sabato 17 settembre 2011

BERLUSCONI: "Faccio il premier a tempo perso"

I cambi merce dell'onorevole Milanese 

BERLUSCONI: "Faccio il premier a tempo perso"

Festini a cavallo degli impegni  istituzionali. E un giorno
le ragazze salirono  sull'aereo presidenziale
GUIDO RUOTOLO
INVIATO A BARI
 Duecentosettanta pagine. Sono quelle che compongono il rapporto della Guardia di Finanza che ha raccolto intercettazioni e testimonianze sul presidente del Consiglio e sul mondo che ruota attorno a lui. Un Berlusconi che di sé dice: «A tempo perso faccio il primo ministro e me ne succedono di tutti i colori». E così quando deve disdire una serata organizzata, perché «devo andare a Milano», aggiunge rivolgendosi a Gianpi: «Venitevi a prendere un gelato». Ma Tarantini ne approfitta per imbucarsi sull’aereo presidenziale con tutte le ragazze. «Marysthell andiamo? Ti passo a prendere».
Tutte in volo
L’inchiesta barese sul giro di escort per il capo del governo,racconta tutto questo: vizi privati osservati dal buco della serratura delle stanze delle residenze del premier, Palazzo Grazioli, Arcore e Villa Certosa. La prima volta non si bada a spese. Per non deludere il Presidente. Accade tutto il 5 settembre del 2008. Silvio e Gianpi si sono appena conosciuti in Costa Smeralda grazia a un invito di Eva Cavalli. L’Ape Regina, al secolo Sabina Beganovic, chiede a Gianpi di portare ragazze che «ci stanno al gioco», a una serata a Palazzo Grazioli. Tre ragazze, Sonia Carpentone, Vanessa Di Meglio e Roberta Nigro. «Le tre donne - si legge nel rapporto della Guardia di Finanza - partecipavano alla cena e trascorrevano la notte a Palazzo Grazioli, ospiti del Presidente Berlusconi, ricevendo l’indomani mattina dallo stesso un corrispettivo in denaro». E’ vero, le tre partecipano.
Ma che fatica per Gianpi convincerle. Chi si è fidanzata e non vuole tradire, chi è a Parigi. E lui che deve pagare pure il volo Parigi-Roma... Commento il giorno dopo di Sabina, al telefono con Gianpi: «Io sono tornata a casa mia, alle dieci. Lui voleva che io rimanessi lì a dormire... però non ho fatto un cazzo perché lui non mi mischia con loro». E le tre ragazze? Una di loro, Vanessa Di Meglio confida a Gianpi: «Tutto a posto, tutto a posto. Le ragazze sono andate via alle sei... hanno fatto un bordello. Comunque tutto a posto, Io ho fatto colazione con lui». Gianpi: «Ti ha fatto un regalo?». Vanessa: «Sì ma loro hanno chiesto. Io non ho detto niente, non ho chiesto assolutamente. Lui mi ha detto: "Metti questo in borsa... mi fa piacere"».
Verbale di Vanessa Di Meglio: «C’erano molti invitati quella sera a Palazzo Grazioli. Riconobbi George Clooney, Eva Cavalli e altre personalità dello spettacolo. In tutto 25-30 persone. Al termine della cena, rimanemmo io e altre due ragazze. Il presidente del Consiglio si appartò con le altre due che poi mi vennero a chiamare. Io le raggiunsi in una camera da letto dove era presente anche il presidente del Consiglio. Ci furono degli approcci...». Se non ci fosse la bobina con la voce di Silvio Berlusconi inconfondibile, la trascrizione di quella frase suona come una bestemmia, un falso. E invece bisogna ricredersi. Per la cena del 23 settembre del 2008, chiede Berlusconi a Gianpi: «Che dici se chiamiamo anche Rossella che c’ha una ragazza che canta in Vaticano molto brava? Magari invitiamo anche Fabrizio Del Noce, il direttore della fiction della rete uno della Rai? Così sentono che c’è lì qualcuno che ha il potere di farle lavorare. Insomma hanno l’idea di essere di fronte a uomini che possono decidere del loro destino. L’unico ragazzo sei tu, gli altri sono dei vecchietti... però hanno molto potere».
Nottata a quattro
 Il vizietto del Presidente è la nottata a quattro, insomma con tre partner. Anche quella sera del 23 settembre. Mette a verbale Terry De Nicolò: «Delle ore ho dormito da sola e delle ore invece con queste due ragazze e Berlusconi... eravamo io, le due ragazze di Roma e Berlusconi». Che figura di ruffiana fa la europarlamentare Pdl Elvira Savino, al cui matrimonio partecipa Gianpi che si fa dare dal testimone Silvio Berlusconi il suo numero di telefono. Dunque Gianpi deve soddisfare una voglia di Silvio Berlusconi, quella di conoscere Carolina Marconi ed Elvira possiede il suo numero di telefono. Contatti, avances, proposte e alla fine accetta. Sms di Elvira a Gianpi: «Ci hai parlato?». Risposta: «Mi ha detto di sì». Gongola Silvio Berlusconi: «Ma domani sera che vorresti fare?». Gianpi: «Presidente io ho parlato già con Carolina e con Francesca. Loro vengono... in più ci sono.. queste due amiche che ho conosciuto molto carine». Berlusconi: «Posso portare qualche ragazza anch’io? Va bene combiniamo... faccio venire la musica... faccio venire Gemma per cantare ... Va bene? Facciamo alle nove e mezza...».
Che confusione la storia della Manuela Arcuri. A sentire Francesca Lana, la nottata a tre con Silvio Berlusconi non si realizza per una questione di contropartita. Scrive il rapporto della Finanza: «Manuela Arcuri e Francesca Lana, entrambe donne dello spettacolo, erano attratte dalla prospettiva, tracciata loro da Tarantini, di ottenere, prostituendosi, vantaggi per la propria carriera professionale (nel caso della Arcuri anche per il fratello) nel cinema e in televisione». Questa è la premessa. Tarantini promette a Manuela che avrebbe fatto la valletta per Sanremo. «A quello dovete fargli un bel numero, tu e la tua amica». Dice Gianpi a Francesca. Francesca ne parla con Manuela, che risponde: «Dobbiamo parlare di quella cosa a due. Minimo per quello ci deve... se dovessimo fare una cosa del genere... ci deve già avere il contratto firmato davanti...».
La firma mancante
L’11 febbraio del 2009 c’è una cena a Palazzo Grazioli. Il giorno prima Francesca riferisce a Gianpi: «Manuela dice che se non vede sto cammello, fino a quando non ha una certezza... non fa nulla per lui. Io le ho detto: "Manu forse dovrebbe essere il contrario, prima fai qualcosa per lui..."». Il giorno della cena. Gianpi: «... ma si era convinta, si era convinta un mese fa...». Francesca: «Sì ma le cambia da oggi da adesso a tre minuti poi ricambia idea». E dire che Manuela manda avanti proprio la sua amica Francesca (secondo la stessa Lago): «Frà però mo glielo devi dire del film, delle cose, è ora che gli parli». Risponde Francesca: «Ho capito Manu, ma non glielo posso dire alle quattro di mattina quando stiamo dentro il letto...». Il tira e molla finisce male. Il 18 febbraio del 2009, Berlusconi confida a Gianpi di essere «rimasto molto indignato per la volgarità espressa dalla Manuela Arcuri nel corso di una intervista rilasciata alle Iene, ritenendola cancellata».
Graziana Capone, la Jolie di Bari con Silvio Berlusconi, la notte del 28 settembre del 2008. Scampoli di conversazione tra lei e Gianpi, la mattina dopo. «Con chi stai mo’?, con le ragazze vicino?». Lei: «No. Io e lui e basta. Tutte le ha mandate via». Gianpi: «Ma è rimasto contento?». «Assolutamente. Io ho bisogno di dormire un po’, sono andata a letto tardissimo, a letto... ho dormito un’ora...». Tarantini: « Ti ha detto che ti dà una mano?». Lei: «Si, è stato lui, io zero...». E’ egocentrico Gianpi. Che chiede alla ragazza se Berlusconi ha parlato di lui. Graziana: «Mi ha chiesto da quanto tempo ti conoscevo... io ho detto un po’ di anni». Gianpi aveva confidato alla ragazza le sue aspirazioni di essere eletto parlamentare.
Nelle carte c’è il gallo Berlusconi che si compiace delle sue performances. «Stamattina mi sento bene, sono contento della mia capacità... di resistenza agli assedi della vita». Una sera è a cena in un ristorante milanese con giovani imprenditori. Racconta a Gianpi: «Ho preso otto numeri, ma ce ne erano di più... Russe, italiane e brasiliane. C’ho 8 numeri di donne nuove....». Anche Gianpi che non è da meno però è alquanto colpito dall’iperattivismo sessuale del Presidente. «Ma lei mi deve spiegare una cosa, ma alle donne lei cosa fa?». Risponde Berlusconi: «Come cosa faccio (ride, ndr)». Gianpi: «In tanti anni di amici, di frequentazioni che ho fatto, non ho mai visto uno che fa impazzire così tanto le donne, ma veramente... perché lei ora mi ha detto "è il mio sogno proibito" ho detto "basta, non dire più niente"». Berlusconi: «omissis... va bene senti allora ci mettiamo d’accordo...».
Prostitute per il principe
 Non è poi vero che la macchina non si inceppa, qualche volta. Gianpi vuole strafare come è suo solito. Voleva organizzare una serata con ragazze nuove. Berlusconi fa presente che è molto stanco: «Voglio fare il bravo perché non posso più andare avanti.. mi devo riposare un po’ di più perché sono veramente molto stanco. Ci sentiamo... facciamo una cosa... che mettiamo una cosa che è novità e basta?». Tarantini: «Bravo mescoliamo un po’ quelle, quelle che abbiamo già. come deve chiuderne alcune ancora, dico ne deve concludere alcune, quelle due, tre che sono rimaste..». I tentativi di Gianpi alla fine vanno in porto. C’è un permaloso Berlusconi che affiora negli affari di famiglia con Gianpi Tarantini. L’intervista alle Iene di Manuela Arcuri porta il presidente a troncare ogni rapporto con l’attrice.
Berlusconi non vuole che le sue donne lo scavalchino. Così quando capisce che la giovane Carolina Marconi ha preso contatti con Fabrizio Del Noce s’arrabbia perché non l’ha interpellato. Con una valanga di intercettazioni, di testimonianze, di serate per il Principe, anche la storia di Patrizia d’Addario, che pure sembrava portatrice di sconquassi, alla fine è diventata una tra le tante squallide storie di reclutamento di prostitute per il Principe. Gianpi Tarantini sperava di avere un suo tornaconto che si chiamavano Finmeccanica e Protezione civile. E poi di mettersi in affari con Roberto De Santis negli appalti nel settore dell’energia. Sono appena due mesi che Gianpi organizza le seratine per il presidente. Berlusconi ricambia il 13 novembre: «Sono in macchina con il sottosegretario Bertolaso, te lo passerei così vi metterete d’accordo direttamente...».
E già che ci siamo, perché non proviamo con Finmeccanica? Chiede Gianpi a Enrino Intini, l’imprenditore: «In che rapporti stai con Guarguaglini? Bene? Vallo a trovare stamattina...». E poi gli appalti per l’Aquila e gli agganci con le aziende satelliti di Finmeccanica. Ma pare di capire che questa parte dell’inchiesta è stata stralciata. «Devo purtroppo partire per Milano perché mi è successo un guaio su là: devo essere domani mattina prestissimo e poi l’aereo c’è solo stasera, quindi purtroppo ho cambiato tutti i programmi e parto per Milano. Se tu credi di poter arrivare qui adesso e che vi offro che so un gelato».
Vita da presidente
  
Vita da presidente, ogni tanto. E Silvio Berlusconi deve partire d’urgenza. Scrive la Finanza: «In questo frangente Tarantini dimostrava di saper trarre il massimo vantaggio anche dalle situazioni apparentemente a lui sfavorevoli, proponendo a Silvio Berlusconi di volare tutti insieme sull’aereo presidenziale, dicendo che le ragazze che aveva reclutato abitavano a Milano e facendo credere che lui aveva un impegno di lavoro in città, l’indomani mattina». Tarantini: «Sennò veniamo insieme a lei a Milano (risata). E poi rivolgendosi a Marysthell Polanco e a qualcun’altra che si trova con il gruppo: «Andiamo a Milano ora vi va? Con l’aereo con lui». Le sue interlocutrici rispondono di sì. Gianpaolo poi comunica al Presidente: «Va bene, se ci dà mezz’ora, il tempo di fare la valigia, veniamo». Giunti con l’aereo presidenziale a Milano, saltata la possibilità di passare la serata in compagnia del Presidente Berlusconi, Gianpi Tarantini (sempre secondo la Guardia di Finanza) «trascorreva la notte al Principe di Savoia di Milano in compagnia di Maria Esther Garcia Polanco».
 
 Invidiosi?
Putin ha dichiarato a un congresso di imprenditori che chi critica le notti brave del suo amico Silvio è un invidioso. Il gerarca russo appone la sua firma d’autore all’ideologia che ha dettato legge negli ultimi decenni: il Pensiero Unico Turbomaterialista, il cui acronimo PUT richiama benevolmente il suono di una flatulenza. Secondo tale visione maschilista e totalizzante del mondo, gli esseri umani desiderano soltanto fare orge, intascare mazzette e sculettare in tv, non necessariamente in quest’ordine. È inconcepibile che qualcuno possa nutrire interessi culturali, romantici, spirituali. Quindi chi fa la morale al PUT è come la vecchietta di De Andrè, che dava buoni consigli solo perché non poteva più dare cattivo esempio. Ora, nessuno è privo di vizi. Ma contesto l’idea che tutti desiderino quella roba lì. Io, per dire, fra una cena con Steve Jobs e una con la consigliera regionale vestita da suora, preferirei conoscere il vecchio Steve, anche vestito normalmente. Il fatto che i media (mea culpa) intervistino le squinzie invece delle ricercatrici, non significa che tutte le ricercatrici ambiscano a diventare squinzie. Esistono ricercatrici felici di esserlo (purtroppo lavorano all’estero), come esistono anziani rappacificati con se stessi che la sera vanno a letto con un buon libro e magari con una persona che amano, ricambiati. E certo non invidiano chi esibisce o ricerca corpi rifatti, volgarità e ignoranza. Vede, signor Putin, non siamo invidiosi. Solo un po’ imbarazzati per quelli, come il suo amico, che non sono più capaci di ascoltare la voce provvidenziale della vergogna.
Tarantini: prostitute a Berlusconi  per conquistare appalti pubblici
Il rapporto della Guardia di Finanza di Bari descrive il sistema dei festini nelle case del premier: l'imprenditore "investiva" in ragazze sfruttando le debolezze del presidente del consiglio. Le carte descrivono sesso di gruppo, giri di soldi, promesse di carriera in tv e la spasmodica ricerca di nuove "reclute" disposte a concedersi
Un presidente del consiglio vittima delle proprie debolezze, di cui cercano di approfittare in tanti, primo fra tutti l’imprenditore barese Gianpaolo Tarantini. Che afferra al volo l’opportunità che gli si presenta: per ingraziarsi Silvio Berlusconi bisogna procurargli ragazze a pagamento, giovani, bellissime, vestite in modo giusto. Disposte a concedersi, anche in gruppo, a un uomo di settant’anni. Un modo sicuro per entrare nel giro che conta e ottenere dei vantaggi in termini di contatti e affari. Informativa tarantini
Quasi una circonvenzione d’incapace che porta Tarantini a ottenere la presentazione ai vertici della Protezione civile e a far entrare quello che il Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Bari definisce il suo “comitato d’affari”, composto dai due imprenditori dalemiani Enrico Intini e Roberto De Santis. Nei sogni di Gianpi c’è anche un seggio al Parlamento europeo. Da ottenere, come dimostrano numerose intercettazioni, a suon di escort “regalate” a Berlusconi. E’ il quadro che emerge dall’informativa della Finanza che ha fatto esplodere il “caso escort”, che mette in serio imbarazzo il capo del governo. E’ lo stesso Tarantini ad ammetterlo nell’interrogatorio del 29 luglio 2009: ”Io ho voluto conoscere il presidente Berlusconi e a tal fine mi sono sottoposto a spese notevoli per entrare in confidenza con lui e sapendo del suo interesse verso il genere femminile non ho fatto altro che accompagnare da lui ragazze che presentavo come mie amiche tacendogli che a volte le retribuivo”. Per lui è un investimento notevole: l’imprenditore retribuisce le ragazze, anche a mille euro per volta, paga i viaggi e i pernottamenti in albergo per l’”avvicinamento” alla residenza berlusconiana prescelta, da Roma a Milano alla Sardegna. Tanti soldi, che evidentemente conta di far fruttare parecchio. Tutto comincia al matrimonio di una parlamentare del Pdl, Elvira Savino, dove Berlusconi è testimone Tarantini è ospite. Tarantini ottiene il numero di telefono del premier e butta lì: “Quando vuole organizziamo una cena”. Il primo contatto telefonico è del 19 settembre 2008. Succede per caso: il presidente vorrebbe chiamare un’altra persona, ma per errore preme il tasto del cellulare sul numero di Tarantini, che aveva in rubrica dal giorno del matrimonio. L’imprenditore coglie la palla al balzo e torna alla carica con la “cena”. Il presidente si mostra ben disposto. Chiusa la conversazione, Tarantini si dà immediatamente da fare e mette insieme la prima carovana. Il 23 settembre l’imprenditore porta a Palazzo Grazioli nove ragazze, tra le quali Terry De Nicolò e Carolina Marconi, bellissima del “Grande fratello” per il quale il presidente del Consiglio dimostra di avere un debole. Alla festa partecipano tra gli altri Carlo Rossella, presidente di Medusa distribuzione, e Fabrizio Del Noce, direttore di Rai Uno. Berlusconi li ha invitati apposta, annota la Guardia di finanza, “così le ragazze sentono che c’è lì qualcuno che ha il potere di farle lavorare”, si legge in un’intercettazione. “Sono persone che possono far lavorare chi vogliono… ecco quindi le ragazze hanno idea di essere di fronte a uomini che possono decidere del loro destino”. A fine serata, tre ragazze si intrattengono in camera da letto con il presidente del consiglio. Visto l’ottimo risultato del debutto, Tarantini capisce di avere imboccato la strada giusta per tenere in pugno l’uomo più potente d’Italia. La Guardia di finanza descrive infatti “un susseguirsi di contatti e telefonate con il Presidente Berlusconi, palesemente ordito nel tentativo di coinvolgerlo in nuove serate in compagnia di giovani e disponibili donne, che per il Tarantini si sarebbero tradotte, invece, in proficui incontri con chi, secondo lui, avrebbe potuto sostenere i suoi (e dei suoi soci baresi) progetti d’affari”. Il contenuto delle intercettazioni (solo una piccola parte di quelle raccolte nell’inchiesta) e degli interrogatori rende chiari il motivo per cui il presidente del consiglio ne temeva la pubblicazione, fino a immaginare un blitz parlamentare per approvare in temi rapidissimi la “legge bavaglio” sulla pubblicazione degli atti d’indagine. “Dobbiamo trovare un troione” In data 23.09.2008, alle ore 10:38, Gianpaolo TARANTINI, in compagnia di Francesca Garasi, la invitava a contattare, usando il suo telefono, tale Giulia identificata in Giulia Mascellino, al fine di invitarla a partecipare alla cena organizzata per la sera. Prima che Giulia potesse rispondere Tarantini diceva alla Garasi: “Dille “vuoi venire ad una cena importante?”". Infatti la Garasi formulava a Giulia l’invito, aggiungendo che la cena si sarebbe tenuta “…con…il bel Presidente”. Alle ore 10:43 Tarantini chiamava la Semeghini per darle indicazioni – come avrebbe fatto in ogni successiva occasione di incontro con il Presidente – su cosa indossare in occasione della cena, disponendo “allora, per l’abbigliamento, diciamo che a quello gli piacciono i vestiti corti”, oltre che per rammentarle di evitare di reclutare ragazze che fossero in contatto con la Beganovic “lui mi ha detto assolutamente non del giro di Sabina”, comunque disponibili ad ogni tipo di approccio “dobbiamo trovare una troiona”. E la Semeghini sembrava aver capito il senso della raccomandazione “eh…lo so…adesso vedo mi prodigo”. “Prendiamole basse perché noi non siamo alti” Il 5 ottobre 2010 il presidente del Consiglio chiede a Tarantini di portargli ragazze non troppo alte. Sono le 11.53 e i due organizzano la serata. Berlusconi: “Se tu hai una ragazza da portare, due ragazze, tre ragazze da portare…”, Tarantini: “Sì…sì, sì, sì….”, Berlusconi: “per favore non pigliamole alte come fa questo qui dì Milano, perché….”, “noi non siamo alti”, “devono essere tutte come la Graz…come la Graziana! (Capone – ndr)”, Tarantini: “va bene, io ne porto un paio, due o tre ne porto!” L’occorrente per passare la notte a Palazzo Grazioli Le ragazze che passavano la notte a palazzo Grazioli erano “foraggiatissime”. Lo dice il premier Silvio Berlusconi nel corso di una telefonata con Giampaolo Tarantini. Un modo di dire che, secondo la Guardia di Finanza, allude al fatto che “era stato dato loro il necessario”. La telefonata è del 17 ottobre 2010, alle 18.44 e a chiamare è il capo del governo. “Riferendosi alle ragazze che hanno trascorso la notte a palazzo Grazioli – riassume la Gdf – tra l’altro, sottolineava: ‘guarda che hanno tutto per pagarsi tutto da sole queste qua eh’, alludendo, evidentemente al fatto che era stato dato loro il necessario. Motivo per cui Tarantini non doveva sentirsi obbligato a corrispondere loro alcunchè”. Tarantini risponde così: “Si, ma stia tranquillo, presidente, non c’è problema”. E Berlusconi aggiunge: “Eh, vabbè, ma non…non…coso…perchè hanno…sono…sono foraggiatissime”. Ragazze su aereo presidenziale Gianpaolo Tarantini propose al premier “di volare tutti insieme sull’aereo presidenziale, dicendo che le ragazze (che aveva reclutato) abitavano a Milano e facendo credere che lui (Tarantini stesso, ndr) aveva un impegno di lavoro in città l’indomani mattina”. E’ quanto si legge negli atti dell’inchiesta escort depositati ieri. I fatti si riferiscono al 26 novembre 2008 quando Berlusconi, che aveva organizzato una cena a Palazzo Grazioli, è costretto ad andare a Milano. E alla fine le ragazze, secondo quanto è scritto negli atti dell’inchiesta, volarono con Gianpi sull’aereo presidenziale. Belen Rodriguez e Claudia Galanti Berlusconi e Tarantini parlano al telefono il primo dell’anno, alle 12.07: a chiamare è Gianpi, che racconta il capodanno passato con Belen Rodriguez, Claudia Galanti e Manuela Arcuri. I due si scambiano gli auguri e poi iniziano a parlare di Belen. Ecco il testo integrale della telefonata. T: Belen ha fatto dei balli latino-americani…mamma mia B: chi li ha fatti? Belen? T: Belen, sì B: ma adesso è libera? con chi sta? T: con nessuno. Glielo ho detto ieri infatti l’ho chiamata tante volte che volevo farle gli auguri perchè a destra mia Belen…a sinistra Claudia e di fronte Manuela. B: mamma mia eri messo benissimo T: ho detto: ho fatto una fine dell’anno…migliore non potevo farla B: eh ci credo con le tre donne più belle d’Italia T: Claudia sta bene, Claudia le vuole bene…parla sempre bene…ci mancherebbe B: Belen invece come si esprime? T: nooo…forse…poi non ho tanta confidenza, perchè io sono amico di Marco (Borriello, ndr) molto…ma io penso che… B: ma lei è ancora innamorata di Marco? T: no…no…non credo B: comunque lui non ha la testa giusta per una donna come Belen T: la ci vuole un uomo serio B: è troppo semplice lui…deve andare con un più grosso…con un imprenditore…con uno come te1 T: no con uno come lei stavo dicendo io B: va bene senti io sono qua assediato da quando hanno visto che sono stato dichiarato da Playboy il politico più sexy sul libro che è venuto fuori il trenta…ha riportato questa cosa qui…io non ho scampo con questi qua. Ieri sera avevo la fila fuori dalla porta della camera…erano in undici…io me ne son fatto solo otto perchè non potevo fare di più…non si può arrivare a tutto. Però stamattina mi sento bene sono contento della mia capacità di resistenza agli assedi della vita…che cosa ci tocca fare la notte del primo dell’anno. Senti io ho qua tutti i letti occupati…non so come fare a dirti venite. Il due viene anche Emilio…queste non vanno via neanche con le cannonate…il prezzo è buono, il vitto anche. Sai ieri sono state sulle automobile tre ore…hanno fatto le gare non le tiravi più giu. T: ma quante ragazze ci sono? B: quaranta T: tutte sono venute B: no…tutte no! Erano 67 quelle…intanto ho comprato una casa qui vicino per ampliare i posti…dodici posti in più. Premier: “Ho la fila di ragazze” ”Ieri sera avevo la fila fuori dalla porta della camera…erano in undici…io me ne son fatte solo otto perchè non potevo fare di più…non si può arrivare a tutto…”. E’ quanto dice il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a Giampaolo Tarantini il primo dell’anno del 2009, parlando della serata precedente. La telefonata è contenuta negli atti dell’inchiesta sulle escort che la procura di Bari ha depositato ieri. Contatti con Carlo Rossella e Fabrizio Del Noce Il premier Silvio Berlusconi utilizzò Carlo Rossella e Fabrizio Del Noce “per fornire alle ragazze lo stimolo a partecipare” alla cena del 23 settembre 2008 a Palazzo Grazioli. E’ quanto è scritto negli atti giudiziari dell’inchiesta barese sulle escort depositati ieri.“Che cosa dici – afferma al telefono Berlusconi parlando con Gianpaolo Tarantini – se chiamiamo anche Rossella che c’ha una ragazza che canta in Vaticano molto brava?”, “magari invitiamo anche Fabrizio Del Noce, il direttore della fiction della Rete Uno della Rai?”, “così le ragazze sentono che c’è qualcuno che ha il potere di farle lavorare”. Alle ore 14:05, Silvio Berlusconi contattava Tarantini per chiedere conferma dei dettagli dell’organizzazione della serata. Berlusconi: “stasera?”. Tarantini: “stasera siamo in sei compreso me…io e cinque ragazze” Berlusconi: “benissimo! Io non allargherei molto.. .porterei una, due, tre ragazze da parte mia. Poi facciamo venire ì cantanti che sono tutti bravi…le due cantanti cubane, la Gemma…che cosa dici se chiamiamo anche Rossella che c’ha una ragazza che canta in Vaticano molto brava?” Tarantini: “si!…si!…” Berlusconi: “magari invitiamo anche Fabrizio Del Noce il direttore della fiction della rete uno detta rai?” Tarantini: “si magari!” Berlusconi: “così le ragazze sentono che c’è lì qualcuno che ha il potere di farle lavorare”. Tarantini: “benissimo perfetto Presidente!” Berlusconi: “alle nove e mezza!” Il primo incontro tra il premier e Tarantini Ecco come le carte dell’inchiesta documentano il primo incontro tra Gianpi e B. “Si deve preliminarmente rammentare che in occasione delle nozze della parlamentare del Pdl Elvira Savino, amica intima del Tarantini, a cui Silvio Berlusconi aveva partecipato come testimone della sposa, l’imprenditore barese era riuscito con un abile stratagemma a lasciare il proprio numero di telefono al Presidente. ” “Presidente ha detto volentieri, quando vuole organizziamo una cena” ha detto, però, che non le posso dare il numero perché sta sempre con il fidanzato”…ho detto “le do il mio e chiami me quando vuole”, ha detto “va bene, scrivilo su un pezzettino di carta e dallo alla guardia, quello dietro di me”, ho preso e glie ho scritto”, “che ne so, ha detto in settimana organizziamo”. Pagano entrambi La De Nicolò, sentita come persona informata sui fatti il 19.06.2009, riferiva, tra l’altro: “delle ore ho dormito da sola e delle ore invece, alcune ore sono stata con queste due ragazze e Berlusconi (…) eravamo io e le due ragazze di Roma e Berlusconi”, “(TARANTINI – ndr mi ha dato dei soldi, ma per partecipare alla cena (…) mille euro, prima della cena”; Sentita nuovamente il 22.06.2009, aggiungeva: “(…) Per quanto riguarda la cena a Roma a Palazzo Grazioli, prima di recarci a Palazzo Grazioli io mi son recata all’hotel “De Russie” dove il Tarantini mi ha riconosciuto il gettone di presenza di mille euro, lui mi ha detto questo, ha detto: cerca di restare, se Silvio ti vuole, se Silvio Berlusconi ti vuole, tu ci devi restare. Allora io gli ho chiesto: e cosa mi dà? E lui ha detto: non ti preoccupare, ti darà dei soldi. Come fai a saperlo? Perché lui fa così. Se non te li dà ti accontenterai di questi mille euro, se te li dovesse dare, tu questi mille euro me li restituisci, cosa che non ho fatto (…)”. “Faccio il premier a tempo perso” Ecco come risponde il premier a Marystell Polanco che si lamentava del fatto che non riusciva a trovarlo. “Vedi Marystell, io a tempo perso faccio il primo ministro”. Silvio Berlusconi lo dice al telefono a Marystell Polanco, una delle ragazze che frequentavano le residenze del premier, coinvolta anche nella vicenda di Ruby Rubacuori. “Vedi Marystell – dice Berlusconi – io a tempo perso faccio il primo ministro e quindi me ne succedono di tutti i colori”. Due tipologie di ragazze Due categorie di ragazze: quelle“facili”, cioè disponibili ad incontri sessuali e quelle “d’immagine” cui spettava il compito di far da “cornice all’evento”. Nell’informativa della Guardia di Finanza è spiegato come venivano divise da Tarantini le giovani che dovevano essere portare nelle residenze del premier. Il 5 ottobre 2008 Gianpi Tarantini parla al telefono con Pierluigi Faraone (l’uomo che secondo la procura voleva diventare il referente per le feste a casa del premier a Milano) “per chiedergli aiuto nella ricerca di ragazze da portare a palazzo Grazioli che comunque rispondessero ai ‘prescrittì requisiti”. T: “Scusa ma la Nina Senicar e non puoi parlare con lei che ma la porto lì” F: e si ma è un pò dura su queste cose lei non è che è molto predisposta… T: no ma di immagine, non di…non è che deve fare la troia…cioè giusto conoscerlo, hai capito, cioè non è che, oh, non è che per forza uno deve andare F: glielo dico però non è una…non sembra una… T: va bene non fa niente, pure io ho portato la Manuela, la Carolina Marconi. “Il tutto – scrive la Gdf – a rimarcare ulteriormente che le ragazze reclutate e portate a palazzo Grazioli si dividevano in due categorie ben distinte: quelle cosiddette ‘facilì, cioè disponibili a concedere prestazioni sessuali (a pagamento o dietro altra utilità) e quelle che facevano da cornice all’evento, considerate d’immagine”. I due si risentono poco dopo e la conversazione continua sugli stessi temi. Faraone: non sono da battaglia T: genere mie, diciamo F: da combatt…non sono da combattimento comunque T: sono genere mio F: si…quelle che tu…si sono da te… Il secondo tentativo per avere la Arcuri e il grande rifiuto Il 10 dicembre, alle ore 15:38, Gianpaolo TARANTINI chiedeva alla ARCURI di vestirsi in modo da essere molto provocante (con minigonna e ampia scollatura) per far colpo sul Presidente BERLUSCONI. TARANTINI: “…omissis…stasera lo dobbiamo far impazzire (ride)”, l’ARCURI assicurava che l’avrebbe fatto, chiedendo poi se era in programma che l’amica Francesca (Lana, ndr) si fermasse per la notte a Palazzo Grazioli: ARCURI: ”ma certo amore mio…. ma Franci rimane a dormire lì?.si?”. Alle ore 18:38, Gianpaolo TARANTINI dopo aver dato consigli alla LANA su cosa indossare per la cena: TARANTINI: “….senti una cosa amore, un consiglio, io mi sono messa un vestito nero elegantino, con i suoi gioielli che mi ha regalato l’altra volta, il bracciale, così è contento, con le scarpe con tutti gli Strass va bene o è troppo?”, si raccomandava anche con questa perché la ARCURI si vestisse in modo da essere molto provocante: TARANTINI: “Falla mettere troia Manuela, che moderna!” L’indomani, alle ore 19:50, Gianpaolo TARANTINI chiamava Francesca LANA per il consueto resoconto del giorno dopo: TARANTINI: “ti ha chiamato amo’?”, “LANA: “No! Magari mi chiamerà domani o dopodomani….l’hai sentito?”, TARANTINI: “Sì, sì, è rimasto contentissimo…sei dolcissima”. Dopo di che la ragazza, alla domanda di Gianpaolo, gli riferiva che Manuela ARCURI le aveva fatto notare che era giusto che chiedesse al Presidente BERLUSCONI quanto si aspettava in cambio per la sua disponibilità: “niente Manuela glie l’ho raccontato, mi ha detto: «sì Fra’ però mo glielo devi dire del film, delle cose» ha detto «è ora che gli parli», ho detto «ho capito Manu, ma non glielo posso dire alle quattro di mattina» dentro il letto un po’ prima magari, se dovevamo fare una cosa riservata e ancora inizi a dire quello che dovresti fare»poi mi ha detto…. la stessa cosa mi ha detto: «la meteorìna è troppo poco per una cosa del genere, devi fare un film o un programma da valletta, ma con un grosso presentatore, una fiction, una sii com….chiedigli una cosa di più» ho detto «va bene». «E poi dobbiamo parlare di quella cosa a due», ha detto «ma ti rendi conto» ha detto «minimo per quello ci deve .. se dovessimo fare una cosa del genere, ci deve già avere il contratto davanti firmato» ho detto «va bene Manu…ne riparliamo perché adesso per me è un attimo un’ansia”. Il premier cambia idea su Manuela L’idea di far prostituire Manuela Arcuri insieme a Francesca Lana non va a buon fine. Il premier, a questo punto, il 18 febbraio 2009 confida a Gianpi di essere indignato per la volgarità  di Manuela Arcuri intervistata alle Iene: “Pensa che quella si era.. si era.. voleva sta lì quella sera” B: “Meno male che non è stata qui, perchè sennò… mi sarei sentito imbarazzato di essere andato con una t… così. Vabbè cancellata”. T: “E vabbè”. In una precedente serata, organizzata pochi giorni prima – l’11 febbraio 2009 – “nonostante la preparazione scrupolosa dell’evento” l’occasione non fu sfruttata “a causa dell’inibizione dell’Arcuri provocata dalla presenza, quella sera, a Palazzo Grazioli di Paolo Berlusconi, che conosceva il manager dell’attrice”. L’incontro Tarantini-Bertolaso su Finmeccanica Il 16 novembre Berlusconi chiama Tarantini per sapere l’esito dell’incontro. Gianpi:“Bertolaso ci disse che Finmeccanca aveva costituito una società mista con la Protezione civile… e ci invitò ad andare da Finmeccanica. Fui io attraverso Rino Metrangolo (dirigente di Finmeccanica, dimessosi oggi – ndr), persona che avevo conosciuto attraverso Lea Cosentino… a prendere contatti con Lunanuova, dirigente della società mista”. Tarantini poi spiega che gli furono illustrate una serie di attività: “Mi dissero che avremmo potuto partecipare all’interno di una Ati (associazione temporanea di imprese, ndr) nella quale avrebbe potuto trovare posto la Sma di Intini. Non si concretizzò nulla perchè, sebbene il terremoto all’Aquila avrebbe consentito di realizzare opere stradali attraverso la Sma di Intini, la notizia pubblica della perquisizione da me subita determinò una presa di distanza da parte di Metrangolo e Lunanuova”. Berlusconi diserta la cena: le escort vanno dal fratello Paolo E’ il 3 maggio 2009 e Gianpaolo Tarantini, in previsione di una nuova serata ad Arcore in compagnia del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, recluta due escort, una in arte Mariasole. Ma all’ultimo momento, per impegni improvvisi del premier, la cena viene annullata. Giampi non si perde d’animo: Mariasole e la sua collega vengono “tempestivamente dirottate su Paolo Berlusconi, fratello del presidente, che Giampaolo aveva iniziato a frequentare dai primi di aprile”. E’ lo stesso Gianpi che il giorno dopo racconta al telefono ad un suo amico com’è andata. Scrive, al riguardo, la Guardia di Finanza: “Tarantini riferiva di non essere più andato a casa di Silvio Berlusconi, ma a cena con Paolo Berlusconi, il quale, molto probabilmente aveva poi trascorso la notte con Mariasole, in compagnia della quale era rimasto al ristorante”. E viene riportato quanto detto da Tarantini al telefono: “No, non siamo più andati da lui… siamo andati a cena con il fratello e poi lei è rimasta là con lui, non lo so che c…”. Alle cene anche un magistrato pugliese Dopo ”una lunga di scia di serate” organizzate presso le residenze private del premier Silvio Berlusconi, Gianpaolo Tarantini “organizzò due cene facendo intrattenere i suoi ospiti – tra cui alcuni dirigenti di Finmeccanica – da giovani donne disponibili a concedere prestazioni sessuali a pagamento”. Tra questi ospiti figura l’allora procuratore facente funzioni del tribunale di Brindisi, Cosimo Bottazzi, attualmente sostituto procuratore generale presso la Corte d’appello di Bari. La divisa per entrare ad Arcore Per entrare nelle residenze del premier le ragazze dovevano non solo essere “giovani ed esili” ma anche avere un abbigliamento preciso, una sorta di ‘divisà. Lo spiega Massimiliano Verdoscia (amico e socio di Giampaolo Tarantini, ndr) a Ioanna Visan, la rumena che ha partecipato a diverse serate, comprese quelle del ‘Bunga Bunga’. Verdoscia: “Quando giovedì vai lì, mi raccomando, voglio dire…vabbè…eh tanto ci sarà il mio amico (Tarantini, ndr) che ti accompagna, tranquillo tutto ok, senza nessun tipo di problema…però il look…capello sciolto, il trucco non troppo evidente, capito? Un vestito…un vestito sobrio, nero, che però metta in mostra…insomma…le tue forme…tu come…e poi tu sai il tuo charme quale è, va bene?”. Ioanna sembra preoccupata, perchè chiede a Verdoscia se “mi fanno le domande?”. “Come ti conosco quelle cose lì?”. E Massimiliano risponde: “No, no, assolutamente, nessuna domanda, niente, zero, totale, massima riservatezza, niente, va bene”. Tarantini aspirante europarlamentare Gianpaolo Tarantini vuole diventare parlamentare europeo (le elezioni sono nel 2009) con la spinta decisiva di Silvio Berlusconi. Preme sula deputata del Pdl Elvira Savino, e dagli atti emerge chiaramente come le ragazze inviate ai festini del premier siano uno strumento di pressione per ottenere l’ambito scranno. “L’ambizione politica, da realizzare con l’aiuto del Presidente BERLUSCONI”, scrivono i finanzieri, “veniva sostanzialmente confermata dall’imprenditore barese nel corso della conversazione intrattenuta con Grazia Capone all’indomani della serata passata ad ARCORE: TARANTINI: “Meh, e dici, di me che ha detto?”, CAPONE: “niente, mi ha chiesto da quanto tempo ti conoscevo”, “e io ho detto un po’ di anni…(incomprensibile)..”, TARANTINI: “vabbè tu gli hai detto «è un bravo ragazzo»…”, CAPONE: “vabbè è un amico, è una persona voglio dire eccezionale, veramente una persona pulita, capito?…che poi anche in prospettiva di quello che accennavi ieri, capito …ti ho messo un attimino in luce”, TARANTINI: “ma perché gliel’hai detto?”, CAPONE: “di che cosa?”, TARANTINI: “del Parlamento, no?” CAPONE: “nooo! Però lui per me ha parlato delle regioni, delle regionali TARANTINI: “meh, son contento”. Berlusconi “salva” Barbara Guerra alla Fattoria di Canale 5 Il 10 marzo 2009, il presidente del consiglio afferma in una telefonata con Tarantini di aver premuto perché Barbara Guerra, una ospite dei festini, non fosse eliminata dal reality show di Canale 5 “La Fattoria”.  TARANTINI: “Presidente ma Barbara è già uscita, si?”, BERLUSCONI: “no, mi sono arrabiato perché… questi… questi delinquenti di autori hanno fatto dire a tre, l’indicazione del suo nome, contro la volontà della televisione e quindi adesso sono intervenuto e se la fanno uscire… poi… fanno uno sgarbo a me insomma”. TARANTINI: “vabbè sarà dispiaciutissima, quella non vedeva l’ora di andare”. BERLUSCONI: “infatti sono dei figli di puttana… questo… questo autore che è uno pazzesco”.

"Troppo lavoro per potermi divertire"

Le vite parallele di Berlusconi tra politica e serate: “Ho due  bambine piccole che è tanto che non vedo”

GUIDO RUOTOLO
INVIATO A BARI
 È più forte di lui, si sente un prigioniero politico, nel senso che quel vestito gli sta stretto. Sta parlando di seratine passate e di quelle da organizzare. Ea un certo punto sbotta con il suo compagno di feste e festini, Gianpi Tarantini: «Mi stanno veramente riempiendo di lavoro in una maniera indegna... mamma mia, pensa che faccio due, tre interventi al giorno, per cui bisogna prepararsi. È una cosa pazzesca». Gianpi: «Il siparietto con la Merkel l’altro giorno, è stato bellissimo, bellissimo veramente». «È quando fai un bilaterale, bisogna studiare due o tre ore almeno per prepararsi il tutto».
Il premier intercettato
Che fatica. Ma Silvio Berlusconi non può che essere soddisfatto del consenso da trascinatore... «Quando vado a Napoli, non ti dico che succede...Sono ormai santo veramente... C’ho tanti impegni internazionali, parto a destra.. adesso vado in America poi devo andare a Pechino... sono messo malissimo...poi Bruxelles ».Gianpi: «Va bene allora ci vediamo mercoledì 8 a Roma». Prigioniero, si sente incatenato Silvio Berlusconi. La sua ossessione di essere spiato, intercettato raggiunge livelli parossistici: «Io ho avuto un disastro con il telefono... un po’ di guasti... ho dovuto cambiare telefono perché al solito me l’avevano messo sotto controllo... ogni tanto mi succede... ce ne siamo accorti allora ho cambiato il numero». Chi intercetta il Presidente del Consiglio? Quando e a chi è stata presentata una denuncia?
Il numero rubato
Per avere quel numero di telefono, Gianpi aveva dovuto sudare e ingegnare un innocente inganno. Berlusconi aveva manifestato particolare interesse per Carolina Marconi: «Quello a un certo punto è impazzito per Carolina... e mi ha detto: “fammi avere il numero”... “in culo” ho detto io. Sono andato da lei, ho detto “dammi il numero”, quella subito ha preso il telefono se n’è andata in bagno ha memorizzato il numero e me l’ha dato: “non dire niente a nessuno assolutamente. Fammi chiamare dal lunedì al venerdì pomeriggio”. Sono andato da lui e gli ho detto: “Presidente ha detto volentieri quando vuole organizziamo un cena, ha detto però che non le posso dare il numero perché sta sempre con il fidanzato”... Ho detto: “le do il mio numero, e chiami me quando vuole”. Lui: “va bene scrivilo su un pezzettino di carta e dallo alla guardia quello dietro di me”».
«Sono messo malissimo»
Vogliamo mettere un gioioso presidente del Consiglio che canta, racconta le barzellette, si intrattiene con decine di belle ragazze e un iroso leader politico che impreca contro l’opposizione e la magistratura ogni piè sospinto? Gianpi: «Ci riusciamo a vedere nel pomeriggio, in serata, a cena? Silvio: «Stasera purtroppo mi hanno bloccato, anche domani e dopodomani sera, perché (incomprensibile) politica pazzesche e quindi sono messo malissimo purtroppo». Un’altra volta, sempre Silvio: «Sono un po’ stanco adesso... ho finito adesso a Napoli un mare di cose un mare di conferenze stampa, tutto... adesso vado a incontrare le venti regioni italiane... sono incazzate tutte perché gli sto tagliando i ticket... E domani sera dovremmo andare a cena con chi... potremmo essere?».
Gianpi: «Allora io ho sentito Carolina Marconi e lei ha detto che le farebbe tantissimo piacere perché rientrava oggi da Londra, poi ci sarebbe una mia amica di Pavia che è molto bella, giovanissima ventuno anni, e poi non lo so se Graziana (Capone, ndr)... come preferisce lei...».
Silvio: «Ma no, ma sai com’è.. che lì è meglio stare su una sola, no è che.. io sono messo un po’ male adesso, ti devo dire la verità, perché mi stanno caricando di un mare d’impegni e questa settimana è terribile.. perché poi tra l’altro sabato mattina ricevo il Papa al Quirinale insieme al Capo dello Stato, sabato pomeriggio sono io a Parigi con Sarkozy e la Merkel e Gordon Brown... domenica sera parlo a Milano, alla festa di quelli di Alleanza nazionale... sono messo malissimo... allora possiamo fare che domani sera giovedì no? Si...».
Giampaolo: «Si!».
Silvio: «È domani sera! Domani sera perché io ho anche la possibilità di chiamare la Francesca... Dunque metterne due insieme non va bene... sono da separare perché le due sono due obiettivi importanti».
Tutte son troppe
Si stanca Silvio Berlusconi. Diciamolo, non funziona più come prima. Va a fasi alterne. Una volta dice a Gianpi: «C’abbiamo un tavolo per ventiquattro... e quindi abbiamo fino a ventiquattro possibilità». Un’altra volta Silvio dice: «Forse tutte quelle son troppe... e per favore non pigliamole alte come fa quello di Milano... noi non siamo alti.., e al massimo averne due a testa, adesso voglio che anche tu abbia le tue... poi ce le prestiamo ... insomma la patonza deve girare... ». Gianpi: «...lei è dolcissima...».
Silvio: «Molto dolce... che poi non è tanto bella di faccia, ma è bellissima di corpo e poi è una brava bambina, birichina ma insomma è una bambina buona». Silvio: «Tutto bene? sono finito adesso a Palazzo Chigi... pensa un po’....».
E già, che ci fa Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi? «...omissis...». Gianpi «ride». «omissis» Silvio: «Perché le bambine poi le ho accudite.. ». Gianpi: «Me l’hanno detto, me l’hanno detto...».
Bambine. L’ossessione. Noemi e poi Ruby. Si confida con Gianpi, Silvio: «Io ho due bambine piccole che è tanto che non vedo, per cui una fa la giornalista in Rai... in Mediaset allo sport, è una napoletana molto simpatica, molto dolce e un’altra bambina di 21 anni, brasiliana che un po’ mi ha... che mi ha pianto al telefono dicendomi che l’avevo dimenticata e allora la faccio venire, ma insomma, senza peso».
Gianpi: «Amo’...mettiti una cazzata, stasera mettiti semplice un vestitino nero, corto, non ti mettere il reggicalze, quelle cose là».
Terry De Nicolò: «No, no».
Gianpi: «Senza calze, tacchi a spillo e un top. Basta!».
Terry: «No, ma, aspetta, con le calze..».
Gianpi: «Senza calze».
Terry: «Vestito lungo?».
Gianpi: «Uno nero, corto, aderente ».
Terry: «E poi? Cos’altro? A che ora si tornerebbe?».
Gianpi: «Domani mattina, tarda mattinata...». B
arbara Guerra: «Vengo con il taxi...».
Gianpi: «Amo’ però mettiti una minigonna inguinale».
Silvio Berlusconi: «Eccomi Giampaolo!».
«Silvio è anormale»
Gianpi: «Presidente buonasera.. l’ho chiamata perché la volevo ringraziare per la serata di ieri.. è stata bellissima.. veramente bellissima... tra l’altro ho sentito anche le ragazze tutte e hanno fatto i complimenti... ci tenevano che lei lo sapesse e hanno detto: “guarda quell’uomo è incredibile.... ha un’energia... una voce.. una... è anormale”... hanno detto».
«omissis».

"A Paolo Berlusconi basta il 10%"

 Tarantini e gli appalti di  Finmeccanica: spunta anche  il fratello del premier
FRANCESCO GRIGNETTI
ROMA
 
 È la storia di una scalata al cielo, quella di Gianpi Tarantini, il Bel Ami che dalla provincia barese entra nelle grazie di un presidente del Consiglio - e ormai sappiamo come - e da questi è introdotto nelle stanze che contano. «Battere il ferro finché è caldo», lo slogan suo e degli imprenditori Enrico Intini e Roberto De Santis, che lo appoggiano, dapprima increduli, poi sempre più euforici perché vedono che il sistema-Tarantini funziona. A Bari, scrive infatti la Guardia di Finanza, nasce un «comitato d’affari» che mira al colpo grosso. «Senti Guarguaglini» È l’1 dicembre 2008, Silvio Berlusconi contatta Gianpi; è in preparazione una delle tante cene. Tarantini: «Presidente, se riesce... anche a chiamare Bertolaso, così lo coinvolgeremmo». Berlusconi: «Ecco, mi sembrava che ci fosse qualcuno da chiamare... Sì, appunto... Ecco, vedi... Bertolaso!. Va bene, chiamo Bertolaso». Il giorno dopo, Tarantini riferisce ai soci: Bertolaso gli ha consigliato, per portare avanti il progetto di far entrare il Gruppo Intini nella neonata società mista tra Finmeccanica e Protezione civile SEL PROC che sarebbe opportuno far contattare Pier Francesco Guargaglini da Berlusconi. Tarantini riporta le parole del sottosegretario sul patron di Finmeccanica. «A me m’ascolta, a quello obbedisce». La sera stessa, Gianpi chiede l’ennesimo favore a Berlusconi. La convocazione Il 5 dicembre Gianpi si affretta a chiamare Berlusconi. «È rimasto contento poi?... Bertolaso, dico... ». Berlusconi: «Non ne abbiamo più parlato. Invece, ho fissato un appuntamento per martedì con Guarguaglini, per quella cosa ». Tarantini: «Benissimo. Martedì sono a Roma e quindi anche se non ci vediamo a cena e mi vuol dire qualcosa a voce, io sono lì». È chiaramente un appuntamento molto importante per il «comitato d’affari» barese. Tarantini è in ansia. L’8 dicembre chiama Roberto De Santis: «Senti domani mattina, quello lì incontra Piero (Guarguaglini, ndr.). Lo vede lui, a casa sua alle dieci... poi mi ha convocato per le quattro». Il giorno dopo, Intini a Tarantini, riferendo di una telefonata ricevuta da Marina Grossi, la moglie di Guarguaglini, nonché amministratore delegato della società del gruppo «Selex S. I.», che l’aveva convocato in sede: «Quelli non parlano proprio... Capisci?. Per telefono mai!».La delusioneDopo l’appuntamento con Grossi, Intini si precipita a chiamare Gianpi: «Là non è arrivato niente». Intini: «La moglie non sapeva niente». Tarantini: «Vabbè che consigli mi devi dare?». Intini: «Bisogna capire da loro quando hanno parlato, se hanno parlato. Perché se non hanno parlato, è inutile che dicono che hanno parlato... no?». Tarantini: «Allora scusa io lo vedo stasera a cena». Intini: «Tu dì: “Il mio amico ha visto la signora Guarguaglini... la Grossi... che mi ha spiegato eventualmente quale sarebbe lo scenario... però mi diceva... non mi risulta che è arrivata qualche segnalazione”. Vabbò?». Tarantini: «Va bene. Ti aggiorno dopo, tieni il telefono acceso».La «gara» con il fratelloTarantini esegue, ma è Roberto De Santis il cervello del gruppo. È a lui, quindi, che Gianpi riferisce. A un certo punto scoprono, e ne rimangono terrorizzati, che anche Paolo Berlusconi mira allo stesso affare. Si cercano soluzioni di mediazione. Tarantini: «Poi ieri con il fratello ho parlato e lui ha detto che non ha una società non riconducibile a lui». De Santis: «Poi gli dico io che cosa dobbiamo fare. Loro vogliono partecipare al 10% del business giusto?». Tarantini: «Del fatturato». De Santis: «È chiaro, della società al 10%... ho capito bene». Tarantini: «E poi mi ha ribadito il fatto... un sostegno per la campagna elettorale». De Santis: «È giusto... Tu gli consegnerai una scatola con il 10% della società. Punto. Questa è la migliore soluzione. Cioè lui ti ha detto: “Noi non abbiamo società che non siano riconducibili a noi”. Giusto? Questo è un problema che si può risolvere». Tarantini: «Poi mi ha detto che ha parlato con il tipo. Mi ha detto che ovviamente ci darebbe tutti i lavori alla S.M.A. (società di Enrico Intini, ndr). De Santis: «Ho capito». Tarantini: «Peccato... Solo per risolvere ora ‘sti cazzi di problemi... Hanno a disposizione 36 miliardi dalla Comunità Europea solo per la prevenzione e per la protezione civile per l’Italia ». Siccome però le cose non filavano lisce, e Intini non riusciva mai a entrare in contatto con Guarguaglini, Gianpi viene invitato a «tornare alla carica». Accadrà il 16 dicembre 2008, a margine della festa per il Milan. Tarantini è invitato da Berlusconi. Ne approfitta da par suo. «A dire del Tarantini - ricostruiscono gli investigatori - il Presidente Berlusconi aveva raccolto seduta stante la sua richiesta chiamando, in viva voce, davanti a lui, il Presidente di Finmeccanica che, a sua volta, si era mostrato disponibile».
L’affare con la Protezione civileIl business a cui Tarantini & soci miravano è un sistema di allerta e monitoraggio che Finmeccanica dovrà predisporre a beneficio della Protezione civile. Un affare d’oro: 12 appalti curati dalla SEL PROC per oltre 51 milioni di euro. E il gruppo barese sognava ad occhi aperti. A un certo punto, però, si apre una nuova connection barese. Tarantini entra in contatto con Rino Metrangolo grazie all’amica comune Lea Cosentino, direttore generale della Asl di Bari, un’altra poi finita nei guai con la giustizia. Sarà Metrangolo, che si è dimesso da Finmeccanica due giorni fa, e che approfitta di una notte brava in un hotel romano con una prostituta pagata gentilmente da Tarantini (e con lui anche altri due amici pugliesi, il magistrato Cosimo Bottazzi e Marco Macchitella), a informarli che l’affare è sostanzialmente andato a monte. Tarantini: «Hai avuto notizie, poi?». Metrangolo: «Mi è stato confermato lo status quo che ti avevo detto». Tarantini: «Senti, mi sembra strano. Io ho assistito a una telefonata tra i due in alto, in cui il tuo diceva che si poteva fare...Tra l’altro conoscendo bene l’amico nostro... Ha detto che l’avrebbe chiamato lui». Metrangolo: «Sì, però non attraverso quello strumento, capito? Attraverso altri strumenti». Tarantini: «Non un legamereale? Societario?». Metrangolo: «No. Attraverso un accordo commerciale ». Tarantini:«Enonserve a niente». Vista la sconfitta sul fronte della Protezione civile, proveranno a buttarsi su un altro business di cui hanno sentito parlare dalle loro parti: un gasdotto dall’Albania all’Italia. Il progetto era nato nel marzo 2009 quando viene siglato un accordo intergovernativo e individua il Tap (Trans Adriatic Pipeline) come progetto di interesse prioritario per entrambi i Paesi. Attualmente è nella fase di progettazione.
     
BERLUSCONI chiamato dalla Procura di Napoli a rendere testimonianza su TARANTINI invia il 12 una Sua propria  memoria difensiva alla Procura di Napoli
Il memoriale di Giampi Tarantini del 31 agosto 2011
  
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