venerdì 10 ottobre 2014

Piano Regione Sicilia Tutela Qualità Aria: Crocetta li ha cacciati, ora l'assessorato è vuoto...

CROCETTA LI HA CACCIATI, ORA L'ASSESSORATO È VUOTO

IL FALLIMENTO DELLE ROTAZIONI NELLA FORMAZIONE


Venerdì
10 Ottobre 2014 - 08:00



Nel gennaio 2013 il governatore decide di trasferire decine di funzionari del dipartimento Istruzione e formazione. Ma dimentica di rimpiazzarli. Il nuovo dirigente generale Silvia oggi parla di "uffici sottodimensionati e in grande difficoltà". Anche per questo a rilento i mandati di pagamento ai lavoratori e le rendicontazioni dei Fondi europei.


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PALERMO - E adesso il governo si accorge che all'assessorato della Formazione il personale non basta. Adesso, solo adesso si accorge che la maxirotazione vouta dal presidente della Regione Crocetta pochi mesi dopo il proprio insediamento ha portato più problemi che benefici. Anzi, per usare le parole del neo dirigente generale Gianni Silvia, quel megatrasferimento ha provocato “un danno sul buon andamento dell'azione amministrativa”.



E dire che quella maxirotazione era stata indicata come uno dei primi effetti della rivoluzione. Del cambiamento. Della rottura. Via i funzionari che fino ad allora avevano gestito le pratiche di quel settore. E con essi, in qualche caso, nell'idea del governo, via anche un po' di conflitti di interesse e posizioni ambigue. Già. Peccato però che dopo la deportazione dei dipendenti, non sia arrivato nessuno al loro posto. Lasciando il dipartimento sottodimensionato, indebolito. E lo sanno bene i tanti lavoratori che a più riprese hanno chiesto notizie sugli stipendi arretrati. Stipendi che non arrivavano anche, stando alle giustificazioni provenienti dal dipartimento, per “carenza di personale”.

Era il gennaio del 2013, quando alla Regione si avvertì il primo vero “terremoto”. Il presidente Crocetta con l'assessore Scilabra decidono di trasferire il personale dell'assessorato alla Formazione (una sessantina di persone) ad altri dipartimenti. Il provvedimento arriva dopo le denunce del governatore e dell'assessore sulla gestione dei fondi della Regione, finiti in conti personali di alcuni dipendenti. Le inchieste coinvolgono anche alcuni enti di formazione che avrebbero utilizzato risorse destinate a pagare i corsisti per altri scopi. "Con questo provvedimento – commentava allora Crocetta - si mette fine ad una gestione consolidata, nel settore formazione che ha coinvolto l'assessorato, in questi anni, in una serie infinita di scandali". Sarà. Di certo c'è che con quel provvedimento il presidente della Regione ha praticamente immobilizzato un dipartimento impegnato in tante operazione delicatissime. Oltre a quelle riguardanti i rendiconti sui Fondi europei anche quelle relative all'emissione dei mandati di pagamento nei confronti dei lavoratori.

Ovviamente non è la rotazione in sé a creare il danno. Quanto il fatto che a quella rotazione non sia seguita alcuna sostituzione del personale. Quei posti, insomma, sono rimasti vuoti. E incassato il plauso (anche il nostro, in quei giorni) per un provvedimento che appariva utile, il governatore non ha, come dire, completato l'opera. E ha finito per lasciare gli uffici sguarniti.

A dirlo, adesso, è, paradosso nel paradosso, lo stesso Crocetta. Con una delibera di giunta che porta la sua firma e che potrebbe persino suonare come un mea culpa. Una delibera che si fonda anche sui primi atti del nuovo dirigente generale Gianni Silvia. Che ammette: qua siamo davvero in pochi. “Lo scrivente – fa sapere Silvia all'assessore Scilabra con una nota del 16 settembre scorso – ha operato una ricognizione della dotazione di personale dell'intero dipartimento. All'esito della stessa, è emerso che a far data dal primo gennaio 2013 lo scrivente dipartimento ha visto ridotte in modo significativo le unità di personale allo stesso assegnate”.

Nel gennaio del 2013, era già in carica, da qualche mese, il governo Crocetta. È lui a volere quelle rotazioni. “In particolare – prosegue Silvia – sono venute meno 94 unità di personale, trasferite presso altro ramo dell'Amministrazione, senza che al contempo si sia provveduto a reintegrare la struttura delle qualifiche venute meno per effetto di detti trasferimenti”. Il passaggio, ovviamente, tira in causa più o meno implicitamente, l'ex dirigente generale Corsello che non avrebbe “rimpiazzato” i funzionari trasferiti dal presidente.

Ma quelle rotazioni hanno danneggiato l'assessorato. E Silvia non gira troppo attorno alla questione: “Il maggior danno sul buon andamento dell'azione amministrativa è stato determinato dalla perdita di figure di alto profilo”. Questo passaggio nella lettera di Silvia, si tinge un po' di giallo. Nella delibera di giunta che si basa anche su questo documento, le parole del dirigente vengono meglio specificate. “La frase – si legge nella delibera – è da intendersi 'la maggiore difficoltà di perseguire il buon andamento dell'azione amministrativa”. Si sa, parlare di “danno” quando si ha a che fare con l'Erario non è mai troppo conveniente.

Ma la “carenza organica” dovuta ai trasferimenti, prosegue Silvia, “ha comportato numerose segnalazioni da parte dei vari dirigenti di servizio di questo dipartimento, i quali hanno lamentato l'impossibilità, in più occasioni, di raggiungere gli obiettivi specifici della struttura intermedia ai medesimi assegnata”. Inutili gli atti di interpello in passato emanati dall'amministrazione. La scelta delle rotazioni ha finito per rappresentare un autogol. Nessun funzionario ha risposto alla chiamata dell'assessorato. “Appare di tutta evidenza – scrive Silvia – come il personale incardinato presso questa struttura dipartimentale sia fortemente sottodimensionato”. Da qui, la richiesta, contenuta nella delibera di giunta del 7 ottobre scorso, al dirigente generale della Funzione pubblica Luciana Giammanco di “porre in essere le iniziative ritenute utili, nel rispetto delle disposizioni contrattuali, al fine di individuare le risorse umane per far fronte alle esigenze lavorative del dipartimento”. La dirigente, insomma, provi a mettere una pezza sui danni (già, i danni) creati dalle “rivoluzionarie” rotazioni del presidente Crocetta.




Crocetta li ha cacciati, ora l'assessorato è vuoto Il fallimento delle rotazioni nella Formazione - Live Sicilia


686539Claudia MANNINO (Movimento 5 stelle)



Con il decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 155 è stata data attuazione alla direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa che ha...
  • presentato il: 03/10/2013




Interrogazione a risposta scritta 4-02066 presentato da MANNINO Claudia testo di Giovedì 3 ottobre 2013, seduta n. 90  





MANNINO, TERZONI, GRILLO, PARENTELA, DE ROSA, DE LORENZIS, NUTI e LOREFICE. — 
Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. 

— Per sapere – premesso che:   





 con il decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 155 è stata data attuazione alla direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa che ha abrogato, a partire dall'11 giugno 2010, le direttive 96/62/CE, 1999/30/CE, 2000/69/CE e 2002/3/CE;   







 con il citato decreto legislativo 155 del 2010 sono state abrogate le norme con le quali l'Italia aveva recepito e dato attuazione alle citate direttive europee – in special modo i decreti legislativi n. 351 del 1999, n. 183 del 2004 e n. 152 del 2007 – stabilendo, all'articolo 19, apposite norme transitorie e prevedendo delle regioni e delle province autonome e del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di provvedere al riesame e all'aggiornamento degli atti adottati in base alla normativa previgente;   






 l'articolo 3 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito che per il riesame della zonizzazione del territorio nazionale in atto alla data di entrata in vigore del presente decreto, il progetto di zonizzazione e di classificazione – di competenza delle regioni e delle province autonome – deve essere trasmesso, per l'adozione, al Ministero dell'Ambiente della tutela del territorio e del mare entro i successivi quattro mesi dall'entrata in vigore del decreto stesso, unitamente agli esiti dell'attività di monitoraggio e valutazione, in base ai quali vengono classificati le zone e gli agglomerati;   







 l'articolo 4 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito che la classificazione, in base alla presenza e ai livelli di inquinanti nell'aria ambiente, delle zone e degli agglomerati – di competenza delle regioni e delle province autonome – deve essere riesaminata almeno ogni cinque anni e, comunque, ogni volta che si registrino eventi che incidono sulle concentrazioni nell'aria ambiente degli stessi inquinanti;   







 l'articolo 5 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito che le regioni e le province autonome trasmettono al Ministero dell'Ambiente della tutela del territorio e del mare, all'ISPRA e all'ENEA – entro otto mesi dall'entrata in vigore del decreto – un progetto di adeguamento delle reti di misura, in conformità alla zonizzazione e alla classificazione risultanti dal primo riesame previsto dal citato articolo 3, che deve indicare anche la data prevista per l'adeguamento e il programma di valutazione da attuare nelle zone e negli agglomerati individuati;   







 l'articolo 9 ha stabilito l'obbligo, a carico delle regioni e delle province autonome, di adottare un piano per la qualità dell'aria che assicuri il rispetto dei cosiddetti valori limite, quantificati nell'allegato XI dello stesso Decreto, rispetto alla concentrazione di sostanze inquinanti nell'aria ambiente, nel caso in cui all'interno di una o più aree comprese negli agglomerati o nelle zone classificati gli stessi valori limite vengano superati; 

  




 l'articolo 9 ha stabilito l'obbligo a carico delle regioni e delle province autonome di adottare misure che assicurino il raggiungimento – entro il 31 dicembre 2012 – dei cosiddetti valori obiettivo relativi alle diverse sostanze inquinanti, quantificati nell'allegato XIII dello stesso decreto, nel caso in cui si registrino scostamenti rispetto agli stessi valori obiettivo;   





l'articolo 9 ha stabilito, altresì, l'obbligo a carico delle regioni e delle province autonome di adottare misure che assicurino il rispetto dei cosiddetti livelli critici relativi alle diverse sostanze inquinanti, quantificati nell'allegato XI dello stesso decreto, nel caso in cui gli stessi livelli critici vengono superati; 

  


 in base all'articolo 9 del decreto legislativo 155 del 2010, al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, spetta il compito di curare la procedura finalizzata ad ottenere, dalla Commissione europea, le deroghe previste dall'articolo 22 della Direttiva 2008/50/CE relativamente al superamento dei valori limite per il biossido di azoto e per il benzene in determinate zone e agglomerati presenti nel territorio nazionale;   







 l'articolo 10 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito l'obbligo, a carico delle regioni e delle province autonome, di adottare un piano d'azione che contenga le misure da implementare a breve termine per prevenire il superamento delle cosiddette soglie di allarme, quantificate nell'allegato XII dello stesso Decreto, rispetto alla concentrazione di sostanze inquinanti nell'aria ambiente, nel caso in cui all'interno di una o più aree comprese negli agglomerati o nelle zone classificati si presenti il rischio che le stesse soglie di allarme vengano superate;   







 l'articolo 10 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito l'obbligo, a carico delle regioni e delle province autonome, di adottare un piano d'azione che contenga le misure da implementare a breve termine per prevenire il superamento dei cosiddetti valori limite o dei valori obiettivo, quantificati negli allegati XI e XII dello stesso Decreto, rispetto alla concentrazione di sostanze inquinanti nell'aria ambiente, nel caso in cui all'interno di una o più aree comprese negli agglomerati o nelle zone classificati si presenti il rischio che gli stessi valori vengano superati, per effetto di specifiche circostanze contingenti che non siano strutturali e ricorrenti;   







 l'articolo 13 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito l'obbligo, a carico delle regioni e delle province autonome, di adottare un piano – da integrare con i piani di qualità dell'aria di cui all'articolo 9 – che contenga le misure idonee a raggiungere, nei termini previsti, i cosiddetti valori obiettivo, di cui all'allegato XV dello stesso decreto, rispetto alla presenza di ozono nell'aria ambiente, nel caso in cui all'interno di una o più aree comprese negli agglomerati o nelle zone classificati, gli stessi valori obiettivo vengano superati;   




 lo stesso articolo 13 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito l'obbligo, a carico delle regioni e delle province autonome, di adottare misure idonee a raggiungere gli obiettivi a lungo termine concernenti la presenza di ozono nell'aria ambiente, nel caso in cui all'interno di una o più aree comprese negli agglomerati o nelle zone classificati, i livelli dell'ozono superano gli stessi obiettivi a lungo termine, pur essendo inferiori o uguali ai cosiddetti valori obiettivo; 





l'articolo 14 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito che, nel caso in cui i livelli degli inquinanti superino la cosiddetta soglia di informazione o la soglia di allarme, le regioni e le province autonome informano il pubblico e trasmettono informazioni circa i livelli misurati e la durata del superamento al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, che ne da comunicazione alla Commissione;  


 l'articolo 15 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito l'obbligo, da parte delle regioni e delle province autonome, di comunicare al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare – per l'approvazione e il successivo invio alfa Commissione – l'elenco delle zone e degli agglomerati in cui, relativamente ad un determinato anno, i livelli degli inquinanti superano i rispettivi valori limite o i livelli critici a causa del contributo di fonti naturali, corredato delle informazioni circa i livelli registrati e delle prove del contributo delle stesse fonti naturali;   







 lo stesso articolo 15 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito l'obbligo, da parte delle regioni e delle province autonome, di comunicare al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare – per l'approvazione e il successivo invio alla Commissione – l'elenco delle zone e degli agglomerati in cui, i livelli del PM10 superano il rispettivo valore limite per effetto della risospensione del particolato a seguito della sabbiatura o della salatura delle strade nella stagione invernale;   







 l'articolo 18 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito gli obblighi, a carico di tutti delle amministrazioni e degli enti che applicano lo stesso Decreto, concernenti l'informazione del pubblico prevedendo, tra le altre cose, che i piani per la qualità dell'aria e i piani di azione e un documento riepilogativo delle misure adottate dalle regioni e dalle province autonome in base all'articolo 9 comma 2 e all'articolo 13 comma 2 debbono essere, in tutti i casi, pubblicato su pagina web;   







 l'articolo 19 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito che le regioni e le province autonome, per le zone nelle quali si registri dei cosiddetti valori limite, trasmettono al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare le seguenti informazioni:   







 a) i livelli degli inquinanti superiori ai valori limite che sono stati misurati, le date o i periodi in cui è stato rilevato il superamento, e i motivi di ciascun superamento, entro sei mesi dalla fine di ciascun anno;   







 b) i piani per la qualità dell'aria, entro diciotto mesi dalla fine dell'anno durante il quale è stato rilevato il superamento dei valori limite;   







 c) le modifiche, le integrazioni e gli aggiornamenti dei piani per la qualità dell'aria entro due mesi dalla relativa adozione;   







 d) gli aggiornamenti dell'elenco delle zone e degli agglomerati nei quali vengono superati i valori limite e per i quali vengono adottati i piani per la qualità dell'aria, e di quelli nei quali i livelli degli inquinanti rispettano i valori limite e i valori obiettivo, per i quali le regioni adottano misure per la preservazione della qualità dell'aria;   







per le zone e gli agglomerati nei quali si registra il superamento dei cosiddetti valori obiettivo di cui all'allegato XIII, l'articolo 19 del decreto legislativo 165 del 2010 ha stabilito che le regioni e le province autonome trasmettono al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare le seguenti informazioni:   



 a) l'elenco di tali zone e agglomerati, con l'individuazione delle aree di superamento, i livelli di concentrazione degli inquinanti oggetto di valutazione, le informazioni sui motivi dei superamenti, con particolare riferimento alle fonti, e le informazioni sulla popolazione esposta ai superamenti, con cadenza annuale entro il 30 giugno dell'anno successivo a quello a cui si riferiscono;   





 b) la documentazione relativa all'istruttoria effettuata al fine di individuare le misure necessarie a perseguire il raggiungimento dei valori obiettivo di cui all'allegato XIII e di individuare, tra le stesse, quelle che non comportano costi sproporzionati nei casi in cui l'istruttoria svolta dalla regione o provincia autonoma ha esito positivo, le misure adottate ai sensi dell'articolo 9, comma 2;   



per quel che concerne la presenza dell'ozono, l'articolo 19 del decreto legislativo 155 del 2010 stabilisce che le regioni e le province autonome trasmettono al Ministero dell'ambiente della tutela del territorio e del mare le seguenti informazioni:   




 a) gli aggiornamenti dell'elenco delle zone e degli agglomerati, per i quali si rende necessario adottare piani per la gestione della, qualità dell'aria rispetto all'ozono, entro 6 mesi dalla fine di ciascun anno;   







 b) i livelli dell'ozono superiori al valore obiettivo e all'obiettivo a lungo termine che sono stati misurati, le date o i periodi in cui è stato rilevato il Superamento, e i motivi di ciascun superamento, entro sei mesi dalla fine di ciascun anno;   







 c) i livelli dell'ozono superiori che hanno superato le soglie di informazioni e di allarme, le date in cui è stato rilevato il superamento, e i motivi di ciascun superamento, entro sei mesi dalla fine di ciascun anno;   







 d) le informazioni sulla presenza dell'ozono e dei relativi precursori, relative a tutte le zone e gli agglomerati, entro sei mesi dalla fine di ciascun anno;   







 e) gli atti dell'istruttoria finalizzata ad individuare le misure necessarie ad assicurare il raggiungimento dell'obiettivo a lungo termine, con una cadenza triennale;   







 lo stesso articolo 19 prevede che il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare comunica alla Commissione europea le informazioni acquisite dalle regioni e dalle province autonome, in merito al superamento dei valori limite, dei valori obiettivo, della soglia di informazione e della soglia di allarme, ed ai piani per la qualità dell'aria, i piani di azione e le misure adottati per assicurare la qualità dell'aria ambiente;   




 l'articolo 22 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito che i provvedimenti di zonizzazione e di classificazione, la rete di misura, i piani e le misure di qualità dell'aria – approvati in base alla normativa previgente – devono essere adeguati alle disposizioni dello stesso decreto 155 del 2010, in base alle procedure e secondo i termini fissati, e che, in caso di mancato adeguamento trova applicazione i poteri sostitutivi di cui all'articolo 5 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e all'articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131;   







 lo stesso articolo 22 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito che la reiterata violazione – da parte delle regioni e delle province autonome – degli obblighi di predisporre e di trasmettere informazioni e di adeguare i piani e le misure alle richieste del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, determina la mancata erogazione di finanziamenti previsti all'interno di provvedimenti ministeriali, e che lo stesso Ministero deve provvedere all'inserimento di una clausola analoga anche con riferimento a provvedimenti generali vigenti in materia;  



all'interno del portale del Ministero dell'ambiente, nella pagina dedicata alla gestione della qualità dell'aria, è pubblicato il link al Piano regionale di coordinamento per a qualità dell'aria ambiente approvato con decreto assessoriale n. 176/GAB del 9 agosto 2007 dalla regione siciliana;   





all'interno della banca dati «Misure di risanamento della qualità dell'aria» pubblicata all'interno del sito dell'Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale – che costituisce un archivio delle informazioni trasmesse dalle regioni e dalle province autonome a partire dal 2005 in ottemperanza a quanto previsto dalla normativa nazionale ed europea in materia di Piani di risanamento della qualità dell'aria – non sono reperibili informazioni concernenti le situazioni di superamento dei livelli stabiliti e le misure di risanamento dell'aria adottate dalla regione Siciliana;   







disattendere gli obblighi di comunicazione alla Commissione europea di cui in premessa può costituire circostanza idonea e sufficiente perché si realizzi la violazione del diritti comunitario esponendo così l'Italia ad ulteriori e gravose procedure di infrazione;   







come denunciato dall'associazione ambientalista Legambiente Sicilia, sin dal 2007, il Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell'aria ambiente approvato con decreto assessoriale n. 176/GAB del 9/8/2007 è il frutto di un lavoro di «copiatura» del Piano regionale del Veneto che era stato approvato in precedenza;   







l'operazione di plagio è provata dal fatto che nel testo del Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell'aria ambiente della Sicilia si faceva riferimento al sistema aerologico padano, alla rigidità del clima, alla realizzazione di piste ciclabili lungo gli argini dei fiumi e dei canali presenti all'interno delle città siciliane;   







con decreto n. 43/Gab del 12 marzo 2008, l'assessore pro-tempore Interlandi ha provveduto ad eliminare dal testo le parti che risultavano palesemente «copiate» senza provvedere a una revoca integrale del Piano;   




a partire dalla fine del 2012, sono pervenute alla competente Regione Siciliana richieste di revoca del Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell'aria ambiente del 2007, da parte di Legambiente, dalla CGIL e dalle associazioni Comitato Cittadino Isola Pulita, AugustAmbiente, Italia Nostra e WWF Palermo;   




nel mese di gennaio 2013, il tribunale di Palermo ha depositato le motivazioni della sentenza n.5455 del 2012 con la quale l'allora responsabile del Servizio 3 del dipartimento ambiente, nonché coordinatore del Piano, è stato condannato per diffamazione in relazione alle dichiarazioni rese nei confronti del presidente regionale di legambiente che aveva scoperto e reso pubblica la notizia delle vistose copiature contenute nel pieno regionale del 2007 –:   







se risulti che la Regione Siciliana abbia trasmesso al Ministero dell'ambiente del territorio e del mare il progetto di zonizzazione e l'individuazione delle zone e degli se risulta che la Regione Sicilia abbia provveduto avvero stia provvedendo al riesame della classificazione delle zone e degli agglomerati, come previsto dall'articolo 5 del decreto legislativo 155 del 2010;  






se risulti che la Regione Siciliana abbia trasmesso al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e dei mare, il progetto di adeguamento delle reti di misura dei livelli degli inquinanti nell'aria ambiente, come previsto dall'articolo 5 del decreto legislativo 155 del 2010;   







se, e in quali occasioni, risulti che la regione Siciliana abbia trasmesso al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare informazioni in merito al superamento della soglia di informazione o della soglia di allarme, come stabilito dall'articolo 14 del decreto legislativo 155 del 2012;   







se risulti che la regione Siciliana abbia trasmesso al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, per l'approvazione e il successivo invio alla Commissione, l'elenco delle zone e degli agglomerati nei quali, relativamente ad un determinato anno, i livelli degli inquinanti superano i rispettivi valori limite o i livelli critici a causa del contributo di fonti naturali, e di quelli nei quali i livelli del PM10 superano il rispettivo valore limite per effetto della nuova sospensione del particolato a seguito della sabbiatura o della salatura delle strade nella stagione invernale;   







se e quando risulti che la regione Siciliana abbia trasmesso al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare le comunicazioni e le informazioni richieste, relativamente alle zone e agli agglomerati nei quali si sia registrato il superamento dei valori limite e dei valori obiettivo degli inquinanti rilevati nell'aria ambiente, e dei valori obiettivo e degli obiettivi di lungo termine relativi all'ozono, come previsto dall'articolo 15 decreto legislativo 155 del 2010;   





se e quando abbia provveduto a trasmettere alla Commissione europea le informazioni acquisite dalla regione siciliana in merito al superamento dei valori limite, dei valori obiettivo, della soglia di informazione e della soglia di allarme, ed ai piani per la qualità dell'aria, i piani di azione e le misure adottati per assicurare la qualità dell'aria ambiente;   




se qualora tali dati non siano stati trasmessi si sia provveduto a comunicare alla Commissione europea l'impossibilità di trasmissione di detti dati stante la «non collaborazione» della regione Siciliana, o se la Commissione europea abbia sollecitato e/o chiesto informazioni sul mancato invio delle informazioni ambientali relative alla qualità dell'aria siciliana;   




quale sia lo stato di avanzamento della procedura finalizzata ad ottenere, dalla Commissione europea, le deroghe previste dall'articolo 22 della Direttiva 2008/50/CE relativamente al superamento dei valori limite per il biossido di azoto e per il benzene in zone e agglomerati presenti in Sicilia;   




se il Governo non intenda attivare, con la necessaria urgenza e determinazione, la procedura di cui all'articolo 5 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e a (l'articolo 8, della legge 5 giugno 2003, n. 131, come previsto dall'articolo 22 del decreto legislativo 155 del 2010, in considerazione del fatto che la Regione Siciliana non ha provveduto ad adeguare i piani e le misure per la qualità dell'aria, ovvero sia venuta meno agli altri obblighi stabiliti dal decreto e richiamati nel citato articolo 22;   




se, e in quanti casi, sia stata sospesa l'erogazione di risorse previste da programmi del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare a beneficio della regione siciliana, in relazione alla mancata ottemperanza agli obblighi stabiliti dal decreto legislativo 155 del 2010, così come previsto dall'articolo 22, comma 2, dello stesso decreto. (4-02066) 




http://parlamento17.openpolis.it/atto/documento/id/15476



http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2013/10/interrogazione-parlamentare-sul-piano.html





PIANO COPIATO:












PROCESSI SENTENZE CONDANNE:





INTERROGAZIONI

















Rifiutiamo i Rifiuti: Sì alla decadenza di Berlusconi La Giunta condanna...: La Giunta condanna Berlusconi DIRETTA del 4 ottobre DIRETTA VIDEO  | La Giunta del Senato ha votato a maggioranza per la decadenza di B...



Anza condannato a 18 mesi, PIANO ARIA REGIONE SICILIA,COPIA E INCOLLA,TOLOMEO,GENCHI,CIAMPOLILLO,FONTANA,SANSONE,ITALCEMENTI



INTERROGAZIONE PARLAMENTARE SUL PIANO ARIA SICILIA COPIATO DAL PIANO VENETO E NON SOLO








A NOI AMBIENTALISTI Siciliani  l’idea di realizzare le “piste ciclabili sfruttando argini di fiumi e
canali” ci aveva insospettito NON POCO  e
quindi……….

“PUO’ RITENERSI ACCERTATO CHE IL PIANO CONTENEVA SE NON
ERRORI, COMUNQUE VISTOSE COPIATURE DI UN PIANO DI ALTRA REGIONE

La teste Interlandi Rosanna, all’epoca dei fatti Assessore
Regionale per il territorio ed Ambiente, la quale ha spiegato che all’Anzà era
stata affidata la redazione del “Piano regionale per la tutela della qualità
dell’aria” che era stato pubblicato ad agosto 2007 sul sito dell’Assessorato.

Il piano era stato elaborato con ritardo rispetto ai tempi
dovuti, ritardo per il quale era stata attivata un procedura comunitaria per
infrazione.

Era però emerso che il “Piano regionale per la tutela della
qualità dell’aria” oltre a contenere ERRORI DI SINTASSI vari, era una COPIATURA
di un precedente piano redatto per la regione 
Veneto e tale circostanza risultava da una serie di INDICAZIONI e
RIFERIMENTI che erano del tutto ILLOGICI ed INCONGRUI ove riferiti al
territorio siciliano.

In particolare si faceva riferimento alle immissioni
atmosferiche derivanti dall’uso dei riscaldamenti domestici dovuti al CLIMA
RIGIDO, si indicava quale soluzioni dell’inquinamento da traffico il
potenziamento delle PISTE CICLABILI da realizzare sugli ARGINI DEI FIUMI CHE
ATTRAVERSANO I CENTRI STORICI e, in alcuni casi si trovava addirittura il link
della Regione Veneto (pag 14 verbale del 24.11.2011).

Appare quindi evidente che non possono ritenersi credibili i
testi Barbaro e Tolomeo che hanno parlato di correzioni effettuate dalla
segreteria e nel tempo di ventiminuti – mezz’ora; ma soprattutto appare
evidente che gli errori del “Piano regionale per la tutela della qualità
dell’aria”, non potevano essere semplici “refusi”, giacchè non potrebbe
logicamente giustificarsi la creazione ad hoc di una commissione composta da
tre soggetti che ha lavorato per quattro mesi, per la correzione di un
elaborato di appena 385 pagine, compresi gli allegati.


….lungi da essere meri refusi come dichiarato
eufemisticamente  da testi interessati
anche ad escludere ovvero attenuare proprie responsabilità  amministrative, erano vere e proprie
COPIATURE.

Peraltro, nello stesso “decreto di correzione relativo al
piano regionale per la tutela della qualità dell’aria”  si legge di “comunità montane”, “argini di
fiumi e vcanali”, “intero territorio pianeggiante della regione”, “bacino
aerologico padano” eccc..

….il “Piano regionale per la tutela della qualità dell’aria”
conteneva effettivamente degli errori che per la loro evidenza e natura erano
tali da rendere legittime le critiche…..

Per quanto riguarda la commisurazione della pena, rileva
questo Giudice che NON si ravvisano motivi per la concessione  delle circostanze ATTENUANTI e ciò sia per
motivi processuali che per motivi sostanziali.

…Infatti la vicenda presenta profili di indubbia
gravità……….per formulare offese personali connotate da una fortissima violenza
verbale, violenza di cui l’IMPUTATO non è sembrato neppure rendersi conto nel
corso del suo esame dibattimentale.


DICHIARA Anzà Salvatore responsabile del REATO continuato a
lui ascrittoi e lo CONDANNA ALLA PENA di UNO ANNO e MESI OTTO  di RECLUSIONE, oltre che al pagamento delle
spese processuali
………….


Sentenza  n. 5455/2012
emessa dal Tribunale penale di Palermo, Giudice Monocratico, sez. quarta
penale, nel proc. n. 4863/2010, all’udienza del 18.10.2012, di condanna a un
anno e otto mesi di reclusione, nei confronti di Anzà Salvatore EX DIRIGENTE
ASSESSORATO TERRTORIO AMBIENTE DELLA REGIONE. L’accusa: diffamazione   in relazione alle posizioni assunte
dall’associazione sul Piano Regionale di Coordinamento per la tutela della
Qualità dell’aria .

Scarica l'intera sentenza in pdf












Diffamazione – Condannato dirigente Regione Siciliana




PALERMO -  Con sentenza n° 5455/12 il dirigente regionale Salvatore Anzà è stato condannato ad 1 anno e 8 mesi di reclusione per diffamazione per mezzo di atti pubblici del suo ufficio dell’Assessorato Territorio e Ambiente, unitamente al pagamento delle spese processuali. Dal giudice non sono state concesse le attenuanti generiche.

Tutto partì da una conferenza stampa del 21 nov. 2007 nel quale Legambiente denunciò che il Piano Regionale di Coordinamento per la Tutela della Qualità dell’Aria, approvato ed adottato con il D.A. n. 176/Gab del 9 agosto 2007 dall’Assessore al Territorio e Ambiente Rosanna Interlandi, era un copiato da un simile piano della Regione Veneto di alcuni anni addietro, che già era stato bocciato dalla Comunità Europea, nonché una mescolanza di capitoli, paragrafi, e contenuti. integralmente ripresi da pubblicazioni già edite da altri Enti ed Amministrazioni.

Legambiente, il suo presidente regionale Domenico Fontana ed i partecipanti a quella conferenza del 21 novembre 2007, mediante diverse note redatte su carta intestata del Dipartimento Ambiente, divennero bersaglio di attacchi da parte dell’Anzà che a seguito delle note indirizzate agli ambientalisti  venne dagli stessi querelato.

La condanna a 1 anno e 8 mesi di reclusione inflitta con sentenza di condanna è stata sospesa, poiché essendo il dr. Anzà incensurato è stato concesso il beneficio della sospensione condizionale della pena.









Sentenza 
n. 5455/2012 emessa dal Tribunale penale di Palermo, Giudice
Monocratico, sez. quarta penale, nel proc. n. 4863/2010, all’udienza del
18.10.2012, di condanna a 
un anno e otto mesi
di reclusione
, pena sospesa, nei confronti di Anzà Salvatore,  parte offesa Legambiente
Comitato Regionale Siciliano in persona del Presidente arch. Domenico Fontana,
per le diffamazioni derivanti dalle affermazioni, dichiarazioni e frasi
offensive riportate nelle note inviate a diversi enti in danno dell’associazione
e del presidente Regionale arch. Domenico Fontana. E il procedimento aperto in
relazione alla denuncia di Legambiente per le  note inviate dall’Anzà a
vari enti, in relazione alle posizioni assunte dall’associazione sul Piano
Regionale di Coordinamento per la tutela della Qualità dell’aria .




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ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 1


ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 2

ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 3


ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 4
ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 5


ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 6


ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 7


ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 8


ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 9


ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 10


ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 11


ANZA' SALVATORE CONDANNATO A  UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 12


ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 13


ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 14
ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 15
ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 16


ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 17


ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI ENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 18


ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 19
ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 20


ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI ENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 21


ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 22


ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 23


ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI ENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 24


ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO 8 MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 25








Comitato
Cittadino Isola Pulita Isola delle Femmine

Via
Sciascia 13

  

Al
Presidente della Regione Sicilia

Onle Rosario
Crocetta
Piazza Indipendenza
21
Fax 091 7075302
90129 Palermo
fax inviato 19.2.13 h. 17,58 rac rr 1424411893871 RECAPITATA 28.02.2013 
All’Assessore Regionale
del Territorio e dell’Ambiente Sicilia
Dott.sa Mariella Lo
Bello
Via Ugo La Malfa
169
Fax 091 7077963
90146 Palermo  fax inviato 19.2.13 h.
17,55 rac rr  90040130219004220 posta
express

e
 p.c. IV Commissione  Ambiente e Territorio

Assemblea Regionale
Siciliana
Onle Giampiero
Trizzino
Piazza Indipendenza
21
Fax 0917054564
inviato 19.2.13 h. 17,51 racc rr 14241189396 RECAPITATA 01.03.2013


Anticipata via Fax

OGGETTO: ATTO
D’INVITO E DIFFIDA A PROVVEDERE CON ISTANZA IN AUTOTUTELA
 ALLA REVOCA ED AL RITIRO DAL SITO WEB   DELL'ASSESSORATO TERRITORIO E AMBIENTE  DEL " PIANO
REGIONALE DI COORDINAMENTO PER LA QUALITA' DELL'ARIA AMBIENTE"
 


Sig. Presidente,  Sig.
Assessore, on.le Presidente IV commissione

poichè ad oggi
risulta senza seguito la richiesta inoltrata con R.R.  il 21 
e 22 gennaio 2013  alle SS.VV. da parte delle scriventi Associazioni e fin dal 24
dicembre 2012 da parte di Legambiente e della CGIL 
al fine
del ritiro del “Piano regionale di
coordinamento per la 
tutela della qualità dell’aria ambiente”
(2007)
in quanto copiato quasi 6 anni fa da
quello omologo della Regione Veneto e da vari documenti già editi da altri
Enti, le scriventi Associazioni, anche alla luce della sentenza del Tribunale
di Palermo (allegata alla presente) che ha condannato il dott. Salvatore
Anzà del Dipartimento Ambiente alla pena di 1 anno e 8 mesi per la vicenda
in questione, reiterano la richiesta e diffidano a volerle  dare
immediato adempimento, non da ultimo quale segnale di concreta
applicazione dei principi di legalità e trasparenza di cui il Governo
dichiara di farsi interprete.       

n.b.  n. raccomandate inviate il 31 gennaio 2013
142411891787- 1424411892562  ricevute
entrambe il 31 gennaio 2013


FIRMATARI DEL
DOCUMENTO:

Asessandra Bianco presidente di
AugustAmbiente
Luigi Solarino presidente di Decontaminazione Sicilia,
Asessandra Leandro Janni
presidente di
 Italia Nostra,
WWF Palermo,
Giuseppe Ciampolillo coordinatore  di Comitato Cittadino Isola Pulita,

Firmato: Giuseppe Ciampolillo
Per comunicazioni: 
Giuseppe Ciampolillo Isola Pulita Via Sciascia 13 90040 Isola delle
Femmine isolapulita@gmail.com  3331017981
Si allega
  1. Sentenza di Condanna  emessa in data 18 ottobre 2012 nei
    confronti  del  Dottor Anzà Salvatore Autore del Piano












Comitato
Cittadino Isola Pulita Isola delle Femmine

Via
Sciascia 13

Al Presidente della Regione Sicilia

Onle Rosario
Crocetta
Piazza Indipendenza
21
Fax 091 7075302
90129 Palermo
All’Assessore
Regionale del Territorio e dell’Ambiente Sicilia
Dott.sa Mariella Lo
Bello
Via Ugo La Malfa
169
Fax 091 7077963
90146 Palermo 

Anticipata via Fax

Sig. Presidente e Sig. Assessore,
il 21 novembre 2007 Legambiente denunciava in una
conferenza stampa che il Piano Regionale di coordinamento per la tutela della
qualità dell’aria ambiente, approvato ed adottato con il D.A. n. 176/Gab del 9
agosto 2007 dall’assessore al Territorio e Ambiente Interlandi, era un copiato
dall’omologo Piano della Regione Veneto di alcuni anni addietro, nonché un
collage di capitoli, paragrafi, ecc. integralmente trascritti da pubblicazioni
già edite da altri Enti ed Amministrazioni (vedasi allegato).
Gli autori non si erano neppure accorti che quel Piano del
Veneto, cui avevano attinto, era già stato bocciato dalla Comunità Europea parecchi
anni prima, né che nel copia e incolla si erano generate inedite “comunanze” e
“similitudini” tra le caratteristiche ambientali del Veneto e della Sicilia,
tipo il “sistema aerologico padano” della Regione Siciliana, le piste ciclabili
lungo gli argini dei fiumi e dei canali presenti nei centri storici dei Comuni
siciliani, l’esistenza delle Comunità montane, ecc.
Inoltre, come non ricordare il servizio di Striscia la
Notizia in cui il Dirigente Generale del Dipartimento Ambiente, Pietro Tolomeo,
affermava trattarsi di “refusi “ (ma
refusi di cosa?) e si lasciava sfuggire che “nel copiare nel computer può succedere”.
Come non ricordare che la commissione ispettiva
assessoriale, al cospetto di fatti eclatanti, era costretta a rimettere il
mandato senza rendere alcuna relazione?
Erano, invece, Legambiente ed i partecipanti alla
conferenza stampa a subire attacchi ingiuriosi e diffamatori (banda di lestofanti, banda di cialtroni,
esperti in truffe, ciarlatani, cricca di imbroglioni, cricca di mascalzoni,
ecc.) da parte del dirigente responsabile
della redazione del c.d. Piano, Salvatore Anzà, tramite diverse note redatte su
carta intestata     del Dipartimento
Ambiente, senza che i vertici politici ed amministrativi dell’Assessorato o
della Regione intervenissero minimamente.
E’ più che evidente che quel dirigente, rimasto
impunemente al proprio posto, ha potuto contare su una consolidata rete di
protezione.
Invece, per quegli scritti lo stesso dirigente ha già
subito una condanna in sede civile e altri altri procedimenti, civili e penali,
nei suoi confronti sono in via di definizione.
Ebbene, a distanza di 5 anni dai fatti denunciati, il
Piano copiato non solo non è stato ritirato, come era stato richiesto a suo
tempo da Legambiente, ma fa ancora incredibilmente “bella mostra” nel sito
istituzionale dell’Assessorato Territorio e Ambiente come fosse un documento
tuttora valido e rappresentativo.
A fronte di questa situazione a dir poco paradossale, che
appare confliggere in modo insanabile, oltre che con il decoro ed il prestigio
dell’Amministrazione, con le dichiarazioni programmatiche in materia di
trasparenza e legalità del nuovo Governo della Regione, le scriventi
Organizzazioni tornano a chiedere l’immediato ritiro del Piano copiato, anche
come segnale forte di voler mettere la parola fine ad un deleterio modus
operandi e ad un sistema di impunità tra i più oscuri dell’attività
amministrativa della nostra Regione.
 E’ di queste giorni la notizia del
Tribunale penale  di Palermo Giudice
Monocratico, sez. quarta penale, nel proc. n. 4863/2010  che 
nell’udienza del 18 ottobre 2012, è st
ata emessa la sentenza n. 5455/2012,   di condanna  
a 
un anno e
otto mesi di reclusione
, pena sospesa, nei confronti di Anzà Salvatore,  parte offesa Legambiente Comitato
Regionale Siciliano in persona del Presidente arch. Domenico Fontana, per le
diffamazioni derivanti dalle affermazioni, dichiarazioni e frasi offensive
riportate nelle note inviate a diversi enti in danno dell’associazione e del
presidente Regionale arch. Domenico Fontana.
L’operato del dr. Anzà  risulta 
a nostro parere di una gravità estrema,
in quanto dette  note
 sono state redatte su carta intestata dell'ARTA e firmate
dall'Anzà nelle funzioni ufficiali di responsabile del Servizio 3 verso
l'esterno in rappresentanza dello stesso ARTA.

FIRMATARI DEL
DOCUMENTO:

Asessandra Bianco presidente di
AugustAmbiente
Luigi Solarino presidente di Decontaminazione Sicilia,
Asessandra Leandro Janni
presidente di
 Italia Nostra,
WWF Palermo,
Giuseppe Ciampolillo coordinatore  di Comitato Cittadino Isola Pulita,
Firmato: Giuseppe Ciampolillo
Per comunicazioni: 
Giuseppe Ciampolillo Isola Pulita Via Sciascia 13 90040 Isola delle
Femmine isolapulita@gmail.com  3331017981
Si allegano:
1.      Piano
Siciliano e Fonti copiate
2.      Guida
lettura Piano

 Raccomandata 142411891787 ricevuta 31 gennaio
2013 inviata da isola delle femmine 22 gennaio 2013
 Raccomandata  90040130122003650 inviata da Isola delle
Femmine il 22 gennaio 2013 







                                                                     
Al Presidente della Regione
                                                                                                                          All’Assessore Regionale
                                                                                                                   del
Territorio e dell’Ambiente


Sig. Presidente e Sig.
Assessore,

il 21 novembre 2007
Legambiente denunciava in una conferenza stampa che il Piano Regionale di
coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente, approvato ed
adottato con il D.A. n. 176/Gab del 9 agosto 2007 dall’assessore al Territorio
e Ambiente Interlandi, era un copiato dall’omologo Piano della Regione Veneto
di alcuni anni addietro, nonché un collage di capitoli, paragrafi, ecc.
integralmente trascritti da pubblicazioni già edite da altri Enti ed
Amministrazioni (vedasi allegati).
Gli autori non si erano
neppure accorti che quel Piano del Veneto, cui avevano attinto, era già stato
bocciato dalla Comunità Europea parecchi anni prima, né che nel copia e incolla
si erano generate inedite “comunanze” e “similitudini” tra le caratteristiche
ambientali del Veneto e della Sicilia, tipo il “sistema aerologico padano”
della Regione Siciliana, le piste ciclabili lungo gli argini dei fiumi e dei
canali presenti nei centri storici dei Comuni siciliani, l’esistenza delle
Comunità montane, ecc.
Inoltre, come non ricordare
il servizio di Striscia la
Notizia
in cui il Dirigente Generale del Dipartimento
Ambiente, Pietro Tolomeo, affermava trattarsi di “refusi “ (ma refusi di cosa?) e si lasciava sfuggire che “nel copiare nel computer può succedere”.
Come non ricordare che la
commissione ispettiva assessoriale, al cospetto di fatti eclatanti, era
costretta a rimettere il mandato senza rendere alcuna relazione?
Erano, invece, Legambiente ed
i partecipanti alla conferenza stampa a subire attacchi ingiuriosi e
diffamatori (banda di lestofanti, banda
di cialtroni, esperti in truffe, ciarlatani, cricca di imbroglioni, cricca di
mascalzoni,
ecc.) da parte del
dirigente responsabile della redazione del c.d. Piano, Salvatore Anzà, tramite
diverse note redatte su carta intestata    
del Dipartimento Ambiente,
senza che i vertici politici ed amministrativi dell’Assessorato o della Regione
intervenissero minimamente.
E’ più che evidente che quel
dirigente, rimasto impunemente al proprio posto, ha potuto contare su una
consolidata rete di protezione.
Invece, per quegli scritti lo
stesso dirigente ha già subito una condanna in sede civile e altri altri procedimenti,
civili e penali, nei suoi confronti sono in via di definizione.
Ebbene, a distanza di 5 anni
dai fatti denunciati, il Piano copiato non solo non è stato ritirato, come era
stato richiesto a suo tempo da Legambiente, ma fa ancora incredibilmente “bella
mostra” nel sito istituzionale dell’Assessorato Territorio e Ambiente come
fosse un documento tuttora valido e rappresentativo.
A fronte di questa situazione
a dir poco paradossale, che appare confliggere in modo insanabile, oltre che
con il decoro ed il prestigio dell’Amministrazione, con le dichiarazioni
programmatiche in materia di trasparenza e legalità del nuovo Governo della
Regione, le scriventi Organizzazioni tornano a chiedere l’immediato ritiro del
Piano copiato, anche come segnale forte di voler mettere la parola fine ad un
deleterio modus operandi e ad un sistema di impunità tra i più oscuri
dell’attività amministrativa della nostra Region
e.

Palermo,

         Legambiente Sicilia                                                     CGIL Sicilia
          Domenico Fontana                                                     Antonio Riolo
                  



XVI
Legislatura ARS
INTERROGAZIONE
(risposta scritta)

Al Signor Presidente
della Regione


Iniziative finalizzate alla tutela dell’ambiente ed alla salvaguardia della
salute della popolazione dall’inquinamento atmosferico nella Regione Siciliana
– Inadempienze circa la redazione del Piano Regionale di Tutela della Qualità
dell’Aria ed aberrazioni in merito all’adozione da oltre 5 anni di un Piano
copiato dall’omologo della Regione Veneto e da documenti editi da altre fonti



premesso
che,
•   più di 5 anni fa, iI 21 novembre 2007,
Legambiente Sicilia, denunciava in una conferenza stampa, che il Piano
Regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente,
approvato ed adottato con il D.A. n. 176/Gab del 9 agosto 2007 dall’assessore
al Territorio e Ambiente Rossana Interlandi, era un copiato dall’omologo Piano
della Regione Veneto di alcuni anni addietro, nonché un collage di capitoli,
paragrafi, ecc. integralmente trascritti da pubblicazioni già edite da altri
Enti ed Amministrazioni;

•  gli autori, coordinati dal dirigente
responsabile del Servizio 3 “Tutela dall’inquinamento atmosferico” del
Dipartimento Ambiente, dott. Salvatore Anzà, non si erano neppure accorti che
quel Piano del Veneto (anno 2000), cui avevano attinto, era già stato bocciato
dalla Comunità Europea parecchi anni prima, né che nel copia e incolla si
erano generate inedite “comunanze” e “similitudini” tra le caratteristiche
ambientali del Veneto e della Sicilia, tipo il “sistema aerologico padano”
della Regione Siciliana, la limitazione delle ore di utilizzo del riscaldamento
domestico a causa della rigidità del clima, l’incremento delle piste ciclabili
lungo gli argini dei fiumi e dei canali presenti nei centri storici dei Comuni
siciliani al fine del miglioramento del traffico urbano, la persistenza delle
Comunità montane
, ecc.;

•  la vicenda suscitava, a causa dei suoi
risvolti paradossali, notevole clamore e turbamento a livello mediatico e
nell’opinione pubblica regionale e nazionale, attirando persino l’attenzione
della trasmissione satirica Striscia la notizia che vi dedicava un esilarante
servizio nel corso del quale il dirigente generale del Dipartimento Ambiente,
Pietro Tolomeo, per giustificare l’abnormità dei fatti, arrivava a definirli
frutto di “pochi refusi”, tuttavia lasciandosi scappare che “nel copiare può
succedere”;

•  l’Assessore Interlandi nominava una
commissione d’inchiesta per gli accertamenti del caso e delle responsabilità,
ma la commissione, di fronte all’imbarazzante situazione, si trincerava dietro
un’enigmatica astensione dal rilasciare una qualsiasi relazione;

•   a distanza di circa 4 mesi l’Assessore
Interlandi, con il decreto n. 43/Gab del 12 marzo 2008, riteneva di sanare le
abnormità con la semplice eliminazione dal testo del Piano dei riferimenti più
spiccatamente “padani”, ma lasciando inalterate le altre parti interamente
copiate;   
e considerato
che

•  il c.d. Piano regionale di
coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente della Regione
Siciliana, vale a dire un documento frutto di un mero assemblaggio, operato con
il metodo del copia ed incolla, di porzioni di documenti di varia estrazione e
provenienza, alcuni dei quali persino di scarsa attinenza e molti altri anche
temporalmente superati (basti considerare che il Piano della Regione Veneto
risaliva all’anno 2000 ed era stato per giunta già bocciato dalla Comunità
Europea), tutto può definirsi fuorché un documento di programmazione e
pianificazione in materia di tutela e risanamento della qualità dell’aria;

•        
nessun provvedimento risulta essere
stato intrapreso nei confronti dei responsabili della redazione del Piano
copiato;

•        
detto Piano continua inspiegabilmente e
poco decorosamente a risultare un documento ufficiale della Regione
Siciliana  e ad essere inserito nel sito
istituzionale dell’Assessorato al Territorio e Ambiente, senza che i vertici
politici dell’Assessorato, quelli burocratici del Dipartimento Ambiente ed i
responsabili dell’ufficio competente che si sono succeduti abbiano ritenuto di
intervenire al fine della sua revoca;

•   lo scorso mese di novembre si è appreso
dagli organi di stampa che la Procura della Repubblica di Palermo ha chiesto il
rinvio a giudizio, proprio per non avere mai adottato un vero Piano di
risanamento della qualità dell’aria, degli ex Presidenti della Regione, Totò
Cuffaro e Raffaele Lombardo, assieme agli assessori pro tempore
dell’Assessorato al Territorio e Ambiente, Francesco Cascio, Rossana
Interlandi, Giuseppe Sorbello e Roberto Di Mauro;  

•  è di questi giorni la notizia che il
Tribunale di Palermo ha emesso la sentenza n. 5455/2012 di condanna ad 1 anno e
8 mesi di reclusione (pena sospesa) nei confronti dell'allora responsabile del
Servizio 3 del Dipartimento Ambiente e coordinatore del Piano copiato dott.
Salvatore Anzà, il quale , nell'esercizio delle sue funzioni, aveva redatto e
inviato a diversi Enti pubblici, regionali e ministeriali, una serie di note su
carta intestata dell'Assessorato al Territorio e Ambiente dai contenuti
gravemente diffamatori e offensivi in danno di Legambiente e del suo Presidente
Regionale arch. Domenico Fontana per aver essi smascherato la copiatura del
Piano;

per sapere
quali iniziative ritenga di adottare, ed in che tempi, al fine di

porre
immediatamente termine, dopo oltre 5 anni e mezzo, con la revoca del Piano
copiato, a questa situazione a dir poco paradossale, che appare confliggere in
modo insanabile, oltre che con il decoro ed il prestigio dell’Amministrazione,
con le dichiarazioni programmatiche in materia di trasparenza e legalità del
nuovo Governo della Regione;

fare
emergere le responsabilità degli autori e le coperture di cui gli stessi hanno
potuto impunemente godere a tutti i livelli nel corso di questi anni, anche
come segnale forte di abbandono di un deleterio modus operandi e di un sistema
di connivenze tra i più oscuri dell’attività amministrativa della nostra
Regione 
fare
conoscere i motivi per i quali il Piano copiato ha continuato fino ad ora a
fare bella mostra sul sito istituzionale dell’Assessorato al Territorio e
Ambiente senza che nessuno dei vertici politici e burocratici che si sono
succeduti negli anni sia intervenuto al riguardo nonostante a conoscenza della
ben nota copiatura e quindi della macroscopica non conformità, tanto è vero che
nessuno degli stessi vertici e degli uffici lo ha messo in atto;

adottare
un vero Piano regionale di risanamento della qualità dell’aria

 (L'interrogante chiede lo svolgimento con
urgenza)


PAGINA 24 DELLA SENTENZA 






























PIETRO TOLOMEO DIRIGENTE GENERALE Decreto 1474 23 dic 2008 contratto Ing Vincenzo Sansone
formalizzato dirigente 2 VIA VAS 17 DIC 2008 A.IA ITALCEMENTI DECRETO 693 18 LUGLIO 2008
PIETRO TOLOMEO DIRIGENTE GENERALE Decreto 155 29 GENN 2009 contratto
Ing NATALE ZUCCARELLO NOMINA dirigente RESPONSABILE 2 VIA VAS A.IA
ITALCEMENTI DECRETO 693 18 LUGLIO 2008
















ITALCEMENTI 16.2. 2013
AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE illegittima
?


http://lagazzettadiisola.files.wordpress.com/2013/02/italcementi-autorizzazione-integrata-ambientale-decreto-693-18-luglio-2013-diffida-ritiro-decreto-e-denuncia-ai-carabinieri2.pdf

  • DEPURAZIONE BONIFICA RISANAMENTO AMBIENTALE GOVERNO BERLUSCONI
    19 FEBBRAIO 2010 ORDINANZA COMMISSARIALE EMERGENZA RIFIUTI





















http://lagazzettadiisola.files.wordpress.com/2013/02/italcementi-autorizzazione-integrata-ambientale-decreto-693-18-luglio-2013-diffida-ritiro-decreto-e-denuncia-ai-carabinieri1.pdf





Sentenza  n. 5455/2012,ANZA,TOLOMEO,INTERLANDI,ZUCCARELLO,GENCHI,PELLERITO,MESSINA,CAVALLARO,CIAMPOLILLO,CIRINCIONE,SANSONE,FONTANA,LEGAMBIENTE,TRIZZINO,SMOG MAZZARA,PIANO AEROLOGICO PADANO 



Piano Regione Sicilia Tutela Qualità Aria: Crocetta li ha cacciati, ora l'assessorato è vuoto...: CROCETTA LI HA CACCIATI, ORA L'ASSESSORATO È VUOTO IL FALLIMENTO DELLE ROTAZIONI NELLA FORMAZIONE Venerdì 10 Ottobre 2014 - 08:00 di ...

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