giovedì 29 novembre 2012

Caro Signor "Sindaco" Prof Gaspare Portobello: RELAZIONE PREFETTIZIA DELLACOMMISSIONE DI ACCESSO ...

RELAZIONE PREFETTIZIA DELLACOMMISSIONE DI ACCESSO AGLI ATTI AL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE E DECRETOPRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI SCIOGLIMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE  (PDF)







IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

  Considerato che nel comune di Isola delle Femmine (Palermo)  gli organi   elettivi   sono   stati   rinnovati   nelle consultazioni amministrative del 6 e 7 giugno 2009;
  Considerato che dall'esito di approfonditi accertamenti sono emersi collegamenti diretti ed indiretti tra componenti del  consesso  e  la criminalita' organizzata locale;
  Ritenuto che la permeabilita' dell'ente ai condizionamenti  esterni della criminalita'  organizzata  arreca  grave  pregiudizio  per  gli interessi della collettivita' e determina lo svilimento e la  perdita di credibilita' dell'istituzione locale;
  Ritenuto che, al fine di porre rimedio  alla  situazione  di  grave inquinamento e deterioramento dell'amministrazione comunale di  Isola delle Femmine, si rende necessario far luogo  allo  scioglimento  del consiglio comunale e disporre il  conseguente  commissariamento,  per rimuovere tempestivamente gli effetti pregiudizievoli per l'interesse pubblico ed assicurare il risanamento dell'ente locale;
  Visto l'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;
  Vista la proposta del Ministro dell'interno, la  cui  relazione  e' allegata al presente decreto e ne costituisce parte integrante;
  Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri,  adottata  nella riunione del 9 novembre 2012 alla quale e' stato debitamente invitato il Presidente della Regione Siciliana;

                              Decreta:
                              
Art. 1 
  Il consiglio comunale di Isola delle Femmine (Palermo)  e'  sciolto
per la durata di diciotto mesi.                         
Art. 2
  La gestione  del  comune  di  Isola  delle  Femmine  (Palermo),  e'
affidata alla commissione straordinaria composta da:
    dott. Vincenzo Covato - viceprefetto a riposo;
    dott.ssa Matilde Mule' - viceprefetto aggiunto;
     dott. Guglielmo Trovato - dirigente di II fascia.            
Art. 3 
 
  La commissione straordinaria per la  gestione  dell'ente  esercita, fino all'insediamento degli organi ordinari  a  norma  di  legge,  le attribuzioni spettanti al  consiglio  comunale,  alla  giunta  ed  al sindaco nonche' ogni altro potere ed incarico connesso alle  medesime cariche. 
    Dato a Roma, addi' 12 novembre 2012 
 
                             NAPOLITANO 
 
 
                                Monti, Presidente del  Consiglio  dei
                                Ministri 
                                Cancellieri, Ministro dell'interno 
 
Registrato alla Corte dei conti il 16 novembre 2012 
Registro n. 7, interno foglio n. 185 

http://www.gazzettaufficiale.it/guridb/dispatcher?service=1&datagu=2012-11-29&task=dettaglio&numgu=279&redaz=12A12433&tmstp=1354221071377

ERA IL 26 APRILE DI QUESTO ANNO  QUANDO LUI DICHIARA 

CHE...




3) Sono disposta a vendere una delle mie ville per disporre dei fondi necessari a impedire il successo delle liste avversarie da quella di Portobello (scarica in pdf) 

5) SCIOLTO PER INFILTRAZIONI MAFIOSE IL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE (scarica in pdf) 

6) “S” maggio 2012 L’ISPEZIONE A ISOLA DELLE FEMMINE ecco LE CARTE DELLO SCONTRO (scarica in pdf) 

  

martedì 27 novembre 2012

Il governo delle donne Rosario Crocetta orgoglioso della sua scelta: "Sette donne in giunta, nemmeno in Svezia

Il governo delle donne


Rosario Crocetta orgoglioso della sua scelta: "Sette donne in giunta, nemmeno in Svezia"



"Mi piace quando si parla della  Madonna come il lato femminile di Dio, che affida alle donne un  grande ruolo e le rende protagoniste. Come sto facendo io in  giunta con sette donne assessore. Roba che neppure in  Svezia...".

Il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, in visita al Santuario della Madonna delle Lacrime a Siracusa, mostra tutta la sua soddisfazione parlando delle sette donne assessori della sua nuova giunta presentata a sorpresa venerdì scorso (LEGGI).

"In Sicilia - ha aggiunto - le donne sono state spesso isolate, costrette a vedere i figli andar via alla ricerca del  lavoro o a cadere per la guerra di mafia. Ho conosciuto donne che mi hanno strappato lacrime. Nel giorno delle elezioni sono andato al Santuario della Madonna delle Grazie, a Gela. Nelle elezioni o si vince o si perde, ma ci sono cose più importanti nella vita non è il potere che ci deve interessare, ma ci vuole rapporto con noi stessi e una grande fede".



Il presidente Crocetta ha poi parlato dei grandi progetti rimasti al palo, come ilrigassificatore di Priolo proposto da Erg e Shell e negli ultimi mesi abbandonato dai due gruppi industriali per via  di un'istruttoria regionale lunga e di un'autorizzazione che non è ancora arrivata

"Se si danno garanzie, se si usano nuove  tecnologie e non c'è pericolo, si può parlare del progetto - ha detto -. Ma non ho capito se il progetto ci sia: cambia il presidente della Regione e nessuno si fa avanti. Erano veramente interessati? È un po' come la vicenda del ponte sullo Stretto: tutti ne parlano ma non ci sono i soldi per farlo. Noi  - ha concluso Crocetta - dobbiamo conciliare il lavoro con la  sicurezza ambientale".
"Maggioranza all'assemblea regionale siciliana? C'è quella del popolo dell'isola", ha detto ancora il presidente della Regione. "Se ai partiti non piace questo modo di governare - ha detto ancora - torniamo alle urne e vediamo cosa ne  pensano i siciliani, che finalmente cominciano a diventare protagonisti e chiediamo loro se questo sistema è quello che vogliono".

Della sua giunta, con sette assessori donna, Crocetta crede che "dei partiti seri ne devono pensare bene, perché - ha concluso - sanno che la politica si fa per servizio nei confronti degli altri e non per spartirsi il potere".




Le sette donne in giunta sono: Lucia Borsellino, funzionario regionale, figlia del magistrato assassinato dalla mafia nel '92, con delega alla SanitàMariella Lo Bello, ex segretario della Cgil di Agrigento, con la delega alTerritorio e AmbienteFrancesca Basilico D'Amelio, attualmente componente della segreteria tecnica del ministero dell'Università, che sarà assessore all'EconomiaLinda Vancheri, funzionaria di Confindustria nissena, che avrà la delega alle Attività produttive;Ester Bonafede, sovrintendente dell'Orchestra sinfonica siciliana, che ha avuto la delega alla Famiglia e al LavoroPatrizia Valenti, dirigente area ricerca e sviluppo dell'Università di Palermo, che si occuperà delle Autonomie locali e della Funzione pubblicaNelli Scilabra, 29 anni studentessa di giurisprudenza a Palermo impegnata da anni in politica, alla Formazione. Quest’ultima, secondo Crocetta espressione di tutti i giovani siciliani, è l’assessore più giovane che il governo siciliano ricordi.


Ma, gli studenti del collettivo universitario autonomo dell'ateneo palermitano hanno bocciato la scelta del governatore Crocetta di nominare una loro coetanea, collega e rappresentante in Senato accademico, Nelli Scilabra, alla guida assessorato regionale alla Formazione.

"Ha fatto bene il suo lavoro di non opposizione alle politiche di smantellamento di scuola e univesità - dice Turi Pirrone, studente di Lettere del collettivo universitario autonomo - e per questo è stata premiata. Crocetta ha mandato ieri una lettera ai giovani che protestano, dicendo che la nomina di Nelli Scilabra ci rappresenta, ma non è così: rappresenta la continuità con la casta che ci governa"
. (LEGGI LA LETTERA)

"A Palermo in senato accademico ha avallato le politiche deleterie operate dall'ateneo e dal rettore come la tassa sul parcheggio dentro la cittadella universitaria e il nuovo statuto dell'università targato Gelmini - aggiunge lo studente, che frequenta il quarto anno del corso di laurea in Storia -, senza costruire una opposizione vera allo smantellamento del welfare e dei diritti degli universitari. E' una mossa alla Renzi, chi lo dice che se sei giovane rappresenti la discontinuità se poi sei una creatura della casta?".

Franco Battiato: "Bel lavoro, presidente" - "Dovrei veramente aspettare un po' prima di esprimermi, ma mi pare che il presidente Rosario Crocetta stia facendo un bel lavoro, soprattutto nell'eliminazione di alcuni rami secchi". E' la valutazione sulla nuova giunta regionale in Sicilia, di cui fa parte come assessore al Turismo, espressa da Franco Battiato"Gli assessori che sta prendendo mi sembra che abbiano poco a che fare con la classe politica", ha chiosato l'artista a Firenze, a margine di un'iniziativa per festeggiare i 50 anni di Oranfrizer, storica azienda italiana del settore della produzione di agrumi e spremute fresche, che ha sede a Catania.
"Hanno rimandato indietro all'Unione europea miliardi di euro. Mi auguro che con il presidente Rosario Crocetta le cose cambino, sta scegliendo collaboratori di onestà rappresentativa. Io poi farò osservazioni in campi diversi dal mio", ha affermato ancora Battiato, parlando dei fondi Comunitari per la Sicilia. L'artista ha anche ricordato alcune sue esperienze artistiche come l'Estate catanese: "Dopo - ha osservato - c'è stato l'abisso. Tutto cade nella disattenzione. Sono tutti ladri, ci sono tanti ladri in Italia. Mentre parliamo - ha chiosato Battiato - ora, chissà cosa stanno rubando..."

[Informazioni tratte da Adnkronos/IgnANSAGdS.itLasiciliaweb.it,LiveSicilia.it]


Vita, morte e miracoli dei dodici assessori

Chi sono gli asssessori della "giunta a 7 stelle" di Rosario Crocetta


La "giunta dei famosi", o se preferite la "giunta a 7 stelle", è  al completo: prima Lucia Borsellino alla Sanità, poi Franco Battiato al Turismo, ora è il turno di Antonino Zichichi, il fisico più famoso d’Italia, che adesso nel suo curriculum, lungo quanto l’intera Divina Commedia, potrà scrivere anche "assessore ai Beni culturali della Regione Siciliana".


ANTONINO ZICHICHI. Certo, lo scienziato ha ben 83 anni, ma sembra che il neopresidente della Regione non ne faccia poi tanto una questione di età: in alcuni casi, e questo è uno di quelli, conta di più se sei un genio di fama internazionale. Zichichi è siciliano di origini trapanesi, fisico, scrittore, cattolico, attualmente professore emerito al dipartimento di fisica superiore dell’Università  di Bologna. Ma non è  certamente per questo che il suo nome è conosciuto dalla comunità  scientifica di tutto il mondo. Il suo lavoro al Cern di Ginevra, ad esempio, lo ha portato, negli anni 60, a scoprire il primo esempio di antimateria nucleare, e in seguito ha ideato e fondato i laboratori nazionali del Gran Sasso, che si sono dapprima aggiudicati il record di laboratorio sotterraneo più grande al mondo, e che recentemente hanno ospitato il famoso esperimento che, se confermato, sconvolgerebbe le leggi della fisica finora conosciuta: esisterebbero, cioè, delle particelle (i neutrini) che possono viaggiare più veloci della luce. Ma la carriera di Zichichi è andata anche oltre, e lo ha portato ad essere prima presidente dell’Istituto nazionale di fisica nucleare e poi presidente della Società europea di fisica, oltre che cittadino onorario di alcuni paesi e membro di alcune sedi europee dell’Accademia delle scienze. Con 6 lauree honoris causa nelle università di Pechino, Buenos Aires, Malta, Bucarest, Arizona e Torino, per niente stanco ha anche fondato il centro "Ettore Majorana" per la cultura scientifica, con sede a Erice, e in seguito ha istituito, con il medesimo nome, una fondazione che comprende 123 scuole post-universitarie per la ricerca scientifica, e che mette a disposizione anche borse di studio per gli studenti meritevoli. Autore di numerosi saggi di divulgazione scientifica, nei quali il fisico si  è sempre espresso in disaccordo con l’opinione diffusa secondo la quale scienza e fede siano in contrasto, Zichichi, però, non è nuovo nemmeno alla politica. Dopo essersi dichiarato simpatizzante e amico di Silvio Berlusconi, infatti, nel 2005 venne proposto come candidato a sindaco di Roma, ma lui rifiutò. La sua vicinanza al Pdl, comunque, non ha scoraggiato il presidente Crocetta, che in nome di una giunta di "alto profilo" dalla quale rimanessero fuori i volti classici e noti della politica e, soprattutto, i deputati di Sala d’Ercole, gli ha proposto l’incarico di assessore che, stavolta, il fisico ha accettato. E se la sua indubitabile esperienza da scienziato gioverà in qualche modo alla Sicilia, lo scopriremo tra qualche tempo.


FRANCO BATTIATO. Il maestro ricopre l’incarico di  assessore al Turismo. Dopo un breve momento di incertezza, la sua presenza è stata confermata. "Faremo tra l’altro una proposta di legge per creare nell’assessorato Turismo il Dipartimento alla Cultura, in modo da permettere a Franco Battiato una funzionalità operativa diversa", ha detto in seguito il presidente Crocetta. Franco Battiato è nato a Jonia (CT) nel 1945. Sin dai primi anni. Come rivelano le numerose fonti sulla sua figura, tra cui il sito ufficiale, dal '70 partecipa attivamente alle correnti di ricerca e sperimentazione. Le sue prime incisioni discografiche escono per l’etichetta sperimentale Bla Bla, dal 1971 al 1975. Nel 1979 pubblica "L'Era del Cinghiale Bianco", primo lavoro con la Emi Italiana. Seguono "Patriots" (1980) e, nel 1981, "La voce del Padrone" che staziona al vertice della classifica italiana per un anno vendendo oltre un milione di copie. Diventa un "caso", materia di studio e fonte d’ispirazione. Nel 1991 Battiato incide "Come un Cammello in una grondaia". L’album contiene anche il brano Povera Patria, che diviene un simbolo di impegno civile. Nel settembre del ’94, su commissione della Regione Siciliana per l’ottavo centenario della nascita di Federico II di Svevia, viene rappresentata nella Cattedrale di Palermo l’opera "Il Cavaliere dell’intelletto", su libretto del filosofo Manlio Sgalambro. Nell’autunno del ’96 la Polygram pubblica "L’imboscata". Uno dei brani dell’album, La cura, è riconosciuto Miglior Canzone dell’Anno al Premio Internazionale della Musica. Nel giugno 2000 esce "Campi magnetici", disco che contiene le musiche del balletto commissionate dal Maggio Musicale Fiorentino. Nel maggio 2003 esce nelle sale "Perdutoamor", esordio cinematografico alla regìa di Franco Battiato. Il film, scritto con Manlio Sgalambro e riconosciuto d’Interesse Culturale Nazionale, racconta la vita di Ettore nella Sicilia e nella Milano degli anni ’50 e ’60.


DARIO CARTABELLOTTA. Nato il 14/9/1969, palermitano, si è laureato in luglio 1992 in scienze agrarie presso la Facoltà di Agraria di Palermo con la votazione di 110/110 con lode e la menzione speciale sulla tesi "Le possibilità di utilizzazione della cianamide idrogeno nella viticoltura da tavola in Sicilia". In gennaio 1993 ha conseguito l’abilitazione alla professione di agronomo in aprile 1995 il diploma di specializzazione in agrometeorologia presso il FORMEZ di Napoli con stage specialistici al Servizio meteorologico dell’Emilia-Romagna, l’Ufficio Centrale di Ecologia Agraria e il Servizio Meteorologico Nazionale di Israele. Nel biennio Luglio 1992 - Ottobre 1994 è stato contrattista per attività di ricerca presso l’Università degli studi di Palermo-Dipartimento di Colture Arboree nell’ambito del progetto "Miglioramento qualitativo dell’uva da tavola". Nel periodo Ottobre 95 - Luglio 01, è stato Dirigente Tecnico del Servizio Agrometeorologico Regionale,Gennaio 98; nel periodo Agosto 2001 - Gennaio 2003, Dirigente della Segreteria tecnica dell’Assessore Regionale Agricoltura e Foreste con incarico alle politiche di innovazione in agricoltura; fra il mese di Agosto 02 e Dicembre 04, Dirigente Coordinatore della Task-force per l’emergenza siccità in zootecnia per la gestione degli interventi previsti dal Dipartimento nazionale della protezione civile; Gennaio 03 - Ottobre 06: Dirigente del IX Servizio Regionale - Servizi allo Sviluppo del Dipartimento Interventi strutturali dell’Assessorato Agricoltura e Foreste. Ha diretto l’attuazione dei progetti, tra gli altri: Innovazione e ricerca nella filiera vitivinicola: selezione clonale, zonazione e valorizzazione dei vitigni autoctoni siciliani con i seguenti sottoprogetti: Selezione genetica e sanitaria dei vitigni autoctoni siciliani; Studio dei fattori ambientali e colturali sulla sintesi dei metaboliti primari e secondari nelle cultivar autoctone ed internazionali; - Effetti salutistici dei vini siciliani; Recupero e valorizzazione del germoplasma viticolo presente presso il Vivaio - Miglioramento della qualità dell’olio di olivo in Sicilia; Caratterizzazione e valorizzazione dei prodotti di qualità dell’agroalimentare siciliano (vino, olio, ortofrutta, prodotti zootecnici) soprattutto finalizzata all’ottenimento del riconoscimento europeo DOP e IGP; la Realizzazione di una rete di laboratori per l’agroalimentare e l’ambiente in Sicilia - La ricerca agrometeorologica per la vocazionalità del territorio e l’efficienza dell’irrigazione; Agrobiodiversità e Risorse genetiche Vegetali per l’agricoltura e l’ambiente in Sicilia ecc…
Nel suo curriculm ci sono molti incarichi di responsabilità: Dirigente Generale del Dipartimento Interventi Infrastrutturali dell’Assessorato Agricoltura e Foreste della Regione Siciliana, Commissario Unico dei Consorzi di Bonifica della Sicilia; Dirigente generale dell’Istituto Regionale della Vite e del Vino della Regione Sicilia dove, tra l’altro, si è occupato della Certificazione dei Vini di Sicilia a Denominazione di Origine (DOC), quale soggetto riconosciuto dal MIPAF ai sensi della normativa comunitaria e a seguito di procedura di accreditamento internazionale per la comptenza, la specificità  e l’imparzialità; della Valorizzazione enogastronomica dei territori di Sicilia per favorire la vendita diretta, l’enoturismo e la formazione di una cultura Wine in Moderation secondo le strategie formulate dall’Unione Europea e della Formazione delle imprese su innovazione, export management ed enoturismo.


LUCIA BORSELLINO. Lucia Borsellino non è soltanto la figlia del giudice Paolo, ucciso dalla mafia nella strage di via D’Amelio del ’92. Lucia Borsellino è anche una giovane donna, laureata in farmacia, che da pochi giorni ricopre l’incarico di assessore alla Sanità della giunta Crocetta. Ma il neoassessore, che in giunta ha preso il posto di Massimo Russo, al quale è considerata molto vicina, in realtà lavora per la Regione da parecchio tempo. Finiti gli studi e presa l’abilitazione, infatti, ha iniziato a lavorare all’assessorato alla Salute. La Borsellino ha iniziato la sua carriera come dirigente presso il servizio "Farmaceutica", con competenze in materia di assistenza farmaceutica e farmacovigilanza. Nel 1995 è diventata componente della commissione di studio per la revisione e l’aggiornamento del "prontuario terapeutico ospedaliero regionale", dove sarà poi riconfermata nel ’99 e, in seguito, è stata membro della commissione regionale trapianti. Nel corso della sua carriera ha lavorato anche per il decentramento delle farmacie nella regione e ha bandito concorsi per l’assegnazione di sedi farmaceutiche, fino a quando è diventa dirigente del servizio "Ospedalità privata", dove si è occupata di strutture sanitarie di ricovero e di cura private e di ambulatori polispecialistici di emodialisi. Quando Massimo Russo è diventato assessore alla Salute del governo Lombardo, la figlia del magistrato è entrata a far parte della segreteria tecnica dell’assessore, con il quale ha lavorato al cosiddetto "piano di rientro". L’accordo, siglato tra la Regione Siciliana e il Ministero della salute, prevedeva una serie di interventi  finalizzati a ristabilire l’equilibrio economico-finanziario della regione, era stato firmato nel 2007, ma in seguito alle vicissitudini del governo regionale (Totò Cuffaro si è dimesso nel 2008), è stato poi considerato mantenuto soltanto il 6 aprile scorso, quando il Ministero ha ritenuto adeguato il programma operativo del triennio 2010-2012. L’ultimo ruolo istituzionale che la Borsellino ha ricoperto è stato quello di dirigente generale del dipartimento attività sanitarie e osservatorio epidemiologico, dal quale si è dimessa dopo aver accettato la proposta del neogovernatore di entrare in giunta. Insomma, Lucia Borsellino aveva tutti i requisiti che il presidente della Regione cercava in qualcuno che potesse ricoprire il ruolo di assessore nella sua giunta: un nome importante, un alto profilo lavorativo, la giovane età  e, soprattutto, il genere. Lucia Borsellino è una donna, la prima nominata in un governo (quasi) tutto "rosa".


MARIELLA LO BELLO. Candidata a sindaco di Agrigento alle amministrative scorse, Mariella Lo Bello, sindacalista della Cgil, è il nuovo assessore al Territorio, in quota Pd,  della giunta Crocetta. Sposata, mamma di due figli e nonna, la Lo Bello ha 55 anni ed è nata ad Agrigento, dove vive tutt’ora e dove ha preso la maturità scientifica.Dopo due anni alla facoltà  di matematica ha abbandonato gli studi e ha cominciato a lavorare alle Poste, ma entrata nel mondo del lavoro, subito ha iniziato la sua esperienza nel sindacato: ad Agrigento è stato il primo segretario generale donna del sindacato dei pensionati, poi è approdata alla Camera del lavoro della sua città ed in seguito è diventata segretario provinciale della Cgil. Mai stata impegnata in politica, mai fatto vita di partito, la Lo Bello ha avuto qualche esperienza all’interno di circoli socialisti, ma alle ultime elezioni amministrative è stata candidata a sindaco di Agrigento da una coalizione che comprendeva Pd, Mpa, Fli e Api. Avendo, però, ottenuto poco più di 5 mila voti, non è riuscita ad approdare al ballottaggio.


ESTER BONAFEDE. Ester Bonafede si laurea in architettura il 26 Ottobre 1989 presso l’Università degli Studi di Palermo con la votazione di 110 e lode. Si abilita all’esercizio della professione di Architetto nella II sessione del 1989 conseguendo il Dottorato di Ricerca in "Rilievo e Rappresentazione del Costruito con sede amministrativa", presso l’Università di Palermo. Sostiene l’esame finale, invece, all’Università "La Sapienza" di Roma il 12 Maggio 1998 e pubblica la Tesi, dal titolo: "Carlo Scarpa: il Dominio del Dettaglio" depositata, in seguito, nella Biblioteca Nazionale di Firenze. Fin dai primi anni della sua carriera riceve incarichi di docenza presso l’Università di Palermo, nonché di progettazione comunitaria e progetti speciali. Dal 2006 al 2011 la dottoressa Bonafede riveste il ruolo di Consigliere nel Consiglio di Amministrazione della Fondazione Teatro Massimo di Palermo. Dal 2011 è membro, in quota comune di Menfi, del Consiglio di Amministrazione della società Marina, amministrando la progettazione del nuovo Porto, di Porto Palo e dallo scorso Aprile ricopre la carica di assessore alla cultura del comune di Sambuca di Sicilia. Tra i diversi mandati si annoverano quelli di stampo artistico e  culturale, infatti dal 2007 ad oggi, la dottoressa Bonafede è sovrintendente della  Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana.


LINDA VANCHERI. È laureata in lingue contemporanee e straniere moderne. Nissena d’adozione ha prestato prevalentementa la sua opera per la Confindustria, dove ha collaborato a lungo con l’attuale Presidente di Confindustria Sicilia, Antonello Montante. In particolare, ha esercitato i seguenti ruoli per Confindustria Sicilia: Responsabile Internazionalizzazione Orientamento e coordinamento della rete d’internazionalizzazione; Responsabile di presidenza dei rapporti istituzionali con il territorio; Team supporter per i protocolli di promozione e diffusione della cultura della legalità con le Istituzioni; Responsabile di Direzione dei rapporti di comunicaziuone con la stampa.    Linda Vancheri ha affiancato l’ex assessore assessore alle attività produttive, Marco Venturi, durante il governo Lombardo. E’ stata componente esterna della Cabina di regia della Commissione per l’Internazionalizzazione presso il CIPE, Presidenza Consiglio dei Ministri. Ha lavorato per l’Unmioncamere Sicilia e l’Ufficio immigrazione della Questura di Caltanissetta.


NICOLO' MARINO. Riceve le deleghe all’Energia e ai servizi di pubblica utilità. Il magistrato della Dda di Caltanissetta, è espressione diretta del presidente. Il suo ruolo consiste nel "fare l’assessore continuando a fare il magistrato". Nicolò Marino è nato a Caltagirone nel 1960. Magistrato dal 1986, ha iniziato la carriera come giudice del Tribunale e della Corte di Assise di Siracusa; dal 1990 al 2003 ha svolto le funzioni di sostituto della Procura della Repubblica di Catania, presso la quale ha fatto parte della Direzione Distrettuale Antimafia. L’incarico più recente infine quello di procuratore antimafia della Dda di Caltanissetta.


NELLI SCILABRA. Tecnico della poltica è invece Nelli Scilabra, agrigentina, la risposta più d’impatto che Crocetta, al limite della proovocazione ha voluto dare, rispondendo alle istanze del mondo giovanile. La Scilabra è stata ad un passo dall’essere candidata alle scorse politiche, e pur non riassumendo un area di riferimento, è vicina a Pino Apprendi. Porterà le istanze della rappresentanza universitaria da cui proviene, nel difficile momento di dialogo tra giovani e politica.


PATRIZIA VALENTI. Nata il 15/01/1959, è responsabile dell’Area Ricerca e Sviluppo dell’Università di Palermo. Laureata in Scienze agrarie e tecniche di gestione aziendale, ha conseguito nel 1991 l’abilitazione all’insegnamento nelle scuole medie superiori per la classe di concorso. Ha ottenuto una  Borsa di studio della Commissione Europea per l’approfondimento delle tematiche relative alla fisica del suolo ed il completamento della tesi di laurea, a carattere sperimentale, inserita nel programma Agrimed della CEE, svolta presso la Station de Science du Sol – INRA Avignon (France), nel periodo dal Maggio 1993 al Novembre 1993.  E’ stata Dirigente della Direzione Rapporti Extraregionali della Presidenza della Regione per il coordinamento tra le amministrazioni regionali e quelle statali e comunitarie per l’attuazione dei programmi cofinanziati con i fondi strutturali in Sicilia (Programmi Operativi Plurifondo, LEADER, progetto pilota Agrind,..); Capo della Segreteria tecnica del Presidente della Regione nella XIV Legislatura, Presidente del Consorzio Autostrade Siciliane (CAS) dal 4 aprile 2008 al 20 luglio 2009, Capo di Gabinetto dell’Assessore regionale all’Agricoltura e alle Foreste, con compiti di raccordo con gli altri organi istituzionali nonchè tra le attività di indirizzo e le attività di gestione dell’Assessorato; Capo di Gabinetto Vicario dell’Assessore regionale al Territorio ed Ambiente, con delega  ai piani di sviluppo settoriali ed alla programmazione economico-finanziaria, nonché alla programmazione regionale, nazionale e comunitaria. Ha svolto attività didattica nell’ambito dei corsi di aggiornamento professionale.

FRANCESCA D’AMELIO. Francesca Basilico D’Amelio non ci capita né ci arriva per caso nelle stanze della politica siciliana. E Se il gradimento dell’area D’Antoni ha completato l’identikit cercato da Crocetta per un posto in giunta di prestigio, non è forse sbagliato immaginare che il nuovo governatore abbia voluto mettersi dentro una persona autorevole di raccordo con Roma, sia nella stagione del montismo, al di là di ogni sua eventuale e possibile replica, sia nei governi politici che potranno succedergli, viste le frequentazioni bipartisan del nuovo assessore. Conosciuta ed apprezzata da Bersani, ha ricoperto tra gli altri, i seguenti ruoli : capo della segreteria tecnica del Ministero dello Sviluppo, capo della segreteria tecnica del Ministero dell Salute ed è stata anche nel consiglio d’Amministrazione del Consiglio superiore della Sanità. Avrà certamente da affrontare il delicatissimo problema della finanze dellla Regione della Sicilia, e rendersi uffciale di collegamento più che credibile nel difficile dialogo romano.

ANTONINO BARTOLOTTA. Una piccola eccezione al teorema per cui non ci dovevano essere politici in giunta per Bartolotta Crocetta in effetti l’ha fatta. Bartolotta, 42 anni è segretario provinciale del PD di Messina e già sindaco di Savoca ed ha ricoperto diversi ruoli con incarichi politici nel territorio messinese. Crocetta punta su di lui anche per le buone entrature nell’area di centro anche al di fuori del PD. Si dice infatti sia apprezzato anche negli ambienti d’area del centro post democristiano. [Fonte: SiciliaInformazioni.com]

martedì 20 novembre 2012

Il giallo del ragioniere di Berlusconi rapito in casa per una notte, 6 arresti


Chi è Spinelli: l'uomo di Berlusconi che pagava le olgettine



Vittima di un sequestro lampo insieme alla moglie. Portò ad Arcore 20 milioni di euro.

Sequestrato per una notte, insieme alla moglie, per proporgli l’acquisto di documenti scottanti che avrebbero aiutato Berlusconi nel processo sul lodo Mondadori. Di Giuseppe Spinelli, vittima del drammatico episodio, si sa per certo che è un uomo molto vicino al Cavaliere. 
71 anni, è considerato il “tesoriere” di Berlusconi, ma è stato anche per anni consulente dell’ex moglie Veronica Lario.

Il suo nome è diventato noto ai più nell’ambito dell’inchiesta su Ruby, e in particolare per il suo ruolo di pagatore delle olgettine, le ragazze - residenti in via Olgettina - ospiti delle serate di Arcore. 

La perquisizione e la “tutela” di Berlusconi

Famoso l'episodio in cui, la mattina del 14 gennaio 2011, i pm che indagano sul caso Ruby si presentarono alla porta dei suoi uffici milanesi per perquisirli, e si sentirono rispondere che non potevano farlo perchè lo studio aveva la tutela della segreteria politica di Berlusconi.


Portò ad Arcore 20 milioni di euro

Sempre Spinelli avrebbe dato, ha dichiarato lui stesso ai magistrati, almeno 8.500 euro in due tranche a Ruby. Di più. Ha spiegato di aver portato ad Arcore tra il 2009 e il 2010 circa 20 milioni di euro.
“Berlusconi mi chiedeva contante da portare nelle casse di Arcore”: ha detto. “Facevo tutto su sua disposizione, non ho mai preso una mia iniziativa. Abbiamo aiutato e stiamo aiutando tante persone”. 


Ultimo aggiornamento: 19/11/12

 




Sequestro lampo e ricatto per Spinelli,
il “cassiere” di Berlusconi: sei arresti


I malviventi hanno trattenuto 
l’uomo e la moglie in casa a Milano 
per diverse ore: «Abbiamo un 
dossier che potrebbe ribaltare 
l’esito del Lodo Mondadori»
PAOLO COLONNELLO
MILANO

Un’esca ghiottissima, quasi irresistibile: un dossier contro il nemico storico del Cavaliere, Carlo De Benedetti, documenti sul “Lodo Mondadori” e schede su magistrati. In cambio 35 milioni di euro. E’ stata questa “l’ideona” di una banda formata da tre italiani e tre albanesi, capeggiata da un ex pentito barese, per ottenere soldi da Silvio Berlusconi organizzando il sequestro lampo del suo ragioniere di fiducia, Giuseppe Spinelli, l’uomo che fino a qualche mese fa aveva il compito di “saldare” i capricci delle “Olgettine” e pagare loro il mensile deciso dal Cavaliere, così come emerso dall’inchiesta e dal processo “Ruby”. I 6 uomini, evidentemente molto appassionati di cronache giudiziarie, sono  stati tutti arrestati questa notte e all’alba. Si tratta di Francesco Leone, 51 anni, barese, considerato il capo, un lungo curriculum giudiziario, specializzato proprio in sequestri lampo a scopo di estorsione e rapina. Dal ’90 al ’96 è stato un “collaborante” di giustizia. Poi, una volta uscito dal programma di protezione è tornato alla vecchia attività di sempre; Pierluigi Tranquilli, incensurato, commerciante di vini di Orvieto,molto legato a Leone; Alessio Maier, comasco, precedenti per traffico di autovetture rubate. Quindi, i tre albanesi, tutti personaggi pericolosi: Tanko Ilirjan, residente ad Asolo, Anuta Marjus, residente a Follonica e Tanko Laurenc, residente a Castelfranco Veneto nonché già ricercato per rapina. Lo hanno arrestato nella casa della sorella a Brescia. Tutti e tre hanno precedenti per rapine ed estorsione.  

Le cose sarebbero andate così. La sera del 15 ottobre scorso, il ragionier Spinelli, tornato a casa un po’ più tardi del solito, verso le 22, ha trovato ad attenderlo sul pianerottolo di casa due uomini armati di pistola che dopo averlo minacciato lo hanno spinto all’interno del suo appartamento a Bresso, dove da anni il ragioniere, custode dei segreti contabili di Berlusconi, vive con la moglie Anna. La coppia è stata immobilizzata sul divano in attesa dell’arrivo del “capo”, l’ex pentito barese Francesco Leone, che si è presentato nel cuore della notte con un singolare paio di scarpe da ginnastica rosse, dettaglio che si è rivelato in seguito fatale per la banda di sequestratori. 

La trattativa è veloce: la banda vuole soldi da Berlusconi in cambio di materiale informatico che a loro dire sarebbe in grado di ribaltare la sentenza sul Lodo Mondadori (costata in sede civile a Mediaset mezzo miliardo di euro), dossier su alcuni magistrati, su Carlo De Benedetti, su Gianfranco Fini. Insomma, un minestrone di veleni pronto da mangiare e servire caldo e fumante al Cavaliere. Spinelli avrebbe atteso fino alle 9 per chiamare Berlusconi e solo a quel punto i banditi, dopo aver dichiarato di volere in cambio 35 milioni, se ne sarebbero andati, con la minaccia di tornare se le loro richieste non fossero state esaudite.  

A questo punto sarebbe intervenuta la scorta di Berlusconi che invece di allertare immediatamente la magistratura, su ordine di Berlusconi, avrebbe portato la coppia Spinelli in una località segreta. Soltanto il pomeriggio del giorno dopo, il 17 ottobre, gli avvocati Ghedini e Longo avrebbero avvisato il procuratore aggiunto Ilda Boccassini e il 18 la coppia Spinelli si è fatta interrogare. A questo punto il magistrato, insieme alla squadra mobile e alla polizia giudiziaria del palazzaccio, lavorando sui dettagli della notte del sequestro rimasti impressi alla coppia Spinelli e visionando i filmati delle telecamere della zona intorno all’abitazione della coppia, è riuscita in capo ad un mese ad individuare e far arrestare la banda di ricattatori. Che, si è scoperto grazie alle intercettazioni telefoniche, stava cercando di recuperare altri milioni di euro, di provenienza ancora oscura.


Il giallo del ragioniere di Berlusconi
rapito in casa per una notte, 6 arresti

Il 15 ottobre Spinelli bloccato in casa da uomini armati che chiedono 35 milioni in cambio
di documenti sul Lodo Mondadori. Un mese dopo sono scattate le manette per i responsabili
del rapimento, mentre nell'atto d'accusa del pm emerge l'ipotesi di un riscatto da 8 milioni
De Benedetti: "Ridicola l'ipotesi che esistano carte per capovolgere la sentenza Mondadori"

di PIERO COLAPRICO




Un sequestro-lampo ha lasciato per una notte intera Giuseppe Spinelli, il ragioniere di Berlusconi, nelle mani di banditi armati e mascherati. L'hanno liberato solo dopo una telefonata di prima mattina all'ex premier. Un'indagine-lampo è stata la risposta a questo attacco anomalo, dai contorni ancora oscuri. Gli arrestati sono sei: Francesco Leone, ex pentito pugliese di 51 anni, specializzato in questo genere di reati, arrestato a Paliano (Frosinone), Pierluigi Tranquilli, di 34 anni, residente a Olevano Romano (Roma), pregiudicato, e Alessio Maier, di 46 anni, residente a Malnate (Varese), anche lui con precedenti. Oltre a questi 3, ritenuti gli organizzatori e gli ideatori del sequestro, ci sono 3 albanesi pregiudicati di 33, 28 e 39 anni. Gli arrestati saranno interrogati mercoledì.



Secondo la ricostruzione di Alessandro Giuliano  Marco rispettivamente capo della squadra mobile e funzionario capo della polizia giudiziaria di Milano, lunedì 15 ottobre, come spesso capita di lunedì, giorno di pagamenti a 'Olgettine' e altri, di prelievi in contanti e di gestione dei conti delle dimore berlusconiane, Spinelli torna a casa sua più tardi del solito. Appena esce dall'ascensore e suona alla porta, viene aggredito da un paio di uomini. Hanno le pistole in pugno, lo spingono dentro l'appartamento, immobilizzano la moglie e li costringono a stare su un divano, in attesa del capo, che arriva nel cuore della notte. 



Che cosa vogliono? Soldi da parte di Berlusconi. In cambio offrono del materiale informatico che riguarda il Lodo Mondadori, mostrano su un foglio di carta a Spinelli nomi di magistrati, parlano di Gianfranco Fini come di un uomo disposto a trafficare con la magistratura per rovinare Berlusconi. Spinelli in effetti chiama, parla con Berlusconi, i banditi se ne vanno. Vogliono una cifra altissima, sui 35 milioni di euro.



Subito dopo il sequestro, Giuseppe Spinelli, come emerge dalla sua deposizione e da quella della moglie, si reca a casa di Berlusconi. "Io mi spesi molto con il Cavaliere - ha aggiunto sempre ai pm Spinelli - dicendo che si doveva fidare di me, che quello che avevo visto era valido e che conveniva pagare  per ottenere questo filmato". A quel punto, Berlusconi fa intervenire la sua scorta: Spinelli e la moglie vengono portati in località segreta. Scorre martedì 16 ottobre, il giorno dopo lo studio Ghedini-Longo avvisa la Procura milanese e interviene Ilda Boccassini, con interrogatori delle vittime e indagini sul territorio. Un mese dopo, gli arresti.



E' stato un dettaglio quasi da romanzo, le scarpe da ginnastica rosse (del Milan) del capo, a imprimere una svolta alle indagini. Nel senso che tutti erano mascherati, ma interrogati dal procuratore aggiunto antimafia Boccassini, Giuseppe Spinelli e sua moglie Anna, hanno raccontato di aver visto soltanto queste scarpe rosse. E che nei giorni precedenti avevano notato 'movimenti' di estranei intorno alla casa, e anche all'interno del palazzo, circostanza notata anche da altri inquilini.



Pochi dettagli, ma grazie alle telecamere di sicurezza, la polizia giudiziaria del palazzo di giustizia e la squadra mobile hanno trovato sia un numero di targa, sia un'impronta digitale. E da lì si è snodato il filo, ancora ingarbugliato, di questo sequestro anomalo, organizzato dall'ex pentito barese, affiliato al clan Parisi, Francesco Leone. E' lui che offre materiale informatico che riguarda anche Carlo De Benedetti e il Lodo Mondadori. Spinelli, minacciato, aveva il compito di spiegare a Berlusconi perché quel materiale potesse essere importante. Berlusconi e l'avvocato Ghedini avevano però preso tempo e, intanto, le intercettazioni telefoniche hanno svelato che la banda stava cercando di recuperare altri milioni di euro, di provenienza ancora oscura.



Nella sua deposizione agli inquirenti Spinelli ha detto di aver visto i documenti in possesso dei sequestratori, ma al momento di questi non ci sono tracce. Insieme agli arresti, proprio per cercare ulteriori prove, sono scattate numerose perquisizioni. 



C'è anche l'ipotesi riscatto tra quelle al vaglio della Procura di Milano nell'ambito dell'inchiesta. Riferendosi a una "grossa somma di denaro" che sarebbe attorno agli 8 milioni della quale parlano Leone e Maier al telefono, il pm - è scritto nell'ordinanza di custodia cautelare - "ipotizza che possa trattarsi di una parte del riscatto che potrebbe essere stato pagato in un momento successivo al rilascio degli ostaggi". Il gip, tuttavia, invita alla cautela: "una ricostruzione possibile, come è anche possibile che il denaro sia riconducibile ad altri affari illeciti di Francesco Leone, che non è nuovo alla commissione di reati come quello per cui si procede".



E tornando alle cronache di quei due giorni, L'Huffington Post ricorda una vicenda che alla luce di quanto scoperto oggi fa sorgere il dubbio su un possibile ruolo di Berlusconi nelle ore immediatamente successive al sequestro. Il 17 ottobre, prima della segnalazione alla Procura di quanto avvenuto, Silvio Berlusconi annullò impegni importanti, come un pranzo con Mario Monti e un appuntamento del Partito popolare europeo a Bucarest. La motivazione ufficiale: un improvviso attacco influenzale.



Sulla vicenda Spinelli interviene anche Carlo De Benedetti:  "Ritengo assolutamente ridicola

l'ipotesi dell'esistenza di carte che possano ribaltare la sentenza del Lodo Mondadori". Queste le parole del presidente onorario di Cir, che ha risposto ai cronisti a Milano a margine della presentazione del libro di Bruno Tabacci 'Il pensiero libero'. "Si tratta con ogni evidenza - ha proseguito De Benedetti - di criminalità, una materia di cui si deve occupare la giustizia e mi pare che gli inquirenti lo stiano facendo".
(19 novembre 2012)

IL GIALLO - UNO DEGLI ARRESTATI AVEVA GIÀ ORDINATO UNA FERRARI

Spinelli ai pm: «Dopo andai da Berlusconi» Ipotesi riscatto da 8 milioni di euro

I sei arrestati avevano tra le mani una «grossa somma». Il gip invita alla cautela. Gli impegni annullati dell'ex premier 


MILANO - Il 16 ottobre, subito dopo il sequestro, Giuseppe Spinelli, come emerge dalla sua deposizione e da quella della moglie, si recò a casa di Berlusconi. Da Arcore rincasò verso le 15. «Ho riferito a mia moglie» - ha detto ai pm - che «per ragioni di sicurezza» bisognava «dormire altrove». Quando i pm gli hanno chiesto se poi fosse o meno arrivata una telefonata da parte dei suoi sequestratori, Spinelli ha risposto: «Certo, nei termini che ora riferirò». «Dopo che ho raccontato i fatti al presidente Berlusconi, costui mi ha detto che dovevo necessariamente per ragioni di sicurezza dormire altrove, cosa che si è verificata (...). Quindi, quando sono tornato a casa l'ho riferito a mia moglie, lei ha cominciato a fare le valigie e in quel frangente, verso le 15, è arrivata sull'utenza fissa di casa una telefonata. Sicuramente non era uno dei tre sequestratori, perché ho avuto tante ore per imprimermi la loro tonalità di voce». Il ragioniere ha quindi ricordato che «questa persona mi ha subito chiamato Giuseppe e mi ha chiesto cosa si fosse deciso a riguardo alla proposta che avevano fatto. Io ho risposto - continua il verbale - che in quei termini non era accettabile, che avevo cercato di convincere Berlusconi che voleva vedere però i filmati e fare una cosa più trasparente». 

IL FILMATO SU FINI - Spinelli ha detto ai pm che tra il «materiale di scambio» offerto dai sequestratori c'era un video in cui il presidente della Camera Gianfranco Fini sarebbe stato ripreso mentre parlava con i tre giudici della corte d'appello di Milano che hanno trattato la causa del Lodo Mondadori. Fini nel filmato avrebbe chiesto aiuto ai giudici «per mettere in difficoltà Berlusconi». Secondo i rapitori, per questo filmato Berlusconi «sarebbe stato grato per tutta la vita». Il video è stato offerto dai rapitori a Berlusconi, assieme ad altri documenti, per 35 milioni di euro. Questo cd non è mai stato trovato dagli inquirenti. «Anche se non fa ridere, è una barzelletta», è stato il commento di Fini, affidato al profilo Twitter del suo portavoce Fabrizio Alfano.

LA TELEFONATA AD ARCORE - Giuseppe Spinelli la mattina del 16 ottobre, presenti nella sua casa i sequestratori, chiamò Silvio Berlusconi ad Arcore. «La prima telefonata - ha raccontato ai pm - l'ho fatta alle 7.30, ma era troppo presto, mi ha risposto la guardia e mi ha detto di chiamare dopo le 8.10». Riuscito più tardi a parlare con l'ex premier, Spinelli gli parlò del filmato e della richiesta di denaro: «Io mi spesi molto con il Cavaliere Berlusconi dicendo che si doveva fidare di me, che quello che avevo visto era valido e che conveniva pagare per ottenere questo filmato», ha riferito Spinelli. «Dissi a Berlusconi che i 35 milioni richiesti erano il 6% di 560 milioni di euro», ha aggiunto (560 milioni è la somma che la corte d'Appello di Milano ha fissato come risarcimento da Berlusconi a De Benedetti nella causa sul lodo Mondadori). «Berlusconi - ha proseguito Spinelli - disse che a questo punto non sarebbe più partito per Roma, cosa prevista proprio per la mattina del martedì, che mi avrebbe aspettato lì ad Arcore con il filmato». «Naturalmente - spiega ancora il ragioniere - gli aggressori, che sentivano quello che diceva Berlusconi, mi facevano cenno con la mano di no e cercai ancora di convincere il Cavaliere che conveniva pagare per ottenere questo filmato». Secondo Spinelli però, «evidentemente» l'ex premier «che mi conosce da una vita e sa che io non mi permetto mai di insistere più di tanto, ha avuto qualche perplessità, tant'è che disse "Le faccio telefonare dall'avvocato Ghedini" e la telefonata finì lì».
GLI IMPEGNI ANNULLATI DI BERLUSCONI - Quel giorno e il giorno seguente Silvio Berlusconi a causa, è stato detto, di problemi di salute, saltò in effetti due importanti impegni ufficiali. Il primo è un pranzo con il premier Mario Monti, previsto a Roma appunto per il 16 ottobre (il giorno della conclusione del sequestro Spinelli), saltato a causa di una indisposizione del Cavaliere. Il secondo forfait fu legato ad un impegno all'estero dell'ex premier, previsto per il 17 ottobre: il congresso del Ppe a Bucarest. Alle polemiche il leader del Pdl Angelino Alfano aveva replicato: «Consiglierei una lettura molto democratica. L'influenza è una cosa che colpisce tutti e in questa fase anche lui».
LA CONTRATTAZIONE - Spinelli parlò poi al telefono con Ghedini. Il legale ha raccontato di aver detto a Spinelli, a proposito della proposta fatta dai rapitori: «Guardi, possiamo anche parlarne, possiamo anche decidere di pagare, però lei deve venire ad Arcore e portare copie dei documenti». Il ragioniere secondo la ricostruzione dell'avvocato, in quel momento gli ha risposto di non potersi muovere. «Gli ho risposto: "Se noi non vediamo i documenti non paghiamo una lira". E così li ho convinti a liberarli», ha riferito Ghedini. «In realtà non avevano in mano nulla», ha aggiunto. Subito dopo il sequestro, Giuseppe Spinelli, come emerge dalla sua deposizione e da quella della moglie, si recò a casa di Berlusconi. Da Arcore rincasò verso le 15. «Ho riferito a mia moglie» - ha detto ai pm - che «per ragioni di sicurezza» bisognava «dormire altrove».
IPOTESI RISCATTO - C'è anche l'ipotesi riscatto tra quelle al vaglio della procura di Milano nell'ambito dell'inchiesta, che ha portato all'arresto di sei persone. Facendo riferimento a una «grossa somma di denaro», il pm «ipotizza che possa trattarsi di una parte del riscatto che potrebbe essere stato pagato in un momento successivo al rilascio degli ostaggi ma non monitorato»: così si legge nell'ordinanza di custodia cautelare. Il gip Paola Di Lorenzo, tuttavia, invita alla cautela: «una ricostruzione possibile, come è anche possibile che il denaro sia riconducibile ad altri affari illeciti di Francesco Leone (il capobanda, ndr) che non è nuovo alla commissione di reati come quello per cui si procede». Che i soldi fossero tanti è certo: per esempio risulta che Tranquilli, uno degli arrestati, «abbia di recente ordinato una Ferrari 458 Spider, verosimilmente contando di avere a breve la disponibilità di un ingente somma di denaro».
8 MILIONI DI EURO - La «grossa somma di denaro» in questione sarebbe di 8 milioni di euro. In una telefonata tra due indagati, Maier e Leone, si fa riferimento a questi 8 milioni e parlando tra loro, intercettati, i due pianificano come poterli portare in Svizzera dopo averli prelevati dalle cassette di sicurezza. Maier: «Se loro li fermano e dicono "ma..." e aprono e fanno la perquisizione, allora dico "eccoli qua che ci stanno aspettando", allora vuol dire che me li riporto a casa, capito?». Leone: «Quindi loro con una busta vuota, va l'altro con la busta vuota e tu con tutte e due le buste, quella del Credito Valtellinese e quella di Buguggiate, giusto?».
LE CASSETTE DI SICUREZZA - I malviventi avevano appena acceso tre cassette di sicurezza: una presso il Credito Valtellinese e le altre due presso la Banca di Credito Cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate. «L'accensione delle tre cassette di sicurezza pare proprio collegata con il sequestro dei coniugi Spinelli», scrive il gip nell'ordinanza di custodia cautelare. «Gli stessi indagati paiono attribuire estrema importanza la contenuto delle cassette, tanto da volerne trasferire il contenuto in Svizzera per evitare "ingerenze" delle forze dell'ordine», aggiunge il gip. «I due convengono di riprovare a ritirare il denaro lunedì prossimo (19 novembre, ndr)», scrive il gip nell'ordinanza di custodia cautelare citando la conversazione intercettata. «Io lunedì mattina appena apre vado a Buguggiate, faccio l'operazione, vado a Varese, metto tutto in sicurezza a casa, punto e siamo a cavallo» sono le parole che Maier dice al capo della banca Francesco Leone.
L'ARRESTO - A mandare a monte il piano sono stati gli agenti della Questura di Milano che, coordinati dalla Dda, la mattina del 19 novembre hanno stretto le manette ai polsi dei sei presunti responsabili. Un primo tentativo di ritirare il denaro era sfumato il 15 novembre, quando i malviventi erano andati nelle filiale della Banca di Credito Cooperativo di Buguggiate «chiusa per rapina» e al Credito Valtellinese dove l'accesso al locale in cui sono custodite le cassette di sicurezza è inibito per un non meglio precisato «incidente». Erano tutti stratagemmi della polizia per impedire di arrivare al denaro, hanno spiegato gli investigatori.
BRUTI LIBERATI - «Al momento quel che è certo è che la Procura ha contestato il reato di sequestro a scopo di estorsione», ha dichiarato il procuratore della Repubblica di Milano Edmondo Bruti Liberati. Bruti, rispondendo alla domanda se gli inquirenti ipotizzassero anche un pagamento del riscatto, ha risposto che «le ipotesi al vaglio sono tante - ha ribadito -, indaghiamo a 360 gradi e le indagini sono in corso, per ora sappiamo che è stato un sequestro a scopo di estorsione».
DE BENEDETTI - «Ritengo assolutamente ridicola l'ipotesi dell'esistenza di carte che possano ribaltare la sentenza del Lodo Mondadori», ha affermato Carlo De Benedetti, presidente onorario di Cir. «Si tratta con ogni evidenza - prosegue - di criminalità, una materia di cui si deve occupare la giustizia e mi pare che gli inquirenti lo stiano facendo».
Redazione Milano online19 novembre 2012 | 20:49

Il sequestro di Spinelli: il mistero delle 36 ore. Berlusconi ha avuto un ruolo dopo il rilascio del ragioniere? Perchè saltò un pranzo con Monti? Otto milioni di riscatto?(FOTO)

Giuliano

L'Huffington Post  


Incrociando le immagini delle telecamere e dei tabulati telefonici, gli inquirenti sono riusciti a ricostruire le attività ed i movimenti dei sei componenti della banda (tre italiani, tre albanesi: guarda le foto in fondo alla pagina) che il 15 ottobre ha sequestrato a Bresso (Monza) il ragioniere Giuseppe Spinelli, tesoriere di Silvio Berlusconi, e sua moglie, e ad arrestarli.
E' ancora da ricostruire, invece, con esattezza:
1) cosa avviene per undici ore in casa di Spinelli, mentre il ragioniere e la moglie sono in balia dei banditi;
2)cosa avviene nelle trentasei ore che vanno dalla mattina del 16 ottobre, quando i sequestratori lasciano casa Spinelli e il pomeriggio del 17 ottobre, quando gli avvocati di Berlusconi, Niccolò Ghedini e Piero Longo, segnalano al Procuratore della Repubblica di Milano, Edmondo Bruti Liberati, il sequestro.
Il punto intanto è: perché passa così tanto tempo prima che gli avvocati di Berlusconi decidano di inoltrare la denuncia?

Ne consegue una serie di dubbi: Berlusconi ha un ruolo ( e quanto attivo) nelle trentasei ore successive al rilascio di Spinelli? Incontra il suo cassiere? Lo ospita ( e dove) , dal momento che è stata la sua scorta a prelevarlo da casa sua? Cosa si dicono? Quando intervengono gli avvocati Ghedini e Longo?

C'è anche l'ipotesi di un riscatto pagato, tra quelle al vaglio della procura di Milano che indaga sul sequestro-lampo del ragioniere. Nell'ordinanza di custodia cautelare nei confronti dei sei arrestati, il Gip scrive che il pm ipotizza circa "lo spostamento di denaro da una cassetta di sicurezza di uno degli arrestati in una banca svizzera" che "possa trattarsi di una parte del riscatto che potrebbe essere stato pagato in un momento successivo al rilascio degli ostaggi ma non monitorato". La somma non è minima: si parla di otto milioni di euro. Il Gip, tuttavia, invita alla cautela: "una ricostruzione possibile, come è anche possibile che il denaro sia riconducibile ad altri affari illeciti di Francesco Leone ( uno degli arrestati, ndr:), che non è nuovo alla commissione di reati come quello per cui si procede".
Di sicuro Silvio Berlusconi in quei giorni ha comportamenti che, riletti alla luce delle notizie di oggi, gettano ancor più misteriose ombre sulla vicenda del sequestro del ragionier Spinelli.



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La ricostruzione del rapimento. Secondo quanto ricostruito finora, Spinelli rientra a casa, a Bresso (Monza), dopo le 22 del 15 ottobre e, insieme alla moglie, rimane nelle mani dei rapitori per 11 ore, fino alle 9 del giorno successivo.


Il ragioniere viene aggredito non appena la moglie gli ha apre la porta di casa. Travolto sul pianerottolo e spintonato dentro l'appartamento da Francesco Leoni, regista della banda, e due dei tre albanesi. E' probabile che il terzo albanese e gli altri due italiani siano nei pressi per dare supporto logistico. Spinelli e la moglie vengono trattati prima con una certa durezza, forse per intimorirli, poi gentilmente sino al rilascio. I banditi chiedono 35 milioni di euro, in cambio di documenti che permetterebbero di ribaltare la sentenza sul Lodo Mondadori, che costringe Berlusconi a pagare oltre 500 milioni di euro a Carlo De Benedetti.
Il sequestro si protrae fino alle 9 del mattino del giorno dopo, semplicemente perché Spinelli convince i sequestratori di non poter raggiungere telefonicamente Berlusconi prima di quell'ora. E infatti quando la cosa avviene, i tre se ne vanno, pur dicendo che torneranno presto a farsi sentire.

Durante la telefonata Berlusconi sarebbe stato consapevole della presenza dei malviventi, ma secondo il capo della squadra mobile di Milano, Alessandro Giuliano, non ci sarebbe stato comunque alcun contatto diretto tra i rapitori e il Cavaliere.

Liberato e rimasto in casa solo con la moglie, Spinelli viene prelevato dalla scorta di Berlusconi e portato in un luogo sicuro. Due dei sequestratori tentano nei giorni successivi per due volte (sia il 17 che il 18 ottobre) di richiamare il ragioniere sul telefono fisso utilizzando una cabina telefonica di Malnate, in provincia di Varese. Ma Spinelli non c'è.


E' andata esattamente così? Molto si ragiona in queste ore sul ruolo di Spinelli nella vicenda e nelle vicissitudini, anche quotidiane, delle Olgettine. Spinaus è il loro referente, il loro terminale per avere soldi, per risolvere qualsiasi problema. Lo chiama Nicole Minetti ogni due per tre per gli affitti e altro degli appartamenti delle ragazze, lo chiama Marystelle Polanco, quando ha bisogno di denaro... Lui è sempre calmo, mai un gesto di insofferenza, uno scatto di nervi, al più rinvia la soluzione dei loro problemi economici dicendo che non aver disposizioni in merito e che deve aspettare che Berlusconi (da Roma dove faceva il presidente del Consiglio) rientri, il lunedì, a Milano.

Ma il giro delle Olgettine (non sia offesa per nessuna) non era sempre limpidissimo. A volte promiscuo con una certa criminalità. L'allora compagno di Marystell Garcia Polanco, Ramirez Della Rosa, nel 2011 è stato condannato a otto anni di carcere. L'uomo è stato trovato in possesso di 12 chili e 412 grammi di cocaina, e. tre chili di quella droga erano a Milano Due, al numero 65, nell'ormai famoso residence Olgettina. Di pi§: erano nella cantina dell'appartamento abitato da Marysthell, la cui casa, come quella di altre ragazze, era nel libro paga del premier. Inoltre Ramireza Della Rosa, per chi non lo ricordi, viaggiava sull'auto di Nicole Minetti, il consigliere regionale del Pdl accusata di reclutare le ragazze che, secondo l'accusa, si prostituivano per il premier.
Ma ci sono altri misteri in questa vicenda.


I documenti del Lodo Mondadori. Secondo quanto dichiarato da Spinelli agli investigatori, gli uomini che lo tengono in ospaggio gli fanno vedere della documentazione che sembra relativa alla vicenda del Lodo Mondadori. Poi gli mostrano un filmato in cui si vede che il presidente della Camera Gianfranco Fini parla con i magistrati del processo Mondadori. Documenti, però, dei quali- in un mese di indagini- non si trova traccia.

Chi sono gli arrestati. Due provengono dalla stessa zona, lembro estremo della provincia romana, confine con la Ciociaria.
Francesco Leone, 51 anni, originario di Bari, è stato preso a casa sua a Paliano (provincia di Frosinone), e risulta essere il capo della banda. Ha un passato complicato e un precedente specifico: negli anni Novanta è stato arrestato per il sequestro di un ufficiale dell'Aeronautica di Ciampino ed è stato collaboratore di giustizia fino al 1996, quando dopo aver ottenuto anche un premio economico ha ricominciato ad organizzare sequestri.
Una sua traccia biologica è stata trovata in casa di Spinelli, ma a tradirlo è stata soprattutto la sua passione per il Milan: è stato infatti identificato dopo che Spinelli ha descritto agli investigatori le sue scarpe rosse con i lacci neri, che sono state ritrovate a casa sua a Paliano. L'11 novembre, inoltre, è stato fotografato seduto allo stadio di San Siro per Milan-Fiorentina.
Di Olevano Romano (pochissimi chilometri da Paliano) è invece Pierluigi Tranquilli, 34 anni , figlio di un commerciante di alcolici e bevande. Incensurato, non si capisce ancora come sia finito in combutta con Leone.
Precedenti per traffico di auto ha il terzo italiano della banda, Alessio Maier, 46 anni; mentre i tre albanesi Ilirjan e Laurenc Tanko (fratelli) di 33 e 39 anni e Marjus Anuta, 28 anni hanno precedenti per furti, rapina, immigrazione clandestina. Come si sono messi insieme, chi li ha messi insieme e perchè?