LE COLLINE E LE MONTAGNE
. E DOVE IL DISSESTO DI INTERI VERSANTI
(E DI INTERI CENTRI ABITATI) È SEMPRE STATO UN PROBLEMA. EFFETTI DEVASTANTI DEL DISBOSCAMENTO (O DIBOSCAMENTO) CHE HA CARATTERIZZATO LA SICILIA NEL
CORSO DEI SECOLI. PROPRIO PER INVERTIRE QUESTA TENDENZA, NEGLI ANNI ’50 DEL
SECOLO PASSATO, LA REGIONE SICILIANA AUTONOMA APPENA NATA SI DIEDE UN PROGRAMMA
DI TUTELA DEL PROPRIO TERRITORIO. ANCHE PER QUESTO - ANZI, SOPRATTUTTO PER
QUESTO - È STATA ISTITUITA L’AZIENDA FORESTE DEMANIALI DELLA REGIONE SICILIANA.
TRA I COMPITI DI TALE AZIENDA C’ERA LA DEMANIALIZZAZIONE DEI TERRENI -
SOPRATTUTTO DI QUELLI COLLINARI E MONTANI - E IL RIMBOSCHIMENTO. PERCHÉ LA
PRESENZA DI ALBERI IMPEDISCE AI TERRENI DI FRANARE.

FACCIAMO UN ESEMPIO PRATICO:
SE LA COLLINA CHE È FRANATA IERI, COINVOLGENDO UN PEZZO DI AUTOSTRADA
PALERMO-CATANIA, FOSSE STATA RIMBOSCHITA, OGGI NON SAREMMO QUI A PARLARE DELLA
FRANA. INVECE, OGGI, PARLIAMO DELLA FRANA, ANZI DELLE FRANE CHE STANNO
SBRICIOLANDO STRADE E CONTRADE DELLA SICILIA, TRA PIOGGE DI CERTO ABBONDANTI,
AMMINISTRAZIONI PROVINCIALI SENZA SOLDI E AZIENDA FORESTE MASSACRATA DA SCELTE
AMMINISTRATIVE DEMENZIALI, ADOTTATE SOLO PER ‘RISPARMIARE’.  

COS’È SUCCESSO NEGLI ULTIMI
ANNI ALL’AMBIENTE SICILIANO? SEMPLICE. L’AZIENDA FORESTE DEMANIALI DELLA
REGIONE SICILIANA, CHE NEGLI ANNI ’60, ’70, ’80 E ’90 HA SVOLTO NELL’ISOLA UN
RUOLO STRATEGICO, È STATA, DI FATTO, SBARACCATA. LA RESPONSABILITÀ È DEI DUE
ULTIMI GOVERNI REGIONALI: QUELLO DI RAFFAELE LOMBARDO E L’ATTUALE GOVERNO DI
ROSARIO CROCETTA. DUE GOVERNI CHE, SENZA NEMMENO CAPIRE L’ARGOMENTO DEL QUALE
SI SONO OCCUPATI, HANNO FATTO - COME SI USA DIRE DALLE NOSTRE PARTI - “CARNE DI PORCO”
(CIOÈ SALSICCIA) DI UN’AZIENDA FORESTE DEMANIALI
CHE, INVECE, AVREBBE DOVUTO ESSERE RAFFORZATA,
PROPRIO PER FRONTEGGIARE IL CAMBIAMENTO CLIMATICO IN CORSO.

COSÌ, IN SICILIA, ASSISTIAMO
AI SOLITI PARADOSSI ITALIANI. PROPRIO MENTRE SERVIREBBE GLI INTERVENTI DELLE
PROVINCE E DELL’AZIENDA FORESTE DEMANIALI PER FRONTEGGIARE GLI EFFETTI
DEVASTANTI DEGLI EVENTI CLIMATICI, LA REGIONE SMANTELLA LE PROVINCE E L’AZIENDA FORESTE
DEMANIALI! I RISULTATI NON POSSONO CHE ESSERE QUELLI CHE OGGI SONO SOTTO GLI
OCCHI DI TUTTI: INTERE COLLINE E, TRA UN PO’ ANCHE I COSTONI DI MONTAGNA, CHE
VENGONO GIÙ TRASCINANDO NEL DISSESTO STRADE PROVINCIALI, STRADE STATALI (LA
FRANA AVVENUTA LUNGO LA CASTELVETRANO-AGRIGENTO, TRA SCIACCA E RIBERA, IN
PROVINCIA DI AGRIGENTO) E, ADESSO, ANCHE LE AUTOSTRADE.

IERI È TOCCATO ALLA
PALERMO-CATANIA, AUTOSTRADA GESTITA DALL’ANAS. MA TRA UN PO’ SENTIREMO PARLARE
ANCHE DELLE AUTOSTRADE GESTITE DALLA REGIONE SICILIANA ATTRAVERSO IL CAS, IL
CONSORZIO AUTOSTRADE SICILIANE, UN ‘CARROZZONE’ REGIONALE CHE GESTISCE LE AUTOSTRADE
PALERMO-MESSINA, LA MESSINA-CATANIA E CHE STA REALIZZANDO (O QUASI)
L’AUTOSTRADA SIRACUSA-GELA. CHI SCRIVE, QUALCHE ANNO FA, HA FIRMATO
UN’INCHIESTA PER IL MENSILE I QUADERNI DE L’ORA PROPRIO SULLA GESTIONE DEL CAS,
SCOPRENDO COSE INENARRABILI: MANUTENZIONE BLOCCATA DA UN DECENNIO,
ILLUMINAZIONE NELLE GALLERIE CARENTE, MILIONI DI EURO SCOMPARI DALLE BANCHE,
COLLAUDI MILIONARI A MAN BASSA PER ALIMENTARE LA ‘POLITICA’, PERSINO - UNICO
CASO IN EUROPA - UN’AGENZIA DI ASSICURAZIONI NAZIONALE CHE HA DISDETTATO IL
CONTRATTO PER VIA DELL’ALTO NUMERO DI INCIDENTI CHE SI VERIFICAVANO SULLA
PALERMO-MESSINA. INSOMMA IMBROGLI DI TUTTI I GENERI E DI TUTTE LE SPECIE.
OVVIAMENTE, NON È CAMBIATO NIENTE. OVVIAMENTE.
FOTO TRATTA DA PAESE 24.IT
 


PER LA SICILIA È PRONTO UN BEL BILANCIO REGIONALE 2015 'FANTASIOSO'
CON LA ‘BENEDIZIONE’ DI RENZI E PADOAN


GIULIO AMBROSETTI
[10 APR 2015

IL PARLAMENTO DELL’ISOLA SI APPRESTA AD
APPROVARE UN BILANCIO REGIONALE 2015 'FANTASIOSO', PIENO DI ENTRATE FITTIZIE. RENZI
E PADOAN DEBBONO TROVARE 20 MILIARDI PER LA NUOVA MANOVRA. RESTITUIRANNO L’IVA
E L’IRPEF CHE HANNO SCIPPATO AI SICILIANI? QUALCHE DUBBIO C'È
...  

MENTRE A ROMA, TRA IL DIRE
E IL NON DIRE, IL CAPO DEL GOVERNO RENZI E IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, PADOAN,
SI APPRESTANO A METTERE GIÙ UNA NUOVA MANOVRA PER TOGLIERE DALLE TASCHE DEGLI
ITALIANI ALTRI 20 MILIARDI DI EURO CIRCA (LA
MANOVRA AVREBBE DOVUTO ESSERE DI 15 MILIARDI, MA È ‘LIEVITATA’ A 20 E NON SI
ESCLUDONO ALTRI AUMENTI), LA SICILIA CERCA DI FAR QUADRARE I PROPRI CONTI CHE,
PERÒ, SONO SEMPRE PIÙ BALLERINI. ALLA FINE DI UN TIRA E MOLLA DURATO, GROSSO
MODO, UN PAIO DI SETTIMANE, EMERGONO DUE DATI POLITICI. IL PRIMO DATO POLITICO
È CHE ROMA, CHE NEGLI ULTIMI DUE ANNI HA STRAPPATO ALLA REGIONE SICILIANA CIRCA 5
MILIARDI DI EURO
, NON DARÀ NULLA. AL MASSIMO - MA ANCHE QUESTO È DA
VEDERE - RESTITUIRÀ AI SICILIANI UNA PARTE DELL’IVA E DELL’IRPEF CHE DA QUALCHE TEMPO INCASSA AL POSTO
DELLA REGIONE
. IL SECONDO DATO POLITICO È CHE IL BILANCIO DELLA
REGIONE SICILIANA 2015 SARÀ, ALMENO IN BUONA PARTE, FATTO DA ENTRATE FITTIZIE,
CIOÈ FALSE. MA PASSERÀ CON L’AVALLO DI ROMA.

PROVIAMO, ADESSO, PER
GRANDI LINEE, A CAPIRE QUELLO CHE STA SUCCEDENDO. PARTENDO DALLO SCENARIO
NAZIONALE. PERCHÉ È A ROMA CHE SI GIOCA LA PARTITA. DA ALCUNE SETTIMANE, IN
ITALIA, SI DISCETTA DI UNA RIPRESA ECONOMICA. IL MINISTRO DELL’ECONOMIA,
PADOAN, IN UN’INTERVISTA A BLOOMBERG TV, HA DETTO CHE LA CRESCITA
ECONOMICA DEL NOSTRO PAESE SI ATTESTERÀ SUL 2 PER CENTO. RESTA DA CAPIRE COME
QUESTA PREVENTIVATA CRESCITA SI CONIUGHERÀ CON UNA NUOVA MANOVRA DA 20 MILIARDI
DI EURO DA PRENDERE DALLE TASCHE DEGLI ITALIANI ENTRO LA FINE DI QUEST’ANNO.
CIOÈ NUOVE TASSE OLTRE A IMU, IRPEF, IRAP, TASSE E IMPOSTE LOCALI E VIA
CONTINUANDO.

PER ORA LA RIPRESA
ECONOMICA NON C’È E, NONOSTANTE GLI INCENTIVI ALLE IMPRESE (I 5 MILIARDI DI
EURO SCIPPATI AL SUD, UTILIZZATI PER PAGARE GLI SGRAVI CONTRIBUTIVI ALLE
IMPRESE CHE, IN MAGGIORANZA, HANNO SEDE DEL CENTRO NORD ITALIA), LA
DISOCCUPAZIONE, NEL BELPAESE, NON È DIMINUITA. ANZI. SECONDO QUALI MAGIE
L’ECONOMIA ITALIANA DOVREBBE TORNARE A CRESCERE CON UNA NUOVA MANOVRA DA 20
MILIARDI DI EURO ALLE PORTE NON È FACILE COMPRENDERLO. MA RENZI E SOPRATTUTTO
PADOAN HANNO UNA CONOSCENZA DELL’ECONOMIA ITALIANA CHE ALTRI COMUNI MORTALI EVIDENTEMENTE
NON HANNO.

INSOMMA, ROMA È DI NUOVO A
‘CACCIA’ DI SOLDI DEGLI ITALIANI. E, COME GIÀ ACCENNATO, IL GOVERNO NAZIONALE
NON AIUTERÀ CERTO LA REGIONE SICILIANA. DEL RESTO, LA REGIONE SICILIANA NON È
LA REGIONE PIEMONTE. NELL'ISOLA, IN GENERE, CI SI ARRANGIA. IL GOVERNO
SICILIANO DI CENTROSINISTRA RETTO DA ROSARIO CROCETTA HA STABILITO CHE IL
‘BUCO’ DEI CONTI REGIONALI È PARI A 3 MILIARDI DI EURO. A NOI, CHE SEGUIAMO I
CONTI DELLA REGIONE DA ANNI, IL ‘BUCO’ RISULTA ESSERE SUPERIORE A 5 MILIARDI DI EURO,
CIFRA PARI AI SOLDI CHE ROMA HA TOLTO ALLA SICILIA, COME GIÀ RICORDATO, NEGLI
ULTIMI DUE ANNI.

DANDO PER BUONI I 3
MILIARDI DI ‘BUCO’, NON CI RESTA CHE RACCONTARE IL RESTO. IERI IL GOVERNO
CROCETTA HA FATTO SAPERE DI AVER TROVATO I SOLDI PER CHIUDERE LA MANOVRA
ECONOMICA E FINANZIARIA 2015. DA DOVE ARRIVEREBBERO ‘STI SOLDI? QUASI UN MILIARDO DI EURO
DOVREBBE ARRIVARE DAL NUOVO PAC, SIGLA CHE STA PER PIANO DI AZIONE E COESIONE
.
SI TRATTA DI RISORSE CHE SONO GIÀ STATE ASSEGNATE ALLA SICILIA DA
BRUXELLES E DALLO STATO. SOLDI CHE LA REGIONE NON HA ANCORA SPESO E CHE
AVREBBERO DOVUTO ESSERE UTILIZZATI PER INVESTIMENTI (TECNICAMENTE SI CHIAMANO SPESE IN CONTO
CAPITALE
). INVECE QUESTO MILIARDO DI EURO CHE SAREBBE SERVITO PER
INVESTIMENTI (E QUINDI PER NUOVA OCCUPAZIONE) VERRÀ UTILIZZATO PER PAGARE GLI STIPENDI
(TECNICAMENTE SI CHIAMANO SPESE CORRENTI
).

INSOMMA, ROMA E BRUXELLES,
INVECE DI SPINGERE LA SICILIA A INVESTIRE DI PIÙ IN INFRASTRUTTURE (LA SICILIA
VIENE CONSIDERATA DALL’UNIONE EUROPEA UNA REGIONE AD OBIETTIVO CONVERGENZA:
QUESTO PERCHÉ IL REDDITO MEDIO DELL’ISOLA È INFERIORE ALLA MEDIA EUROPEA: DA
QUI LA NECESSITÀ DI INVESTIMENTI, MAGARI IN INFRASTRUTTURE CHE ANCORA OGGI
MANCANO), VIENE SPINTA A BRUCIARE I FONDI CHE DOVREBEBRO SERVIRE PER NUOVI
INVESTIMENTI (INFRASTRUTTURE) IN SPESE CORRENTI!

PROSEGUENDO CON L’ANALISI
TEORICA DELLA MANOVRA APPRONTATA DAL GOVERNO RAGIONALE DI CROCETTA E
DALL’ASSESSORE ALL’ECONOMIA, ALESSANDRO BACCEI, SCOPRIAMO CHE LO STATO SI È
TRATTENUTO DA 500 A 600 MILIONI DI EURO DI IVA
. LA REGIONE SICILIANA
- LO RIPETIAMO SPESSO AI LETTORI AMERICANI - È UNA DELLE CINQUE REGIONI A
STATUTO SPECIALE D’ITALIA. DOVREBBE TRATTENERE BUONA PARTE DELLE IMPOSTE CHE PAGANO I
SICILIANI. SOLO CHE LA REGIONE, DOPO QUASI SETTANT’ANNI DI AUTONOMIA, NON HA
ANCORA UNA PROPRIA AGENZIA DELLE ENTRATE.
CHE
SIGNIFICA QUESTO? SEMPLICE. CHE LA REGIONE SICILIANA, INVECE DI RISCUOTERE LE
IMPOSTE E DARE ALLO STATO QUANTO SPETTA ALLO STATO, SUBISCE LA RISCOSSIONE DELLE PROPRIE IMPOSTE DA
PARTE DELLO STATO CHE ‘GIRA’ ALLA SICILIA QUANTO SPETTA ALLA SICILIA
.
IL PASSAGGIO NON È DI POCO CONTO. PERCHÉ SE ALLO STATO SERVONO SOLDI, SE LI PRENDE E NON LI ‘GIRA’
ALLA REGIONE. PROPRIO COME HA FATTO CON QUESTI 500-600 MILIONI DI EURO DI IVA.

ORA, BONTÀ SUA, LO STATO
DOVREBBE RESTITUIRE ALLA SICILIA QUESTI 500-600 MILIONI DI EURO DI IVA CHE HA
STRAPPATO DAI CONTI REGIONALI (QUESTO SCIPPO, PER LA CRONACA, SI SOMMA AI 5
MILIARDI PRELEVATI NEGLI ULTIMI DUE ANNI). SORGE SPONTANEA UNA DOMANDA: LA
RESTITUZIONE DI QUESTI 500-600 MILIONI DI IVA PAGATA DAI SICILIANI AVVERRÀ O È
SOLO UNA PRESA IN GIRO INSERITA PER FAR QUADRARE I CONTI DEL BILANCIO
REGIONALE? LA DOMANDA È LEGITTIMA PERCHÉ, LO RICORDIAMO, IL GOVERNO
NAZIONALE DEVE APPRONTARE UNA MANOVRA DA 20 MILIARDI DI EURO ENTRO IL
DICEMBRE DI QUEST’ANNO
. E NON È DA ESCLUDERE CHE, PER FAR QUADRARE I
CONTI, RENZI E PADOAN SI TENGANO QUESTI SOLDI. NOI ORMAI CI ASPETTIAMO DI
TUTTO.

ALTRI 500 MILIONI DI EURO DOVREBBERO ARRIVARE DALLA RESTITUZIONE
DELLA QUOTA IRPEF CHE SPETTA ALLA REGIONE SICILIANA
,
MA CHE IL GOVERNO NAZIONALE SI È TRATTENUTA. ANCHE IN QUESTO CASO, LA MUSICA È
SEMPRE LA STESSA: SI TRATTA DI SOLDI - IN QUESTO CASO I CEDOLINI DELLE BUSTE
PAGA DEI DOCENTI DELLE SCUOLE SICILIANE E DI ALTRI SOGGETTI CHE LAVORANO IN
SICILIA - CHE LO STATO ITALIANO, NON SI CAPISCE IN BASE A QUALE PRINCIPIO, HA
TRATTENUTO NEGLI ULTIMI ANNI. PUÒ SEMBRARE INCREDIBILE CHE LO STATO CENTRALE,
CON ARTIFIZI E RAGGIRI, DERUBI LE LEGITTIME ENTRATE DI UNA REGIONE NEL SILENZIO
GENERALE. MA È QUELLO CHE STA AVVENENDO. NON SAPENDO DOVE TROVARE I SOLDI E
TROVANDOSI A INCASSARE TRATTENUTE CHE SONO DELLA REGIONE SICILIANA, IL GOVERNO
RENZI HA PENSATO BENE DI TRATTENERLE. ORA DOVREBBE RESTITUIRLE. C’È DA
CREDERCI? VEDREMO.

MA C’È DI PIÙ. QUESTI 500 MILIONI
DI EURO DI IRPEF SICILIANA SONO SOLDI CHE LO STATO TRATTIENE DA QUATTRO CINQUE
ANNI
. AMMESSO CHE LI RESTITUISCA, SERVIRANNO PER QUEST’ANNO. E I
PROSSIMI DUE ANNI, VISTO CHE IL BILANCIO REGIONALE HA UNA PROIEZIONE DI TRE
ANNI? MISTERO.

PER ORA, FATTI QUATTRO
CONTI, DOVREMMO ESSERE INTORNO A 2,1 MILIARDI DI EURO. ALL’APPELLO, PER
CHIUDERE IL BILANCIO REGIONALE 2015, MANCANO ANCORA 900 MILIONI DI EURO. DI
QUESTI, COSÌ HA FATTO SAPERE IL GOVERNO CROCETTA, 350 MILIONI DI EURO
ARRIVERANNO DA TAGLI LINEARI. CHE COSA CI SIA DA TAGLIARE ANCORA IN SICILIA NON
L’ABBIAMO CAPITO. E, SOPRATTUTTO, APPARE INVEROSIMILE TROVARE, NEL 2015, ALTRI
350 MILIONI DI EURO TRA STIPENDI E PENSIONI DEI SICILIANI. PERCHÉ ORMAI IL BILANCIO REGIONALE È RIDOTTO
ALL’OSSO. OGNI TAGLIO, OGGI, CORRISPONDE A UNA RIDUZIONE DI STIPENDI E DI
PENSIONI.
TRA LE FOLLIE DELLA REGIONE SICILIANA C’È L’ASSENZA DI UN
FONDO PENSIONI AUTONOMO, RICOSTITUITO NEL 2009 E ANCORA NON IN GRADO DI PAGARE
LE PENSIONI. MORALE: LE PENSIONI SI PAGANO CON IL BILANCIO REGIONALE. DUNQUE AI
TAGLI AL BILANCIO CORRISPONDONO TAGLI ALLE PENSIONI.

LO STESSO DISCORSO VALE
PER I DIPENDENTI DELLA REGIONE E DEGLI ENTI E DELLE SOCIETÀ COLLEGATE ALLA
STESSA REGIONE. QUESTI 350 MILIONI DI TAGLI LINEARI RIGUARDERANNO ANCHE LORO.
CON MOLTA PROBABILITÀ, RIDURRANNO IL NUMERO DEI DIRIGENTI REGIONALI E RIDURRANNO
LORO LE RETRIBUZIONI (MAGARI LI CHIAMERANNO ANCORA SPAGNOLESCAMENTE
‘DIRIGENTI’, MA GLI TOGLIERANNO I SOLDI). E FARANNO SPARIRE UN BEL PO’ DI
SOCIETÀ E ENTI REGIONALI, IN BUONA PARTE INUTILI. POI PROVERANNO A RIDURRE
GLI OPERAI DELLA FORESTALE. LA COSA TRAGI-COMICA È CHE NELLA MANOVRA È GIÀ
SCRITTO CHE TALI TAGLI CI SARANNO, MENTRE, FORMALMENTE, TALI TAGLI DEBBONO
ANCORA ESSERE DISCUSSI CON CHI LI DOVRÀ SUBIRE, CIOÈ CON DIPENDENTI E
PENSIONATI REGIONALI, OPERAI FORESTALI. INSOMMA…

RESTA SEMPRE LA DOMANDA: È
PENSABILE CHE LA REGIONE RIESCA A TAGLIARE ENTRO QUEST’ANNO 350 MILIONI DI EURO
DI STIPENDI E PENSIONI? A NOI QUESTA SEMBRA UNA GRANDE BUFALA. CON MOLTA
PROBABILITÀ, QUESTI 350 MILIONI DI EURO COSTITUISCONO UN’ALTRA DELLE ENTRATE
GONFIATE - E QUINDI UN’ENTRATA DEL BILANCIO REGIONALE 2015 RIGOROSAMENTE FALSA
- CHE IL PARLAMENTO SICILIANO SI ACCINGE AD APPROVARE CON LA ‘BENEDIZIONE’ DI
RENZI E DEL MINISTRO DELL’ECONOMIA, PADOAN.

SIAMO ARRIVATI A CIRCA 2
MILIARDI E MEZZO DI EURO (TEORICI). MANCANO ALTRI 500 MILIONI DI EURO PER
CONCLUDERE QUELLA CHE SI ANNUNCIA COME UNA GRANDE SCENEGGIATA FINANZIARIA. A
QUANTO PARE - E QUESTO, FORSE, È IL NUMERO PIÙ SICURO DEL BILANCIO REGIONALE
2015 - LA REGIONE, PER DUE ANNI, NON PAGHERÀ LE RATE DEI MUTUI ALLA CASSA DEPOSITI
E PRESTITI. CONSIDERATO CHE LA REGIONE SICILIANA PAGA 80 MILIONI DI EURO DI
RATE DI MUTUI ALL’ANNO, DOVREBBE AVERE A DISPOSIZIONE 160 MILIONI DI EURO IN
DUE ANNI.

MANCANO ALTRI 350-400
MILIONI DI EURO. UNA PARTE DI QUESTI SOLDI ARRIVERÀ CON UN NUOVO MUTUO DA CIRCA 150 MILIONI DI EURO (CHE ANDRÀ A SOMMARSI ALL’INDEBITAMENTO FINANZIARIO DELLA REGIONE CHE
‘VIAGGIA’ SU OLTRE 8 MILIARDI DI EURO
!). E UN’ALTRA PARTE CON UN
IRRIGIDIMENTO DEI VINCOLI FINANZIARI IN CAMBIO DI UN'IMPROBABILE LIQUIDITÀ.

A CONTI FATTI, LO
RIBADIAMO, LA REGIONE SI APPRESTA A VARARE UN BILANCIO 2015 PIENO DI ENTRATE
FITTIZIE. CIOÈ UN BILANCIO 2015 RIGOROSAMENTE FALSO. SI TRATTA DI UNA SORTA DI
FALLIMENTO DELLA SICILIA ‘PILOTATO’ DALLO STATO CENTRALE. PERCHÉ, ALLA FINE,
GIÀ A PARTIRE DALL’AUTUNNO DI QUEST’ANNO, OLTRE ALLE TANTE PENALIZZAZIONI CHE
CI SARANNO (RIDUZIONE DEGLI STIPENDI E DELLE PENSIONI, CHIUSURA DI DECINE DI
SOCIETÀ E DI ENTI REGIONALI, LICENZIAMENTI DI OPERAI DELLA FORESTALE CHE
VERRANNO LASCIATI A CASA CON LA PROSPETTIVA DI UN’IMPROBABILE PENSIONE E VIA
CONTINUANDO), CI SARANNO SOGGETTI CHE NON POTRANNO ESSERE PAGATI PERCHÉ ALCUNE
DELLE ENTRATE CHE VERRANNO ISCRITTE IN BILANCIO NON SI MATERIALIZZERANNO.

IN TUTTO QUESTO C’È ANCHE
UN ALTRO PROBLEMA: IL DISAVANZO DI UN MILIARDO E 700 MILIONI DI EURO RELATIVO AL
2014. ANCHE QUESTO DISAVANZO DOVRÀ ESSERE ISCRITTO IN BILANCIO, MAGARI IN TRE
RATE DA 600 MILIONI DI EURO CIRCA CADAUNA
. MORALE: BISOGNERÀ TROVARE
ALTRI 600 MILIONI DI EURO PER QUEST’ANNO. NON È UN PASSAGGIO SECONDARIO. PERCHÉ,
A VALERE SUL BILANCIO REGIONALE 2014, CI SONO SOGGETTI CHE NON SONO STATI
PAGATI E CHE RECLAMANO I SOLDI.

PIETRO ANCONA: “LA
REGIONE SICILIANA? OGGI È UN BUCO NERO CHE DIVORA TUTTO”


GIULIO AMBROSETTI
[9 APR 2015 

INTERVISTA A PIETRO ANCONA, STORICO DIRIGENTE
DELLA CGIL SICILIANA NEGLI ANNI ’60 E '70 DEL SECOLO PASSATO. UN ATTENTO E
ACUTO OSSERVATORE DI FATTI, PERSONAGGI E COSE DELL’ISOLA RACCONTA QUELLO CHE HA
VISSUTO. E SPIEGA CHE LA REGIONE SICILIANA, OGGI, VA PROFONDAMENTE RIFORMATA 

PIETRO
ANCONA È STATO UNO DEI PROTAGONISTI DELLA CGIL SICILIANA, DELLA QUALE, NEGLI
ANNI ’70 DEL SECOLO PASSATO, È STATO SEGRETARIO GENERALE. UOMO DI SINISTRA, SU
CERTI TEMI POLITICI E SOCIALI HA SEMPRE MANTENUTO FERMA LA ‘BARRA DEL TIMONE’.
QUANDO LUCIANO LAMA - STORICO DIRIGENTE DELLA CGIL ITALIANA - VENIVA IN
SICILIA, SUL PALCO ACCANTO AL LEADER NAZIONALE C’ERA SEMPRE LUI.

OGGI
PIETRO ANCONA È UN OSSERVATORE ATTENTO E ACUTO DELLA VITA POLITICA E SOCIALE
DEL NOSTRO PAESE. E DELLA SICILIA. MOLTO ATTIVO SU FACEBOOK, INTERVIENE CON
POST SU FATTI CHE RIGUARDANO LA POLITICA INTERNAZIONALE, NAZIONALE E SICILIANA.
AD ANCONA ABBIAMO CHIESTO DI RACCONTARCI UN PO’ DEL SUO VISSUTO.   

“NEL
1946 CON REGIO DECRETO - CI DICE ANCONA - VENIVA APPROVATO LO STATUTO
DELLA REGIONE 
SICILIANA,
UN DOCUMENTO DI FONDAMENTALE IMPORTANZA CHE CONCEDEVA UN’AMPIA AUTONOMIA, UN
QUASI AUTOGOVERNO PER LA PIÙ IMPORTANTE ISOLA DEL MEDITERRANEO. LO STATUTO FU
UN AVVEDUTO E LUNGIMIRANTE ATTO DEL RINASCENTE STATO CHE DAVA UNA RISPOSTA
POSITIVA, MA ALTERNATIVA ALLE MAGGIORI PULSIONI POPOLARI CHE DIEDERO VITA AL SEPARATISMO,
UNA STAGIONE PER MOLTI VERSI OSCURA IN CUI LA CONVERGENZA DI INTERESSI
PLANETARI DEGLI STATI UNITI CON QUELLI DELLA CLASSE AGRARIA MINACCIATA DALLE
RIVENDICAZIONI DEI CONTADINI CHE OCCUPAVANO LE TERRE MINAVA L'UNITÀ NAZIONALE E
STRUMENTALIZZAVA UN DIFFUSO RISENTIMENTO DELLE MASSE POPOLARI CONTRO LA
NAZIONE”.

“LO
STATUTO IN SOSTANZA - PROSEGUE L’EX SEGRETARIO DELLA CGIL SICILIANA - SANCIVA E
TUTELAVA IL DIRITTO ALL'AUTOGOVERNO RICONOSCENDO ALL'ASSEMBLEA REGIONALE
SICILIANA LA POSSIBILITÀ DI LEGIFERARE IN MATERIE FONDAMENTALI PER LA GESTIONE
DELL'ECONOMIA REGIONALE. RECENTEMENTE QUESTO STATUTO, SICURAMENTE INVECCHIATO
IN ALCUNE PARTI, MA DOMINATO DA UN IMPIANTO MOLTO DEMOCRATICO ED AUTONOMISTICO,
È STATO SFREGIATO DA UNA RIFORMA DISGRAZIATAMENTE APPROVATA DA QUASI TUTTA
L'ASSEMBLEA DI STAMPO POPULISTICO PRESIDENZIALISTICO ISPIRATA AI PEGGIORI
PRINCIPI D’AUTORITARISMO ‘DEMOCRATICO’ CHE DANNO RISPOSTE VERTICISTICHE E
REAZIONARIE ALLE GRANDI NOVITÀ DEL NOSTRO SECOLO”.

“LE
PRIME ELEZIONI REGIONALI, NEL 1947 - RACCONTA - ASSICURARONO UN SUCCESSO
STREPITOSO AL BLOCCO DEL POPOLO, L'UNIONE DELLE SINISTRE. UNA VITTORIA CHE APRÌ
IL CUORE ALLA SPERANZA DI MILIONI DI CONTADINI POVERI CHE ASPIRAVANO DA MOLTO
TEMPO AL MIGLIORAMENTO DELLA LORO TRISTE CONDIZIONE E CHE CINQUANTA ANNI PRIMA
AVEVANO DATO VITA AL MOVIMENTO DEI FASCI DEI LAVORATORI DURAMENTE REPRESSO CON
ANNI DI CARCERE INFLITTI AL SUO GRUPPO DIRIGENTE ED A TANTI CONTADINI. LA
RISPOSTA DELLA DESTRA NON SI FECE ATTENDERE: UNA DESTRA CONTRARIA ALLA 
RIFORMA
AGRARIA APPOGGIATA DAGLI AMERICANI CHE CONTINUAVANO A TENERE SOTTO OSSERVAZIONE
QUANTO AVVENIVA IN SICILIA PER VIA DI UNA POSSIBILE VITTORIA DELLE SINISTRE IN
ITALIA CHE AVREBBE ALTERATO PROFONDAMENTE GLI ACCORDI DI YALTA. NEL CASO DI
VITTORIA DEI  SOCIALCOMUNISTI, LA SICILIA ERA CONSIDERATA REGIONE DI
FONDAMENTALE IMPORTANZA STRATEGICA PER IL CONTROLLO DEL MEDITERRANEO E DELLA
STESSA ITALIA”.

“IL
MOVIMENTO PER L'OCCUPAZIONE DELLE TERRE, PER RISCATTARE I MINATORI DELLO ZOLFO
DALLE LORO TERRIBILI CONDIZIONI, LA PROTESTA NELLE GRANDI CITTÀ PER IL PREZZO
DEL PANE, UN GRAN SUBBUGLIO DI TUTTI I CETI POVERI DELLA CITTÀ E DELLE CAMPAGNE
- RICORDA OGGI ANCONA - DETERMINAVANO UNO STATO D’INSTABILITÀ PERMANENTE CHE
DESTAVA NON POCHE PREOCCUPAZIONI IN CHI GESTIVA LE ISTITUZIONI APPENA SORTE O
RINATE. IN QUESTO SCENARIO AGITATO E OSCURO MATURANO LE CONDIZIONI PER LA
STRAGE DI PORTELLA DELLE GINESTRE NELLA QUALE, IL PRIMO MAGGIO DEL 1947,
PERIVANO UNDICI CONTADINI ED ALTRI RESTAVANO FERITI, MENTRE SI ACCINGEVANO A
FESTEGGIARE ACCAMPATI ATTORNO AL SASSO DI NICOLA BARBATO”.

“L'ECCIDIO
DI PORTELLA - PROSEGUE ANCONA - SI CONGIUNGEVA ALL’UCCISIONE DI NUMEROSI
SINDACALISTI IN GRAN PARTE SOCIALISTI, DELITTI RIMASTI IMPUNITI, MA CON IL
VISIBILE MARCHIO DELLA MAFIA PROTETTA DA CONNIVENZE D’ALTISSIMO LIVELLO. PORTELLA
DELLE GINESTRE E L'ECATOMBE DI SINDACALISTI EBBERO L'EFFETTO DI BLOCCARE IL
PROCESSO DI CRESCITA DELLA SINISTRA ED ASSICURARONO AL BLOCCO
"MODERATO" DI CENTRO-DESTRA UN CONTROLLO DELL'ASSEMBLEA CHE SI È
PROTRATTO FINO AI NOSTRI GIORNI, TRANNE LA PARENTESI MILAZZIANA”.

“NON
SI PUÒ DIRE CHE I GOVERNI DI CENTROSINISTRA ABBIANO SEGNATO CON MISURE E
PROGRAMMI APPREZZATI DALLA POPOLAZIONE IN MODO DIVERSO, ALTERNATIVO, LA
GESTIONE DELL'AUTONOMIA SICILIANA - DICE SEMPRE ANCONA -. QUESTI SESSANTA
ANNI SONO STATI DOMINATI DA ALCUNI ESSENZIALI PROCESSI ECONOMICI CHE HANNO
INCISO A FONDO SULLA STRUTTURA SOCIALE DELL'ISOLA. LA RIFORMA AGRARIA LIBERÒ LA
SICILIA DAL FEUDO, MA FU UN CLAMOROSO FALLIMENTO NON RIUSCENDO AD AVVIARE NÉ LA
PICCOLA PROPRIETÀ COLTIVATRICE CHE FANFANI RIUSCÌ A FAR DECOLLARE IN VASTE ZONE
DELL'ITALIA, NÉ GRANDI AZIENDE DI TIPO COOPERATIVISTICO. IL FALLIMENTO DELLA
RIFORMA AGRARIA SICILIANA GENERÒ UN MOVIMENTO EMIGRATORIO VERSO L'EUROPA ED IL
RESTO DEL MONDO CHE FU CERTAMENTE UNA TRAGICA LACERAZIONE DEL TESSUTO FAMILIARE
DELLE NOSTRE COMUNITÀ, MA ANCHE UNA GRANDE POMPA PER ATTINGERE DALL'ESTERO
RISORSE FINANZIARIE PURTROPPO IN GRAN PARTE UTILIZZATE SOLTANTO PER CONSUMI
FAMILIARI O PER L'ACQUISTO O LA COSTRUZIONE DI MODESTE ABITAZIONI”.

“LA
VERA RIVOLUZIONE SOCIALE - DICE ANCORA IL DIRIGENTE STORICO DELLA CGIL
SICILIANA - NON FU LA RIFORMA AGRARIA, MA L'EMIGRAZIONE CHE PORTÒ LA SICILIA A
CONTATTO CON LA MODERNITÀ, A COMINCIARE DALLE PRIME RADIOLINE A TRANSISTOR E
DALL'ESORDIO DELLA MOTORIZZAZIONE. INTANTO, LA GRANDE INDUSTRIA CHIMICA E
PETROLCHIMICA, BISOGNOSA DI SPAZI E DI CONDIZIONI ESTERNE DI GRANDE FAVORE A
COMINCIARE DA UNA DEBOLISSIMA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE RICATTATA DAL BISOGNO DI
LAVORO DELLE POPOLAZIONI, S’INSTALLAVA NEI LUOGHI  MITICI DELLA SICILIA
GRECA, IN 
BELLISSIME
CONTRADE SUL MARE RICCHE DI STORIA MILLENARIA ED INCONTAMINATE, PRODUCENDO UN
DRAMMATICO IMPATTO AMBIENTALE, MA ANCHE UNA PROFONDA TRASFORMAZIONE DELLA
SITUAZIONE SOCIOECONOMICA CHE PASSA VELOCEMENTE DAL PAESAGGIO PASTORALE DI
TEOCRITO ALLA PIÙ MODERNA CONCENTRAZIONE INDUSTRIALE DEL MEZZOGIORNO. LA
PROVINCIA DI SIRACUSA E GELA SONO COLONIZZATE DA INDUSTRIE CHIMICHE CHE
ASSICURANO MIGLIAIA DI SALARI INDUSTRIALI DESTINATI A MUTARE PROFONDAMENTE IL
VOLTO DELLA SICILIA".

"NESSUNO
- DICE OGGI L'EX SEGRETARIO DELLA CGIL SICILIANA - SI CURÒ DELLE TERRIBILI
CONSEGUENZE SULLA SALUTE E SULL'AMBIENTE DI TALI ENORMI INSEDIAMENTI DI
RAFFINERIE ED ALTRO. SE QUALCUNO SOLLEVAVA LA QUESTIONE VENIVA O RESTAVA
ISOLATO. GLI STESSI SINDACATI NON FECERO QUASI NIENTE PER CONTRASTARE LA
SUBORDINAZIONE DI TUTTE LE RISORSE AMBIENTALI ED UMANE AL BENE DELLE IMPRESE
PRESENTI. IN EFFETTI, UNA CONDIZIONE D’IGNORANZA GENERALE FAVORIVA
UN’INDUSTRIALIZZAZIONE CHE AVREBBE PORTATO DANNI IMMENSI ALLE POPOLAZIONI ED
ALL'AMBIENTE”.

“A
CHI TIMIDAMENTE FACEVA OSSERVARE CHE FORSE LA SICILIA DOVEVA UTILIZZARE QUEI
TERRITORI PER IL TURISMO E L'AGRICOLTURA - RICORDA SEMPRE ANCONA - SI
RISPONDEVA CHE NON VOLEVANO UN'ISOLA DI CAMERIERI, MA LA MODERNA CULTURA
INDUSTRIALE. I RISULTATI SONO DRAMMATICI: MIGLIAIA DI BAMBINI MALFORMATI, CENTINAIA
DI MORTI PER TUMORI DI VARIO TIPO, INQUINAMENTO PERENNE DEL SUOLO, DELLE ACQUE,
DEL MARE. UNA CONDIZIONE GRAVISSIMA IN CUI QUALCHE VOLTA INTERVIENE LA
MAGISTRATURA SUBITO SCORAGGIATA DAL FATTO CHE SI PREFERISCE MORIRE DI TUMORE
PIUTTOSTO CHE DI FAME. LA STORIA DELL'INDUSTRIA CHIMICA IN SICILIA È
ORAMAI UNA STORIA DI DEINDUSTRIALIZZAZIONE. ABBIAMO I RESTI DI QUELLO CHE FU UN
POLO DI CIRCA CENTOMILA ADDETTI, RESTI PERICOLOSI PERCHÉ GLI IMPIANTI SONO
ORAMAI FATISCENTI E OGNI TANTO SFUGGONO DI MANO A CHI LI CONTROLLA. ALTRI
FONDAMENTALI INSEDIAMENTI INDUSTRIALI NON FURONO MAI REALIZZATI”.

“DURANTE
IL GOVERNO DELL'ON.LE EMILIO COLOMBO, NEGLI ANNI SETTANTA DEL SECOLO PASSATO -
PROSEGUE ANCONA - VENNE FUORI UN PACCHETTO DI PROVVEDIMENTI CHE INCLUDEVANO UN
CENTRO ELETTROMETALLURGICO DA REALIZZARE A CAPO GRANITOLA, ALTRA BELLISSIMA
ZONA COSTIERA DELLA PROVINCIA DI TRAPANI, E SI SVILUPPÒ LA CONTESA SUL QUINTO
CENTRO SIDERURGICO, UNA CONTESA CHE RISCHIÒ DI METTERE CONTRO LA SICILIA E LA
CALABRIA, MA CHE ALLA FINE SVANÌ IN UNA BOLLA DI SAPONE. I SINDACATI SICILIANI
DIEDERO VITA ALLA COSIDDETTA ‘VERTENZA SICILIA’ CHE MOBILITÒ NEL PROFONDO I
LAVORATORI. L'ESITO NON È STATO POSITIVO, ESSENDO L'IMPIANTO DELLE
RIVENDICAZIONI PREVALENTEMENTE RIVOLTO VERSO LE PARTECIPAZIONI STATALI ED IL
GOVERNO, QUANDO GIÀ ALTRE PROBLEMATICHE RELATIVE ALLA PRIVATIZZAZIONE BUSSAVANO
ALLA PORTA E LO STATO IMPRENDITORE CEDEVA LE SUE AZIENDE. L'INSEDIAMENTO CHE HA
RETTO MEGLIO NEL TEMPO È STATO QUELLO DELLA FIAT DI TERMINI IMERESE,
RECENTEMENTE COINVOLTA DA UNA PROFONDA CRISI DALLA QUALE STENTA AD
USCIRE”.

“PRIMA
DELLA FINE INGLORIOSA DEI CAVALIERI DEL LAVORO DI CATANIA, COINVOLTI IN GRAVI
FATTI DI MAFIA - RICORDA SEMPRE IL DIRIGENTE DELLA CGIL SICILIANA - SI CREÒ E
DURÒ PER QUALCHE TEMPO IL MITO DELLA MILANO DEL SUD. IN VERITÀ NON È MAI
ESISTITA, IN SICILIA, ALCUNA MILANO NEL SUD. SOLTANTO DI RECENTE SI È CREATO
UNO STABILIMENTO DI ALTISSIMA TECNOLOGIA ELETTRONICA CHE IMPIEGA MANODOPERA
SUPERSPECIALIZZATA FATTA D’INGEGNERI E TECNICI. MA È SOLTANTO UN PUNTO DI
ECCELLENZA IN UN DESERTO. IN QUESTO QUADRO IN CUI SONO PIÙ LE MACERIE DALL’INDUSTRIALIZZAZIONE
DEGLI ANNI SESSANTA CHE LE NOVITÀ DI NUOVI INSEDIAMENTI IN SETTORI TRAINANTI
DELL'ECONOMIA, BRILLA L'UNICO GRANDE SUCCESSO OTTENUTO DALLA SICILIA CON LA
PROPRIA CAPARBIA VOLONTÀ: MI RIFERISCO AL METANODOTTO CON L'ALGERIA VOLUTO DALL'ENTE
MINERARIO SICILIANO (EMS) DIRETTO DA GRAZIANO VERZOTTO CONTRO LA VOLONTÀ E
L'OSTRUZIONISMO DELL'ENI CHE, NEL 1972, COSTITUÌ CON LA SONATRAK ALGERINA UNA
SOCIETÀ DENOMINATA SONENS. QUESTA INCARICÒ LA BECTEL DI UNO STUDIO DI
FATTIBILITÀ PER LA POSA SOTTOMARINA DEI TUBI E POI DIEDE LUOGO ALLA
REALIZZAZIONE DI UNA GRANDE OPERA DI INGEGNERIA E DI PACE CHE DA DECENNI
ASSICURA L'APPROVVIGIONAMENTO DI METANO PER IL 26% DEL FABBISOGNO NAZIONALE”.

“A
SUO TEMPO - PROSEGUE ANCONA - FU DETTO CHE BRUCIARE IL METANO SOLTANTO PER USI
DOMESTICI SAREBBE STATO COME ALIMENTARE UN CAMINO CON LEGNA PREGIATA. DAL
METANO SI PUÒ PARTIRE PER LA CREAZIONE DI INDUSTRIE AD ALTO CONTENUTO
TECNOLOGICO. NIENTE DI TUTTO CIÒ HA VISTO LA LUCE. NATURALMENTE LA REGIONE È
STATA COMPLETAMENTE ESTROMESSA. L'ENTE MINERARIO SICILIANO È STATO PROPONENTE
DELL'UNICO PROGRAMMA DI SVILUPPO INDUSTRIALE CHE ABBIA MAI AVUTO LA SICILIA
DOPO QUELLO PRESENTATO DALLA CONFINDUSTRIA NEGLI ANNI CINQUANTA E CHE PROVOCÒ
LA RIVOLTA DI DOMENICO LA CAVERA. UN PROGRAMMA CHE RIGUARDAVA ANCHE I SALI
POTASSICI E LE SABBIE SILICEE DI CUI È RICCO IL PALERMITANO. SONO DELL'OPINIONE
CHE BISOGNEREBBE RIFLETTERE SULLA PRIMAZIA DEL PRIVATO E DELLE PRIVATIZZAZIONI.
IL METANODOTTO NON SAREBBE MAI STATO POSSIBILE SE L'ENTE REGIONE NON
AVESSE RISCHIATO ED IMPOSTATO IL PROGETTO. PENSO CHE SI DOVREBBE RIESAMINARE
TUTTA LA SITUAZIONE DELLE RISORSE MINERARIE DELLA SICILIA E RIPROPORRE UN
ENTE, UN’AGENZIA IN GRADO DI LAVORARE E PREDISPORRE PIANI, PROGRAMMI,
PROGETTI. IN SOSTANZA, LO SVILUPPO NON PUÒ ESSERE LA VARIABILE DIPENDENTE DI
INVESTIMENTI PRIVATI CHE, O NON CI SONO, O HANNO INTERESSI NON COINCIDENTI CON
QUELLI DELLA REGIONE”.

“A
TRACCIARE UN BILANCIO ASSAI SOMMARIO - DICE SEMPRE IL SINDACALISTA - SI
PUÒ AFFERMARE CHE ABBIAMO REALIZZATO ASSAI MENO DI QUANTO SIAMO RIUSCITI A
REALIZZARE NEGLI ANNI CINQUANTA E SESSANTA, A PARTE LE NOVITÀ VERAMENTE
INTERESSANTI DEL CAMPO AGRICOLO CON SUCCESSI PARTICOLARI NELLA
COMMERCIALIZZAZIONE DEI VINI E NELLA SPECIALIZZAZIONE DEI VIGNETI CHE CI HANNO
COLLOCATO IN UN POSTO PIÙ CHE ONOREVOLE NEI MERCATI INTERNAZIONALI. CERTO, LA
REGIONE DOVREBBE POTENZIARE L'APPARATO DI STUDI E RICERCHE CHE STA ALLE SPALLE
DEL SETTORE, PROTEGGENDOLO DALLE VARIAZIONI CHE IL MERCATO PRESENTA E
CONSOLIDANDONE I DATI DI QUALITÀ DURATURA NEL TEMPO. LA SPIETATA CONCORRENZA
CUI È SOTTOPOSTA TUTTA LA NOSTRA PRODUZIONE AGRICOLA, A COMINCIARE DALL'AGRUMICOLTURA,
DOVREBBE INDURRE LA REGIONE AD INCENTIVARE IL MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ DEI
PRODOTTI. UN SOSTEGNO CHE NON PRIVILEGI IL PARASSITISMO, MA CHE AIUTI I NOSTRI
PRODOTTI A STARE NELLE NICCHIE ALTE DEL MERCATO”.

“TUTTA
L'ECONOMIA REGIONALE - DICE ANCONA - SUBISCE CONTRACCOLPI NEGATIVI DALLA
PRESENZA DELLA REGIONE. LA REGIONE, OGGI, È DIVENTATA UN BUCO NERO CHE ASSORBE
LE RISORSE FINANZIARIE E LE USA PER MANTENERE UNA STRUTTURA ELEFANTIACA E
GROTTESCA ESTREMAMENTE COSTOSA E VIZIATA, PER FORAGGIARE CON VARI
ASSISTENZIALISMI CLIENTELE ELETTORALI, PER DISSIPARE CON VARI SISTEMI DI
CONSULENZA O DI ESTERNALIZZAZIONE DEI SERVIZI RISORSE PREZIOSE. ALLO STATO
DELLE COSE, PIUTTOSTO CHE DARE PIÙ RISORSE A QUESTA TERRIBILE IDROVORA, SAREBBE
MEGLIO CHIUDERE TUTTO E RICOMINCIARE DA QUALCHE ALTRA PARTE. MA QUESTO
PURTROPPO NON È POSSIBILE. LA DOMANDA CHE MI PONGO È LA SEGUENTE: È RIFORMABILE
LA REGIONE DALL'INTERNO? UN CAMBIAMENTO DI GESTIONE POLITICA DAL CENTRODESTRA
AL CENTROSINISTRA POTRÀ AIUTARCI A RITROVARE LA STRADA GIUSTA? FORSE NON
BASTERÀ. BISOGNERÀ, A MIO PARERE, IMPARARE AD USARE I REFERENDUM, COINVOLGERE I
SICILIANI NELLA FORMAZIONE DELLE LEGGI ED AVERE UN PROGRAMMA RADICALE DI
RISANAMENTO FINANZIARIO, A PARTIRE DAL FONDO REGIONALE PENSIONI CHE NON PUÒ ESSERE
UN'OASI PRIVILEGIATA NEL REGIME PENSIONISTICO NAZIONALE”.

“OCCORRE
 UN PROGETTO DI RAZIONALIZZAZIONE DEGLI APPARATI BUROCRATICI - DICE SEMPRE
ANCONA - RICAVANDONE QUANTO SERVE PER UN BUON FUNZIONAMENTO
DELL'AMMINISTRAZIONE, BLOCCANDO LE ASSUNZIONI FINO A QUANDO NON SI STARÀ
ATTORNO AD UN RAGIONEVOLE ORGANICO. OCCORRE ABOLIRE TUTTE LE CONSULENZE E TUTTE
LE ESTERNALIZZAZIONI E LE FARAONICHE SPESE DI RAPPRESENTANZA DELLA REGIONE
NEL MONDO; RIFORMARE LA POLITICA NEL SENSO DI RIDURRE A RETRIBUZIONI
ACCETTABILI GLI EMOLUMENTI DI TUTTO IL PERSONALE POLITICO ED IL COSTO
COMPLESSIVO DELLO STESSO CHE SI È MOLTIPLICATO NEGLI ULTIMI ANNI. NON SI PUÒ
GUARDARE AL FUTURO CON SPERANZA A BORDO DI UNA FARAONICA E COSTOSA IMBARCAZIONE
CON MIGLIAIA DI ADDETTI CHE NE DIVORANO LE SOSTANZE. QUANTO TUTTE LE
RISORSE VENGONO USATE PER LE SPESE CORRENTI NON C'È SPAZIO PER PROGETTI NUOVI
ED INVESTIMENTI A LUNGO TERMINE NELLA RICERCA E NEL SOSTEGNO ESTERNO AL SISTEMA
ECONOMICO”.

“SUGGERISCO,
COME PRIMI PROVVEDIMENTI - SOTTOLINEA ANCONA - LA REVOCA DELLE RIFORME
APPORTATE ALLO STATUTO, L'ABROGAZIONE DELLA LEGGE ELETTORALE, L'ABROGAZIONE
DELLE LEGGI PER I GABINETTI POLITICI DEGLI ASSESSORI, UNA DRASTICA RIDUZIONE
DEGLI STIPENDI DEI DEPUTATI, LA REVOCA DEI PRIVILEGI A LORO ACCORDATI, INSOMMA
SEGNALI CHE I SICILIANI POSSONO RICONOSCERE COME MANIFESTAZIONE DI UNA VOLONTÀ
DI GUARIRE DALLA MEGALOMANIA DI UN APPARATO BAROCCO, COSTOSO ED OFFENSIVO PER
LA CONDIZIONE MEDIA DELLE NOSTRE POPOLAZIONI. HO CREDUTO MOLTO NELL'AUTONOMIA
SICILIANA E NE SONO MOLTO DELUSO. NON SI TRATTA SOLTANTO DEL CATTIVO USO CHE NE
ABBIAMO FATTO, MA DI UN SOSTANZIALE ERRORE NELLA STRUTTURA DELLA PUBBLICA
AMMINISTRAZIONE CHE NON PUÒ ESSERE UNA CONTINUA CLONAZIONE DELL'APPARATO
CENTRALE DELLO STATO E MAGARI MENTRE QUESTO DIMAGRISCE E DIVENTA PIÙ AGILE LA
REGIONE DIVENTA OBESA”.

HTTP://WWW.LAVOCEDINEWYORK.COM/PIETRO-ANCONA-LA-REGIONE-SICILIANA-OGGI-E-UN-BUCO-NERO-CHE-DIVORA-TUTTO-/D/10948/


IL PARAFULMINE  CROCETTA  E  IL GENOCIDIO DELLA
SICILIA: SIAMO  IN  GUERRA,  COME  RISPONDERE?


MASSIMO COSTA
[6 APR 2015

OGGI IL VERO PROBLEMA SUL GENOCIDIO DELLA SICILIA È
LA DISINFORMAZIONE. SEMBRA INCREDIBILE, MA PER SAPERE LA VERITÀ SUI CONTI DELLA
REGIONE I SICILIANI DEBBONO LEGGERE ‘LA VOCE DI NEW YORK’, O ASCOLTARE QUALCHE
INTERVISTA CLANDESTINA NELLE TV LOCALI. CROCETTA HA LE SUE RESPONSABILITÀ. MA
IL PROBLEMA NON È SOLO LUI

SUL
SUPPLIZIO DELLA SICILIA, CIOÈ CONCRETAMENTE DI CENTINAIA DI MIGLIAIA DI
SICILIANI!, SULLO SPORCO GIOCO AL MASSACRO DEL GOVERNO RENZI, SULLA COMPLICITÀ
DI UN GIORNALISMO COMPIACENTE CHE ACCREDITERÀ, CHE STA ACCREDITANDO, LA
FAVOLETTA DELLA SICILIA “SPENDACCIONA” IL MIO AMICO GIULIO AMBROSETTI HA GIÀ DETTO TUTTO O QUASI,
RUBANDOMI IL MESTIERE ANCHE SUI CONTI DELLA REGIONE. SU QUESTO C’È POCO DA
AGGIUNGERE. FORSE QUALCHE DETTAGLIO, CHE NON SPOSTA IL PROBLEMA.

AD
ESEMPIO, IL FATTO CHE I
2 MILIARDI CHE SFORANO SECONDO
BACCEI NON SONO IN CONTRASTO CON I
5 CHE LO STATO HA RUBATO
ALLA SICILIA
SECONDO IL CORRETTO CALCOLO DI AMBROSETTI: SEMPLICEMENTE QUEI 2
RIGUARDANO I SOLI TAGLI INCOMPRIMIBILI SENZA DEVASTAZIONI SOCIALI, MENTRE GLI
ALTRI 3 BACCEI LI DÀ TALMENTE TANTO PER ACQUISITI (AD ESEMPIO QUELLO SANITARIO
DAL 2009) DA NON FARCI PIÙ CASO. POI CI SONO, A PARTE, QUELLI DA SEMPRE RUBATI
PER EFFETTO DELLA
MANCATA ATTUAZIONE DELLO
STATUTO
.
NON DUE CIRCA (
10 CHE LO STATO DEVE DARE
MENO 8 CHE LA REGIONE DOVREBBE SPENDERE
), MA CIRCA 7, COME ALTRE VOLTE HO
DIMOSTRATO. E A QUESTI SETTE MILIARDI NON HO MAI AGGIUNTO IL
CONTO DELLA MANCATA ATTUAZIONE DELL’ART. 37 DELLO STATUTO SICILIANO (LA
TERRITORIALIZZAZIONE DELLE IMPOSTE SUL REDDITO) PER MANCANZA ASSOLUTA DI DATI:
SI VA A SPANNE
DA UN MINIMO DI 2 A UN MASSIMO
DI 4 O 5 MILIARDI DI EURO
. QUINDI, RIEPILOGANDO, LA SICILIA PAGA LA SUA APPARTENENZA
ALL’ITALIA CON UNA BOLLETTA COMPLESSIVA DI
15 MILIARDI
DI EURO L’ANNO
, TRA FURTI VECCHI E NUOVI, IN SÉ DEL TUTTO INSOSTENIBILI, UN
VERO GENOCIDIO ALLA LUCE DEL SOLE, PERPETRATO NELLA TOTALE IGNORANZA DELLA
QUASI TOTALITÀ DEGLI ITALIANI, CHE PENSANO CHE LA SICILIA SIA UNA PALLA AL
PIEDE, MA PURTROPPO ANCHE DELLA MAGGIORANZA DEI SICILIANI, INGANNATI DALLA
MAGGIOR PARTE DEI LORO STESSI GIORNALI, CHE RICEVONO APPOGGI E FINANZIAMENTI DA
UN SISTEMA ITALIANO, TANTO DA POTERLI INFORMARE SOLO CON LA “VOCE DI NEW YORK”,
SENZA ALCUN FILTRO NÉ CENSURA. O CON QUALCHE INTERVISTA SEMICLANDESTINA CHE
GIRA NELLE TV LOCALI.

VERO,
VERISSIMO ANCHE CHE L’ITALIA, ORMAI BEN PIÙ FALLITA DELLA SICILIA, STA
RAZZOLANDO 15 MILIARDI CON UNA MANOVRA RECESSIVA CHE NEANCHE MONTI E LA FORNERO
AVREBBERO AVUTO IL CORAGGIO DI FARE,
PER NON FAR
AUMENTARE L’IVA.
INSOMMA
I NODI DELL’EURO VENGONO AL PETTINE E NON SE NE ESCE. SECONDO RENZI & CO.,
QUINDI, IL GENOCIDIO DEL SUD, E DELLA SICILIA IN PARTICOLARE, MERITA SOLO UN
PAIO DI SPALLUCCE. CHE FARE DEL RESTO?
O FALLISCE
LA SICILIA O FALLISCE L’ITALIA
E,
SE TANTO MI DÀ TANTO, MEGLIO LA PRIMA CHE LA SECONDA. PAZIENZA SE LA SICILIA
NON STA FALLENDO PER COLPA PROPRIA, MA PER COLPA DI TERZI. PAZIENZA. DEL RESTO
I SICILIANI ALLA CORTE DELLO STATO GENOCIDA NON MANCANO, DA RAMPANTI REGISTI AD
ALTRETTANTO RAMPANTI POLITICI.

MA
FORSE È IL MOMENTO DI SPOSTARE IL FOCUS DELLA QUESTIONE DAL FATTO FINANZIARIO A
QUELLO POLITICO. BASTA SCORRERE LA “DISINFORMATIJA” ITALICA PER CAPIRE CHE GIÀ
SI TENTA DI TROVARE UN
CAPRO ESPIATORIO, UN
PARAFULMINE
. E LO SI È TROVATO. CHI MEGLIO DI CROCETTA, PLATEALMENTE “UNFIT TO RULE SICILY”, PER MANIFESTA
INCAPACITÀ CARATTERIALE, INCOMPETENZA ECONOMICA, FRAGILITÀ POLITICA? TROPPO
BELLO, ANZI TROPPO COMODO!

CHE
SUCCEDERÀ INFATTI SE I TANTI APPELLI ALLE DIMISSIONI DI CROCETTA AVRANNO
SUCCESSO?
SI ANDRÀ A NUOVE ELEZIONI. E SE INVECE SAREMO COMMISSARIATI, A PARTE
LO SCORNO? SI ANDRÀ COMUNQUE A NUOVE ELEZIONI. INSOMMA LE ELEZIONI SONO L’ESITO
FINALE E SICURO DI TUTTO CIÒ?
IN TEORIA, C’È IL FAMOSO “PIANO B” DI CROCETTA:
FARE DA SOLO I MASSACRI SOCIALI CHE DOVREBBERO FARE I COMMISSARI, MA ANCHE IN
QUESTO CASO, INSOMMA, LO STESSO SCENARIO. LA SICILIA SARÀ IMPICCATA, PERÒ
POSSIAMO ANCORA SCEGLIERE DA CHI FARLA IMPICCARE, PERÒ!

E
QUINDI?
SE SALE UN FARAONE QUALUNQUE, O UN MUSUMECI QUALUNQUE COSA CAMBIERÀ?
FORSE LA SICILIA VEDRÀ RISPETTATO IL PROPRIO STATUTO?
FORSE L’ITALIA SMETTERÀ
DI DISTRARRE TUTTE LE NOSTRE RISORSE FISCALI, LASCIANDO QUA SOLO CUMULI DI
MACERIE E RIFIUTI? 
NO, NON CAMBIERÀ NIENTE, PROPRIO NIENTE.
E ALLORA PERCHÉ
OGGI DOVREI PRENDERMELA CON CROCETTA? 
PER FARE CONTENTO RENZI? 
NON È CHE CI
STANNO, POCO POCO, STRUMENTALIZZANDO?

SE
POI VOGLIAMO PARLARE CONCRETAMENTE DI ALTERNATIVE, ALLORA IL DISCORSO POTREBBE
ESSERE DIVERSO. È POSSIBILE UNA SICILIA DIVERSA DALLA MISERABILE COLONIA
D’ITALIA CHE OGGI CONOSCIAMO? QUESTO È IL VERO TEMA. E SE SÌ, CHI DOVREBBE
GUIDARLA? IL MOVIMENTO 5 STELLE? HANNO AVVISTATO CON CHIAREZZA LA QUESTIONE
SICILIANA OLTRE ALLA RACCOLTA DIFFERENZIATA, LE PISTE CICLABILI, GLI STIPENDI
DEI DEPUTATI O LE AUTO BLU? LASCIATEMI QUANTO MENO IL BENEFICIO DEL DUBBIO. LA
LEGA? PROPRIO IN SICILIA? NO COMMENT. I SINDACI? QUALI? QUELLI “À LA ORLANDO” O
“À LA AMENTA”? SONO DUE CATEGORIE DEL TUTTO DIVERSE, PRATICAMENTE CON OBIETTIVI
DI FONDO DIVERSI. CE LO VEDETE ORLANDO CHE DICHIARA GUERRA ALL’ITALIA? IO NO,
PERCHÉ DI QUESTO C’È OGGI BISOGNO. C’È, INFINE, QUALCOSA CHE SI MUOVE SUL
FRONTE DEL NAZIONALISMO SICILIANO. SAREBBE DA ‘ATTENZIONARE’ CON MOLTO
INTERESSE, MA SE NON SI SALDERANNO CON LE PARTI SOCIALI E ALMENO CON “ALCUNI”
SINDACI, C’È OGGETTIVAMENTE IL RISCHIO DELLA MARGINALITÀ. MA NON È CHE L’UNICA
ALTERNATIVA, L’UNICA VERA POSTA IN GIOCO OGGI SIA PROPRIO QUESTA? E CIOÈ LA
COSTRUZIONE, PER QUANTO DIFFICILE, DI UNA RAPPRESENTANZA POLITICA CHE SIA
ESPRESSIONE DELLA SICILIA E NON PIÙ DEI PARTITI ITALIANI?

PERCHÉ
SE IL PROBLEMA LO RIDUCIAMO ANCORA UNA VOLTA ALL’ALTERNATIVA DESTRA-SINISTRA,
ANCHE CON LE VARIANTI “ANTISISTEMA” DATE DAI PARTITI “ITALIANI”, NON CI SIAMO,
NON CI SIAMO PROPRIO. SE TUTTO IL PROBLEMA SONO LE DIMISSIONI DI CROCETTA PER
FARE UN PIACERE A FARAONE O A CHICCHESSIA, MI DISPIACE, NON SONO INTERESSATO. E
NON MI FACCIO PRENDERE IN GIRO CERTO DAI VARI “ISTITUTI LUCE”.
E,
PER INCISO, NON MI ASPETTO NIENTE DI BUONO NEANCHE DAL SICILIANO CHE STA AL
QUIRINALE. PER CARITÀ, VORREI SBAGLIARMI E CHIEDERGLI PUBBLICAMENTE SCUSA, NON
SI SA MAI. MA HA AVUTO DECENNI PER AIUTARE LA PROPRIA TERRA. ORA SI DOVREBBE
SVEGLIARE? BENE, MANDI UN MESSAGGIO ALLE CAMERE, FACENDO SEGUITO A QUELLO DI
GRONCHI DEL 1957, CON IL QUALE IL SUO PREDECESSORE CHIESE DI “RINVIARE” LA
NOMINA DEI GIUDICI MANCANTI IN ATTESA DI UN COORDINAMENTO TRA LE FUNZIONI DELLA
CORTE COSTITUZIONALE E QUELLE DELL’ALTA CORTE PER LA REGIONE SICILIANA. UN
MESSAGGINO SEMPLICE SEMPLICE, CON CUI DICA CHE “VISTO CHE IN 60 ANNI NON AVETE
FATTO ANCORA NULLA, PER FAVORE, PROCEDETE ALLA NOMINA DEI GIUDICI, PER IL
COORDINAMENTO CI SARÀ TEMPO”. LO FARÀ? NO! E ALLORA, DI CHE STIAMO PARLANDO?
NON CI SERVONO I SICILIANI CHE FANNO CARRIERA A ROMA, CI SERVONO I SICILIANI
CHE STANNO AL FRONTE IN SICILIA. CI SERVONO I SICILIANI CHE SI ACCONTENTANO DI
STIPENDI PIÙ BASSI, MA CHE NON PIEGANO LA TESTA.

QUI
O CI RIBELLIAMO NOI, CON UN NUOVO VESPRO, O FACCIAMO UNA BRUTTA FINE. L’ITALIA
HA DICHIARATO GUERRA ALLA SICILIA, NOI CHE FACCIAMO? CE LA PRENDIAMO CON
CROCETTA? MA ALLORA NON “CI FACCIAMO”; “CI SIAMO” PROPRIO.


BACCEI, CATANZARO, CROCETTA.FONDI FAS, FARAONE, LUMIA, MONTANTE, RENZI,PADOAN, RISCHIO NATURALE, TEGOLA SULLA REGIONE IL FALLIMENTO DELLA REGIONE SICILIA,DISSESTO IDROGEOLOGICO